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Marco Sigona corre con due liste:
«La sinistra ha scelto in una stanza chiusa.
Pnrr, 36 progetti ma solo tre per il sociale»

LE INTERVISTE AI CANDIDATI SINDACO DI MACERATA (5a e ultima puntata) - Il dermatologo, sostenuto da Officina delle idee e Urbana Futura, si prepara alla corsa da leader dopo l'esperienza del 2020 come candidato consigliere: «Al ballottaggio porremo sul tavolo un patto di programma non negoziabile e chi vorrà accoglierlo sarà colui che noi sosterremo»

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L'intervista completa a Marco Sigona

di Luca Patrassi (foto-video di Federico De Marco)

Marco Sigona si candida a sindaco con il sostegno di due liste civiche, Officina delle Idee con referente Flavio Corradini e Urbana Futura con Marcello Marcelli: maceratese di 63 anni, sposato, due figli, una professione nel segno della sanità come responsabile della Dermatologia della Ast di Macerata e una serie di passioni legate allo Sferisterio (prima come comparsa ed ora come responsabile medico), al volontariato e alla musica.

 

marco sigona candidato sindaco intervista in redazione - macerata - FDM (4)

Nel 2020 aveva promosso una lista civica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Narciso Ricotta, oggi si candida lei a sindaco in una lista civica. Cosa è cambiato?

«L’esperienza maturata nel 2020 ha portato ad esprimere una presenza in consiglio comunale, seppure in minoranza. Il risultato mi ha motivato a proseguire con l’attenzione nei confronti dell’amministrazione cittadina, a guardare un po’ quello che stava succedendo in città. Nasce questo percorso più di un anno fa con un movimento, si chiama Officina delle idee per Macerata, dove una serie di soggetti si sono uniti per sviluppare un programma per la città. Macerata e i maceratesi hanno voglia di partecipare, vogliono essere protagonisti, Nella politica cittadina, nell’amministrazione cittadina vogliono che la loro voce venga ascoltata».

marco sigona candidato sindaco intervista in redazione con patrassi - macerata - FDM (1)

A sinistra l’accusano di non aver rispettato i patti che sarebbero stati quelli di accettare il nome del candidato sindaco espresso a maggioranza. Vero o falso?

«Si è parlato di scissione, di dissenso, ma io direi che sono due metodologie legittime, ma diverse. Nel tavolo del centrosinistra si è scelto il nome di un candidato in una stanza chiusa, secondo una vecchia logica. Noi con Officina delle idee per Macerata volevamo che fosse affermato il nostro metodo che aveva portato al mio nominativo, ovverosia l’espressione di una volontà cittadina, Pertanto sentivamo la necessità che questo venisse, manifestato attraverso un metodo partecipato democratico. Officina delle idee per Macerata, ha mantenuto questa linea».

marco sigona candidato sindaco intervista in redazione - macerata - FDM (2)

Lei è il direttore della Dermatologia dell’Ast di Macerata e da anni lavora a Macerata. Come valuta l’offerta della sanità pubblica nella città?

«Nella nostra realtà abbiamo delle eccellenze, dei professionisti veramente validi. Guardate, dobbiamo distinguere due cose importanti quando parliamo di sanità. Innanzitutto il prendersi cura, che è il tema della mia campagna elettorale che può essere declinato in varie forme in ambito sanitario, significa riportare al centro il paziente nel sistema che purtroppo in questi ultimi tempi, anche attraverso il Pnrr, ha spostato l’attenzione verso le infrastrutture piuttosto che verso il paziente. Oggi abbiamo la necessità di terminare la realizzazione di alcune opere come le case di comunità, gli ospedali di comunità, i fascicoli sanitari, le cartelle elettroniche, la medicina di prossimità ma abbiamo perso di vista effettivamente quelli che sono i bisogni primari del paziente. Al cittadino interessa di più il fatto che deve finire in liste d’attesa lunghe per prenotare una visita, liste d’attesa lunghe per avere un esame specialistico, le code al pronto soccorso, mesi d’attesa per ritirare un referto istologico: ecco, al cittadino interessano queste dinamiche. È vero che la sanità è governata a livello regionale ma il sindaco di una città rimane sempre il primo, un amministratore, cioè l’autorità sanitaria più importante della città. Oggi noi abbiamo anche un altro grande tema che è quello del nuovo ospedale, però in questi anni abbiamo visto che si è parlato soltanto di opere murarie e di cubature. Io da dipendente del sistema sanitario pubblico sono molto entusiasta ovviamente di andare a lavorare in una struttura moderna e funzionale. Però nel frattempo che cosa vogliamo fare dell’ospedale che stiamo vivendo quotidianamente? La considerazione che all’interno di quel contenitore ci sono professionalità e eccellenze che vanno valorizzate da parte dell’amministrazione».

