Pedonalizzazione a metà
tra nuove proteste dei commercianti
e acceso dibattito politico

MACERATA A PIEDI - Gli esercenti di nuovo in piazza in occasione dell'apertura del Macerata Opera Festival. Il capogruppo di Sel Tartabini: "La bocciatura di Marconi e Carloni era a titolo personale". Macerata è nel cuore annuncia una mozione di sfiducia all'assessore Monteverde
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La protesta dei commercianti questa sera davanti al Lauro Rossi

La protesta dei commercianti questa sera davanti al Lauro Rossi

La protesta dei commercianti alle spalle di Lucia Annibali, protagonista dell'apertura del 50mo Macerata Opera Festival

La protesta dei commercianti alle spalle di Lucia Annibali, protagonista dell’apertura del 50mo Macerata Opera Festival

di Alessandra Pierini
(Foto Guido Picchio)
La pedonalizzazione a metà continua ad animare l’estate maceratese. I commercianti hanno scelto di far sentire la loro voce questa sera, davanti al Lauro Rossi, appena prima della cerimonia di apertura della 50ma stagione del Macerata Opera Festival. Con i loro striscioni hanno ancora una volta protestato per la nuova disposizione dei posti auto che ancora non li soddisfa. 
Il dibattito continua anche sul piano politico. Ieri l’ex vice sindaco Lorenzo Marconi e l’onorevole Maria Teresa Carloni, entrambi esponenti di spicco di Sinistra Ecologia e Libertà, avevano bocciato il sindaco Carancini che a loro dire avrebbe reso nullo il lavoro fatto e si sarebbe intromesso su quanto programmato dall’assessore Stefania Monteverde, nominata appunto da Sel (leggi l’articolo).
Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sel

Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sel

Oggi però Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sinistra per Macerata in Consiglio comunale, prende le distanze dalle loro dichiarazioni. 
«L’intervento di Lorenzo Marconi e Maria Teresa Carloni, validissimi esponenti di Sel – spiega – mostra la loro passione per il tema ma è a titolo personale. Il nostro partito ha sempre chiesto di liberare la piazza , lo abbiamo sempre chiesto in Consiglio e in Giunta e ne è scaturito quello che appariva nella prima stesura della delibera con tutto ciò che è conseguito. Larga parte della maggioranza ha chiesto la concertazione con le parti. Noi siamo una delle forze politiche della maggioranza  con le quali dobbiamo confrontarci. Pur non soddisfacente, riteniamo che questo primo piccolo passo dell’amministrazione è l’inizio di un lento e faticoso cambiamento culturale per il quale avremo ancora molto da fare. Tutto questo dimostra che Sel ha ben chiari i suoi obiettivi ma non è ideologica e alla base di tutto c’è sempre il confronto». E sul sindaco Romano Carancini? «Più che il sindaco è la maggioranza che ha voluto una cosa diversa, perciò abbiamo dovuto mediare».

Francesca D'Alessandro e Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore)

Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore)

Sulla pedonalizzazione interviene anche  il gruppo consiliare di Macerata è nel cuore: «Siamo stanchi di doppi giochi e di promesse al vento. L’amministrazione Carancini in questo si è mostrata maestra, ma anche i partiti che la sostengono sembrano aver scoperto la tattica del benaltrismo. Non può Sel sparare sul provvedimento (mostruoso nella sostanza, aberrante nella forma) per piazza della Libertà dimenticando che Stefania Monteverde, assessore non eletto ma nominato da Sel, ha sovrinteso ai lavori ed ha votato la delibera che ha dato attuazione allo scempio di piazza della Libertà. E’ troppo comodo per Sel fare due parti in commedia: scoprire che la pedonalizzazione del centro storico non è stata fatta e addossarne le responsabilità al solo al Sindaco e poi mantenere la poltrona di giunta con Stefania Monteverde che quel progetto ha votato, avallato e attuato. Macerata è nel Cuore presenterà al prossimo Consiglio Comunale una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni dell’assessore Monteverde. Vediamo se Sel la vota. Perchè delle due l’una: o il provvedimento sul centro storico è sbagliato e allora la Monteverde ne deve sopportare le conseguenze, oppure Sel fa solo ed esclusivamente un suo gioco elettorale e d’immagine. Quel gioco elettorale e d’immagine che sta producendo lo scempio di Macerata.Siamo stanchi di questo modo di gestire la cosa pubblica».

Protesta commercianti con Annibali (1)Macerata è nel cuore dice la sua anche sulla trattativa per il ParkSì, che costerebbe all’Apm 2,5 milioni di euro.
«Carancini  – scrivono – evidentemente ignora, anzi meglio, se ne frega, di tutti i pareri contrari sin qui affacciatisi sull’operazione. Ora delle due l’una: o il Sindaco ha deciso di liquidare la democrazia, oppure percorre un interesse i cui contorni sono indefiniti. Ma andiamo per ordine. La gestione della cosa pubblica a Macerata rischia di diventare una gestione privata, anzi privatissima. Il sindaco Carancini non sente neppure il bisogno di venire in Consiglio comunale a spiegare l’affare ParkSì limitandosi a rilasciare dichiarazioni alla stampa. Ebbene in mancanza di questo atto tocca ad una delle forze consiliari, Macerata è nel Cuore, informare i cittadini di come stanno le cose. Il ParkSì è stato costruito dal Comune di Macerata (inaugurato dall’allora Sindaco Maulo) con un investimento di 4 miliardi di lire. La gestione del parcheggio è stata affidata a Saba Italia che ha una convenzione che scade nel 2038. E’ noto che la gestione del parcheggio, poiché è di fatto inaccessibile, comporta un passivo di circa 200.000 euro l’anno. Oggi il Sindaco Carancini scopre che il ParkSì è strategico per la chiusura del Centro Storico e sostiene – quasi fosse lui il venditore – che acquisire il parcheggio costerebbe 3,5 milioni di euro. Ma bontà sua il Sindaco dice che con 2,5 milioni l’affare si chiude. Affare per chi? Da quel che si sa Carancini l’affare vuole farlo fare all’Apm che, come è stato ampiamente dimostrato, essendo una società in house del Comune ma essendo partecipata anche da altri Comuni non ha una sua autonomia decisionale. Ora senza rifare la storia è di tutta evidenza che non c’è ragione al mondo per pagare 2,5 milioni qualcosa che già appartiene ai cittadini di Macerata ed acquisire una gestione in perdita. Se l’Apm ha da investire 2,5 milioni e ammesso e non concesso che serva un parcheggio di servizio al centro perché non costruisce, su aree demaniali già disponibili, un nuovo parcheggio? Sorge spontanea una considerazione: ma non è che lo scempio che si è fatto, anche stavolta senza ascoltare nessuno, da parte  del Sindaco di piazza della Libertà è funzionale a giustificare l’operazione ParkSi? Stavolta però il sindaco Carancini non può avvalersi della facoltà di non rispondere».
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