De Micheli incontra i comitati:
nessuna modifica al Salva Peppina,
apertura sui proventi degli sms

SISMA - Gli esiti del summit fra i coordinatori di Terremoto Centro Italia, il commissario straordinario e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Tra gli argomenti trattati anche la situazione degli allevatori e il cambio di destinazione dei proventi legati ai messaggi solidali
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Paola De Micheli

 

Decreto “Salva Peppina”, utilizzo dei proventi degli sms solidali e mancati pagamenti agli allevatori. Questi i temi principali trattati nell’incontro fra il coordinamento dei comitati Terremoto Centro Italia, il commissario Paola De Micheli e il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli. Nessuna apertura sulle modifiche al decreto, spiragli sul discorso cambio di destinazione dei proventi degli sms. Queste in sintesi le considerazioni dei coordinatori dei comitati Francesca Mileto e Francesco Pastorella che, in merito alla questione mancati pagamenti agli allevatori, riportano di una telefonata della De Micheli ad Agea, la quale ha annunciato il via dei pagamenti a partire da martedì prossimo. «Riteniamo che l’incontro sia stato costruttivo anche se su alcuni argomenti, come il “Salva Peppina”, non abbiamo ricevuto aperture – commentano – L’impegno del Commissario De Micheli e del capo della protezione civile Borrelli sull’utilizzo degli sms potrebbe essere un punto di svolta anche nel rapporto tra istituzioni e terremotati laddove le istituzioni preposte a gestire i problemi del cratere, dimostrassero (bocciando il progetto grotta ed investendo sul territorio) di comprendere le reali esigenze dei terremotati. È un’opportunità che deve essere colta.  Questo argomento, insieme agli altri ancora in attesa di soluzione, determineranno i nostri comportamenti o le eventuali necessarie proteste».

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Angelo Borrelli

I coordinatori, «sulla base di quanto condiviso con i terremotati interessati e lo studio di Emanuele Tondi, sindaco di Camporotondo, da noi sottoscritto», hanno chiesto una «soluzione concreta e pratica al grande problema che riguarderà ben il 70% degli aventi soluzioni abitative procurate, nell’immediato post sisma, nella maggior parte dei casi, per esigenze lavorative». Hanno sottolineato inoltre «che i vincoli paesaggistici che stanno bloccando ogni iniziativa non sono stati per nulla considerati quando sono state sbancate delle colline a Fiastra e Bolognola per costruire le Sae, facendo inoltre lievitare i costi in maniera esponenziale. Questa la risposta del Commissario: “pur volendo, ma non concordo, non possiamo più modificare la legge poiché il parlamento di fatto non esiste più. Aggiungo che nessun partito e nessuna regione hanno presentato un emendamento al decreto ed hanno approvato la proposta che ho fatto”». I comitati, alla fine della discussione accesa e anche con alcuni momenti di tensione, restano dell’idea «che si stia “punendo” delle brave persone che hanno, con i propri risparmi, evitato sperpero di soldi pubblici (una famiglia di 4 persone ha fatto risparmiare almeno 60mila euro allo Stato) e contribuito a non far morire i propri paesi, mentre il commissario li ritiene degli abusivi alla stregua di quelli che passano con il rosso». La soluzione alternativa proposta dai coordinatori prevede: «escludere dalla “demolizione” tutti quei terremotati che non possono presentare le domande per cause non dipendenti dalla loro volontà (perimetrazione in atto, scheda non consegnatagli etc); sensibilizzare organi competenti al fine di evitare che gli accertamenti sfocino nel penale; continuare a rilasciare il Cas a queste persone; assegnargli d’urgenza una Sae nel loro comune di residenza seppur non l’avessero chiesta finora». I prossimi passi, secondo i coordinatori: «il commissario De Micheli invierà, ai sindaci ed agli enti interessati, una lettera chiarificatrice comprensiva delle richieste accordate soprattutto in tema di termini di presentazione di domanda e di sensibilizzazione sulle eventuali ripercussioni legali. Il capo dipartimento Borrelli verificherà urgentemente le opportunità di collocazione nelle Sae libere o negli appartamenti disponibili, per le famiglie terremotate interessate».

allevatori-muccaPer quanto riguarda l’utilizzo dei proventi degli sms solidali, i comitati hanno evidenziato che «esiste ancora la possibilità di utilizzare nel giusto modo i soldi che gli italiani hanno donato. Imprescindibile rispettare la loro volontà ed aiutare concretamente i terremotati e per tale motivo non riteniamo accettabile che vengano utilizzati per piste ciclabili (progetto non approvato) o grotte sudatorie (progetto sotto esame). Abbiamo chiesto di impiegare i 3,5 milioni di euro (previsti per la grotta sudatoria di Acquasanta) in supporto economico per artigiani, partite Iva e piccole imprese, per creazione aree socialmente utili agli anziani, parchi giochi per bambini in ogni area Sae, aule per giovani, promozione turistica di ristoranti, alberghi, negozi, aziende agricole che hanno riaperto in una sorta di TripAdvisor del cratere ed anche attraverso investimenti in strutture turistiche (sciistiche) che devono urgentemente riaprire». Il commissario De Micheli, secondo i coordinatori, «chiamerà i presidenti delle Regioni e chiederà di avallare le richieste che trova sensate ed opportune» mentre il capo della Protezione Civile «concorda con la necessità di interpretare al meglio la volontà degli italiani e trova interessanti ed attinenti le proposte dei comitati». I comitati hanno poi posto l’attenzione sui mancati pagamenti agli allevatori, situazione che viene ritenuta non più gestibile. «Non è accettabile che ci siano tali ritardi soprattutto per chi è stato colpito dal terremoto – precisano Mileto e Pastorella nella nota – Abbiamo portato all’attenzione del Commissario il caso degli allevatori che non hanno più foraggio per gli animali poiché i soldi loro spettanti non sono ancora arrivati e non hanno la possibilità di sopperire a questi mancati pagamenti con la vendita del bestiame non avendo più l’utenza». La risposta del commissario, comunicata dai coordinatori: «“Avevo dato disposizione che tutti gli allevatori colpiti dal terremoto avrebbero dovuto avere la priorità nei pagamenti. Il problema sta in Agea che ha cambiato sistema operativo”». I comitati hanno fatto notare «che questo non può e non deve essere un problema dei terremotati» e poi spiegano che «il commissario ha fatto chiamare subito Agea che ha assicurato che i pagamenti sarebbero partiti martedì prossimo. Vigileremo con attenzione su questo argomento – affermano –  Siamo in contatto con gli allevatori, giustamente molto arrabbiati, che incontreremo all’inizio della prossima settimana».



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