Sarnano, le casette dopo la tempesta
Ceriscioli: «Ora le gru per un 2018
all’insegna della ricostruzione»

CONSEGNATE le 9 Sae nel borgo fantasma di San Cassiano dopo i ritardi nei giorni di Natale. Gli sfollati: «Siamo contenti, abitavamo nei garage». Il sindaco Ceregioli: «Possiamo dire che si ricomincia a vivere». Il governatore auspica per il nuovo anno la ripartenza in tutte le aree colpite dal sisma. LE FOTO
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La benedizione di don Luigi Verolini, parroco di San Cassiano con Franco Ceregioli, Luca Ceriscioli e Angelo Sciapichetti

 

di Federica Nardi

Dal garage alla casetta, San Cassiano di Sarnano ritrova un tetto provvisorio ma stabile sopra la testa. Le nove sae consegnate questa mattina al grido di “Bravo sindaco” sono il “passo in avanti”, come lo chiama il governatore Luca Ceriscioli, che la frazione devastata dal terremoto aspettava da più di un anno. Dopo la lotta dell’amministrazione sotto Natale per far completare lavori che dovevano essere finiti già a metà dicembre, 9 famiglie hanno ricevuto le chiavi e sono entrate nelle casette rifinite di tutto punto.

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UNA CASETTA per Silvia Salustri e Luigina Buratti

“Aspettavamo da ottobre, siamo contente – dicono Luigina Buratti e la figlia Silvia Salustri – prima siamo state in garage vicino San Cassiano poi in casa di un parente”. Grazia Amici non ha chiesto una sae, vive ancora a San Cassiano. “Sono l’unica insieme a mio marito, stiamo in garage”, dice. Ha portato un cesto pieno di piantine grasse dorate, un pensiero per ogni casetta consegnata oggi. “Mi sento un po’ sola a San Cassiano”, racconta.

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Il sindaco Franco Ceregioli col governatore Luca Ceriscioli

 

“Ripartire da qui ed entro la fine dell’anno è un simbolo importante – dice il sindaco Franco Ceregioli – A San Cassiano le abitazioni che non sono crollate a ottobre siamo stati costretti a demolirle. Anche con l’aiuto dell’esercito. Possiamo dire che si ricomincia a vivere”. A mandare un messaggio d’auguri anche il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli. “Ci sta vicino con il cuore – dice Ceregioli – e tornerà quando l’altra area Sae, Morelli, sarà completata. Ancora una volta tra mille difficoltà, ce l’abbiamo fatta. Adesso l’importante è che lavoriamo tutti insieme per la ricostruzione. Non è un percorso facile. Potremmo avere altri incidenti di percorso ma se ci impegniamo tutti quanti insieme penso che i risultati possiamo ottenerli”. Il governatore Ceriscioli, accompagnato dall’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti e dalla consulente Sara Giannini, ha ricordato le tappe della rinascita di Sarnano. La scuola, le terme, il distretto sanitario, il centro disabili (proprio a due passi dall’area Sae) che ha ottenuto un finanziamento per la ricostruzione. “Il modo più bello per finire l’anno e guardare all’anno che verrà – dice Ceriscioli -. A Sarnano abbiamo avuto molti momenti positivi. Ora le ordinanze sulla ricostruzione sono state molto semplificate dal commissario Paola De Micheli. Sarà più facile presentare i progetti, il professionista riceve un anticipo, la gara per la ditta si può fare alla fine. Da gennaio la nuova normativa ci permette anche di distribuire il carico di lavoro. Sappiamo com’è difficile riaffrontare un sisma dopo quello del ’97. In una dimensione mai vista. Nelle casette devono entrare 5mila persone su un totale di 30mila sfollati. Ma oggi possiamo raccontare un altro passo nella direzione giusta. Noi vorremo che questo fosse per tutta l’area del sisma un 2018 all’insegna della ricostruzione – è il suo augurio – Vedendo le gru dove oggi ci sono le case danneggiate”. Dopo la benedizione dell’area da parte di don Luigi Verolini (che la mattina del 30 ottobre è uscito di casa dalla parte giusta, il campanile della chiesa di San Cassiano è crollato sulle scale della sua abitazione, leggi l’articolo) e la consegna un brindisi e un buffet con vista sui monti. Le casette sono ultimate ma qualche lavoro sarà ancora necessario nell’area appena dietro, dove resta qualche cumulo di terra da sistemare.

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San Cassiano, il presepe nel borgo fantasma

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