Nascimbeni: “Il business del ParkSì
dietro la pedonalizzazione?”

MACERATA A PIEDI - Continua il dibattito sulla struttura dei giardini Diaz. Il consigliere di Macerata è nel cuore che nel 2011 aveva presentato una mozione contro l'acquisizione, torna all'attacco e domanda: "Come mai il Comune ha deciso di investire in un business in perdita? E' possibile che una società multinazionale spagnola possa avere esercitato pressioni per concludere una trattativa?"
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L'ingresso del ParkSì ai giardini Diaz

L’ingresso del ParkSì ai giardini Diaz

 

L’operazione che il sindaco Romano Carancini ha definito di “liberazione” di piazza della Libertà porta con sé una serie di implicazioni. Tra queste, è passata tutt’altro che inosservata la questione della trattativa per l’acquisizione del ParkSì dei giardini Diaz presentata dall’amministrazione come uno dei cardini del progetto di pedonalizzazione e come opportunità per la città di avere una struttura a servizio del centro, soprattutto in virtù della mancata realizzazione dell’ormai mitico parcheggio di Rampa Zara.

Sono molti quelli che in questi giorni hanno espresso dubbi sull’operazione ParkSì e sul modo di gestire la trattativa. Tra questi il segretario provinciale del Pd Teresa Lambertucci (leggi l’articolo) e l’avvocato maceratese Renato Perticarari che ha definito l’operazione “un gigantesco favore alla Saba Italia” suscitando le reazioni di diversi maceratesi con una dettagliata analisi dell’operazione (leggi l’articolo).

Aveva già affrontato il tema, in tempi non sospetti, il consigliere Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore che nel marzo 2011 presentò una mozione che impegnava l’amministrazione a “non fornire indirizzo favorevole all’Apm in merito alla prospettata operazione d’affitto con opzione d’acquisto dalla ditta Saba Italia funzionali alla gestione della intera struttura del Parksì e a destinare le risorse provenienti dalla gestione del settore parcheggi da parte dell’Apm alla realizzazione del parcheggio di Rampa Zara (leggi l’articolo). L’operazione infatti era già stata avviata in coda all’amministrazione Meschini che aveva approvato una delibera di Giunta orientata all’acquisizione già nel marzo 2010, a meno di una settimana dalle elezioni comunali. La mozione comunque fu bocciata con il voto, contrario e compatto, della maggioranza.

 

Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore)

Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore)

Oggi il consigliere Nascimbeni torna all’attacco: «Il progetto di pedonalizzazione di Piazza della Libertà che sta facendo infuriare i commercianti del centro – scrive – è forse da mettere in relazione alla trattativa che la società A.P.M./comune di Macerata stanno conducendo con la società Saba Italia per il subentro nella gestione del  Parksì dei giardini Diaz?
E’ possibile che i due progetti siano collegati? Come diceva qualcuno “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, quindi è lecito domandarsi se il progetto di pedonalizzazione della piazza serve solo a giustificare l’acquisizione del parcheggio ParkSì? La prima domanda da farsi in queste situazioni è semplice: “cui prodest?” A vantaggio di chi?».
Per rispondere al quesito Nascimbeni ha fatto una ricerca volta a caoire capire con chi ha a che fare il comune di Macerata. «La società Saba Italia è una  sussidiaria del Gruppo Abertis, multinazionale spagnola con sede a Barcellona che gestisce grandi infrastrutture quali Autostrade, parcheggi, aereoporti in tutta Europa. Inoltre Abertis possiede anche una rete di telecomunicazioni che è la prima azionista di Eutelsat, terzo operatore mondiale di satelliti. Abertis è la holding di 60 differenti imprese ed è quotata alla Borsa di Madrid . Nel 2013 il suo fatturato è stato di 1.721 miliardi di euro. Oltre ad avere la gestione di migliaia di chilometri di autostrade in Spagna e Francia, per quanto riguarda i parcheggi, Albertis  gestisce circa 150.000 posti auto in più di 60 località in Spagna, Italia, Portogallo, Marocco e Andorra.  In Italia gestisce parcheggi a Ascoli Piceno, Assisi, Bari, Bologna, Brindisi, Cosenza, Cremona, Genova, Milano, Perugia, Pisa, Rieti, Roma, Sassari, Trieste, Venezia e Verona. Insomma non certo l’ultimo arrivato».
Anche il presidente di Saba Italia è tutt’altro che uno sconosciuto. «Si tratta  – continua Nascimbeni –  di Josep Manuel Basañez Villaluenga, deputato al parlamento di Catalogna e vicepresidente del Consiglio spagnolo di Politica Fiscale e finanziaria.E’ stato membro del Comitato dei Giochi Olimpici di Barcellona e presidente del Rotary Club di Barcellona, (uno dei più importanti d’Europa)».

Il presidente di Saba Italia

Il presidente di Saba Italia Josep Manuel Basañez Villaluenga

Ma torniamo alla questione maceratese che Nascimbeni continua, a distanza di tre anni, a non vedere di buon occhio. «La Saba Italia Spa, nel 1989 ha ottenuto la concessione per la gestione del parcheggio per 49 anni – scrive il consigliere ricostruendo la vicenda dall’inizio –  quindi sino al 2038 e al momento della stipula del contratto la Saba Italia ha richiesto di includere nel contratto una clausola che prevedesse la dismissione dei parcheggi comunali intorno alle mura e in piazza Vittorio Veneto. Nonostante queste misure protezioniste, il parcheggio dei Giardini Diaz non è mai riuscito a decollare. Secondo l’avvocato Perticarari infatti a tutt’oggi la gestione del parcheggio “Giardini Diaz” comporta per Saba Italia una perdita di gestione di circa  300.000 euro l’ anno. Ciò significa stimare in circa 7.200.000 euro le possibili perdite di gestione di Saba Italia per i residui 24 anni di concessione. E’ ovvio quindi che visto che il parcheggio Diaz è un business in perdita, la Saba Italia voglia liberarsene il prima possibile cercando di contenere le perdite. Ma nella vita non bisogna mai disperare perché sembra che l’APM, l’azienda municipalizzata del comune di Macerata voglia correre in soccorso della Saba Italia acquistando questo favoloso business in perdita per la modica somma di  2.600.000 euro. Un investimento che solo un pazzo furioso potrebbe decidere di fare oppure qualcuno che voglia svuotare le casse dell’Apm. Quindi la domanda è perché il Comune decide di investire in un business in perdita quando secondo i termini del contratto non ha alcun obbligo di risarcire il gestore del parcheggio? Mistero».

Gli interrogativi che il consigliere Nascimbeni solleva sull’acquisizione continuano: «E’ possibile che una società multinazionale spagnola possa avere esercitato pressioni sul Comune per concludere una trattativa ? E’ possibile che dietro la storia della pedonalizzazione si celi in realtà un contratto da milioni di euro tra il Comune e questa multinazionale spagnola? L’unica cosa che sappiamo è che questa storia è appena all’inizio e che le domande si stanno moltiplicando sempre di più e la storia diventa sempre più intricata e misteriosa, tanto da sembrare un vero intrigo internazionale».



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