
Marco Baldassarri
di Giulia Sancricca
La bellezza di scoprire giovani che studiano ciò che amano sta nel vedere che non si limitano a imparare una disciplina sui libri, ma iniziano a guardarsi intorno, a osservare i luoghi in cui vivono e a immaginare come potrebbero diventare. È da qui che spesso nasce il futuro di una città. Dalla capacità delle nuove generazioni di trasformare la passione in prospettiva e poi in proposte.
È il caso di Marco Baldassarri, 21 anni, studente dal terzo anno di Architettura ad Ascoli Piceno. Il giovane vive a Civitanova e ha deciso di dedicare un progetto personale (non è il primo pensato per la sua città) a uno spazio urbano, con l’idea di renderlo più vivo e più utile alla comunità. Un’idea per dare nuova vita a un’area già esistente: «Un luogo che molti civitanovesi conoscono – dice – ma che oggi risulta poco valorizzato. Si tratta dell’area verde alle spalle della biblioteca comunale, all’interno del Parco dedicato a Mario Coltorti».

Il rendering del progetto
Uno spazio che esiste già, che ha verde e percorsi, ma che secondo lo studente potrebbe diventare un punto di riferimento culturale, un luogo di incontro e aggregazione, capace di ospitare eventi senza snaturare il contesto. «Si tratta di uno spazio verde oggi poco valorizzato, ma con un grande potenziale per diventare un luogo attivo per la città. L’idea nasce anche da un ricordo – aggiunge – In passato, in quell’area, venivano organizzate serate di cinema sfruttando il campetto da basket e il muro della biblioteca come supporto per le proiezioni».

Da lì lo studente ha iniziato a immaginare qualcosa di più strutturato: «Non un intervento invasivo – spiega -, bensì una reinterpretazione intelligente di ciò che esiste». Il suo progetto, infatti, non si limita al concetto di cinema all’aperto, ma si amplia fino a includere un’idea di spazio multifunzionale, adatto anche a teatro, incontri pubblici, performance, attività sociali ed eventi culturali. Una proposta che punta a trasformare e valorizzare ciò che già c’è. Il fulcro dell’intervento immaginato da Baldassarri è «una cavea da circa 250 posti, realizzata a una quota inferiore rispetto al livello principale del parco. Una sorta di piccolo teatro urbano all’aperto, integrato nel paesaggio e pensato per inserirsi con naturalezza nel contesto. Il progetto si sviluppa su due livelli – entra nel dettaglio – in superficie, i percorsi già esistenti vengono valorizzati e accompagnano il visitatore attraverso il parco, con aree verdi attrezzate per la sosta e la permanenza; a una quota più bassa, lo spazio si apre nella cavea, che diventa il cuore dell’area e può ospitare proiezioni cinematografiche, eventi e momenti di comunità».

L’obiettivo, racconta lo studente di Architettura, è offrire una visione realizzabile: «Dimostrare come anche un angolo dimenticato possa tornare a essere vissuto. Un progetto realistico. Pur non avendo realizzato una valutazione economica precisa – sottolinea – l’intervento non è pensato per richiedere grandi investimenti. Si tratterebbe soprattutto di uno scavo e dell’inserimento di alcuni muri controterra, con un impatto strutturale contenuto».