Lei non è solo un medico, ma anche altri interpreta altri ruoli nella scena maceratese, il suo nome è legato allo Sferisterio, alla musica, al volontariato. In quale ruolo si riconosce?

«Mi piacerebbe dirle nel ruolo di musicista perché è una passione che porto avanti da quando ero ragazzino. Attualmente direttore sanitario della Croce Verde, sono medico di sala allo Sferisterio, è una passione viscerale che porta avanti da quand’ero piccolo. Ho una passione che è quella della musica, una passione anche per il collezionismo dei fumetti e sono anche presidente di un’associazione dermatologica maceratese che fa del volontariato la possibilità di portare prevenzione ed educazione sanitaria a chi ha difficoltà nell’accesso alle cure».

In questi anni ha visto la città amministrata sia dal centrosinistra che dal centrodestra. Quali sono le azioni che più l’hanno convinta e quali invece l’hanno trovata in disaccordo?

«Io farei riferimento al presente, all’ultima amministrazione che è quella che percepiamo più da vicino. Io ho visto che purtroppo si è persa un pochino l’attenzione nei confronti del cittadino ed è quello il tema sul quale batto spesso, perché è vero che la politica è stata una politica dettata da regole anche calate dall’alto, il Pnrr ci ha ci ha imposto progettazioni che purtroppo hanno dimenticato l’aspetto principale che deve avere un’amministrazione che è il prendersi cura del cittadino. Il Comune ha portato avanti 36 progetti di Pnrr, soltanto tre dedicati al sociale e alle disabilità».

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Se potesse cancellare una bruttura della città, dove rivolgerebbe la sua attenzione?

«Guardi, io sono talmente innamorato di Macerata che mi dispiacerebbe cancellare qualcosa. Probabilmente migliorerei qualcosa. Ci sono delle caratteristiche che adoro e noi spesso diamo per scontate e che invece chi viene a visitare Macerata apprezza tantissimo» .

La prima pratica che se fosse eletto sindaco prenderebbe in mano?

«Al momento di una elezione non vorrei fare soltanto un annuncio ma vorrei fare una presa di responsabilità. Prendersi cura del cittadino, riportarlo a partecipare alla vita del Comune. Troppo spesso ci siamo dimenticati di questo aspetto e da quello che abbiamo percepito, anche con il percorso con Officina delle idee, abbiamo capito che la città vuole partecipare, vuole essere ascoltata all’interno dell’amministrazione».

Il suo competitor Sandro Parcaroli dice che sognare fa bene, però è anche lecito immaginare che potrebbe non essere eletto. Nel caso di un ballottaggio chi sosterrebbe?

«Sognare è bello, però a un certo punto bisogna anche risvegliarsi e prendere atto che bisogna andare avanti e cominciare a fare le cose in maniera concreta. Io e la mia coalizione miriamo all’obiettivo massimo. Però siamo realisti e razionali: in caso di ballottaggio noi porremo sul tavolo un patto di programma non negoziabile e chi vorrà accoglierlo sarà colui che noi sosterremo sempre nel rispetto della coerenza che ci ha motivato e non per una spartizione di poltrone».

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