Il giovane per ora non ha ancora presentato ufficialmente il progetto alle istituzioni locali. Eppure il suo lavoro ha già un valore importante, che è quello di dimostrare come esista una generazione che non guarda il proprio territorio con disincanto, ma con attenzione e desiderio di miglioramento. E la città cresce quando i giovani iniziano a sentirsi parte della sua trasformazione, quando mettono competenze e creatività al servizio di ciò che li circonda.
Si poteva fare un concorso aperto anche x il progetto Varco sul Mare a costo zero e far decidere ai cittadini quello più valido.
Ottima idea!!!
Bellissimoooo
Progetto bellissimo! Bravo
Romina Perini Grazie Mille
Complimenti!!!
complimenti quello che manca
Gianluca Crocetti prima portate a termine quello che avete cominciato e fate manutenzione a quello che esiste.
Gianluca Crocetti grazie mille
Wow
Sì poteva realizzare qualcosa del genere sulle ceneri dellarena Barcaccia.
Evaristo Manzetti Anzellotti Purtroppo quell'area è già soggetta a riqualificazione!
Grande Marco
Danilo Laura Macellari Grazie mille
Ottima idea, cementificare anche quel poco verde rimasto. E comunque il cinema all'aperto lo hanno già fatto con proiettore sul lato sud del palazzo, basterebbe riproporlo magari con più eventi senza necessariamente stravolgere la zona.
Pierpaolo Petroselli il cinema all aperto ha rumori e umidità dal mare lavorandoci bene potrebbe andare
Pierpaolo Petroselli Capisco il punto, ed è giusto porre attenzione sul tema del verde. Il progetto però non nasce con l'idea di "cementificare", ma di valorizzare uno spazio già esistente, mantenendo e integrando le aree verdi con nuove funzioni. L'intervento lavora molto sulla modellazione del terreno e su spazi permeabili, proprio per evitare un impatto invasivo. Per quanto riguarda il cinema all'aperto, è vero che è già stato fatto in forma temporanea: qui l'idea è renderlo uno spazio stabile, attrezzato e fruibile con continuità, capace di ospitare anche altre attività culturali oltre alle proiezioni. L'obiettivo non è stravolgere la zona, ma darle più possibilità di utilizzo.
Poco funzionale rumori dai dintorni
Luciana Pistone Il cinema allaperto viene già svolto negli spazi esterni della biblioteca; lidea è quella di creare unarea dedicata, progettata per essere utilizzata anche come teatro allaperto, così da incentivare e valorizzare eventi sociali e culturali !
Tanta tanta roba
Matteo Bonifazi Grazie Mille!
Matteo Bonifazi Grazie! Speriamo davvero di riuscire a portare sempre più idee di questo tipo
Marco Baldassarri sono idee come queste, per il bene della collettività, che servono al nostro paese
Ma fantasticoooooo
Bravissimo
Cinzia Torretti Grazie !
Bravo Marco !!!
Giorgio Pollastrelli
Direi un cinema per i parcheggi!
Massimo Menghini In realtà l'idea va nella direzione opposta: non togliere spazio, ma trasformarlo. Il progetto nasce proprio per ridurre la percezione di area residuale e restituirla a un uso pubblico più qualificato, legato alla cultura e alla socialità, piuttosto che a una funzione esclusivamente di servizio come il parcheggio. È una scelta di visione su come vogliamo utilizzare gli spazi della città.
Sicuramente non si realizzerá mai perché i grandi governanti preferiscono le boiate.. questa è un'idea troppo bella per essere approvata...
Lucio Serantoni grazie mille per il supporto
Ci vuole Diprè sindaco di Civitanova per fare i fatti.
Ottima idea!
Sicuramente come il progetto di una sua collega...nn fu apprezzato ...PERCHE GRATIS nn puo' ESSERE .Semo capaci solo a pagare i soliti amici che ce fa csxxte
Bravo Marco!
Prima mandiamo a casa chi ci amministra e poi i Civitanovesi seri decidano qualcosa.
Avanti un'altro
Forza Marco !
Veronica Fortuna
Bello ma impossibile da usare la sera d'estate, la musica dei locali coprirebbe l'audio, come fa con qualsiasi altra cosa per 4 mesi l'anno
Alex Aeon Soph È una criticità reale e che va assolutamente considerata. Proprio per questo il progetto non si basa su ununica modalità duso, ma su uno spazio flessibile, il cinema è una delle funzioni possibili, ma non lunica. In contesti estivi e serali lo spazio può essere riconfigurato per eventi diversi, più compatibili con il contesto acustico e urbano. Lidea non è imporre un uso fisso, ma creare uninfrastruttura aperta che possa adattarsi alle condizioni reali della città.
Complimenti, ottima idea
Che bel progetto
Bellissimo progetto !!!
Manola Rosati Grazie mille !
Bella idea complimenti.
Mirco Raponi Grazie mille
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…per carità, eh, nulla da obiettare e onore al merito, per questo bravissimo studente, ma non è che le proiezioni avvenissero nel passato, infatti sono state fatte fino all’estate scorsa (periodo in cui quegli spazi possono essere usati per il cinema o il teatro, dato che sono all’aperto), organizzate e strutturate, poi (con i mezzi a disposizione, certo…più di quello non c’era…), negli ultimi anni, dal personale dell’azienda che si occupa di cultura e spettacolo a Civitanova. Inoltre, ci sarebbe pure da dire che l’idea (magari meno strutturata, perché era solo un progetto sulla carta, o meglio su di una proposta con varie indicazioni di sviluppo…) venne a qualcun altro e circa una ventina di anni fa. Comunque, credo che sarebbe una bellissima cosa poterla realizzare. gv