«Delocalizzazione della Don Bosco:
scelta miope, valutare la ristrutturazione»

LE PERPLESSITA' della lista civica Tolentino Popolare: «La scelta del nuovo cozza con i tempi di realizzazione. La struttura potrebbe anche diventare un polo universitario»
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Mauro Scalvi

«“Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”. Un vecchio detto che trova riscontro nel comportamento dell’amministrazione Pezzanesi-Luconi che ha finalmente palesato il progetto di delocalizzazione della scuola Don Bosco, confermato anche dal commissario Giovanni Legnini il quale, con l’ordinanza 33 dello scorso febbraio, ha dovuto recepire in toto le volontà della maggioranza consiliare di Tolentino». Volontà che, secondo Tolentino Popolare, si basa su una errata valutazione del futuro del centro storico che la lista civica non ha mai condiviso. Perplessità espresse anche dalla coalizione guidata da Mauro Sclavi.

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Silvia Luconi e Giuseppe Pezzanesi

«È chiara la miopia dell’attuale amministrazione e della candidata Silvia Luconi, riguardo il futuro del centro e del piano urbanistico cittadino, con la volontà di decentrare servizi essenziali e le scuole nella zona Pace, acquistando anche da un privato per circa 2 milioni e 400 mila euro l’area dove far sorgere il nuovo plesso scolastico, quando abbiamo a disposizione 5000 metri quadrati di proprietà pubblica in centro storico, l’attuale scuola Don Bosco, già attrezzata con un meraviglioso giardino, una palestra recentemente ristrutturata con verde e un campetto sportivo polivalente – si legge nella nota firmata da Mauro Sclavi, Alessandro Massi e Alessia Pupo -. Tutto questo ci lascia perplessi: sono scelte che da sempre come Tolentino Popolare non condividiamo e che vogliamo completamente sovvertire, anche alla luce della volontà popolare che si era espressa con più di 2.500 firme per il mantenimento di questo servizio al centro storico. Ci siamo stancati di sentir dire che emerge una convenienza nel costruire una nuova scuola piuttosto che sistemare quella già esistente, la scelta del nuovo cozza con i tempi di realizzazione. Sarebbe come promettere una bottiglia di acqua fresca all’uomo assetato nel deserto, al quale viene omesso però che sarà fornita non prima di trenta giorni. Il malcapitato diverrà un uomo morto assetato nel deserto, con la speranza di ricevere una bottiglia di acqua fresca».

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Alessandro Massi

Quello che preoccupa la lista civica sono i tempi e le spese da affrontare. «Sono calcoli che non tengono conto del valore dell’area centrale della città e del patrimonio storico e culturale che Tolentino vanta. La scuola è tutt’ora sicura, in quanto frequentata, quotidianamente, da almeno 250 alunni della scuola media inferiore e, non comprendiamo, come non possa essere ristrutturata al pari degli altri edifici storici della città, ancor più datati e vissuti da una moltitudine di cittadini ogni giorno, basti pensare al palazzo comunale. Non comprendiamo come non possa essere sicura per le scuole, ma esserlo per altri di servizi pubblici, quale il polo museale, ipotizzato dalla candidata Luconi. Tolentino pagherà queste scelte in futuro e vorremmo che i cittadini si rendano immediatamente conto dei danni prodotti dall’amministrazione Pezzanesi/ Luconi».

Ecco quindi che Tolentino Popolare si offre come alternativa all’attuale guida politica della città. «Cambiare è possibile e da parte nostra ci impegniamo a dare delle soluzioni per una visione efficace per il rilancio e la rigenerazione del centro storico. Per questo da sempre consideriamo strategiche a tal fine il recupero di strutture come l’ex liceo e la Don Bosco, trovando una soluzione che rimargini le ferite inferte al centro storico. Sappiamo benissimo che i tempi per la costruzione della nuova scuola in area Pace e per la piccola struttura che si vuole realizzare nelle ex Pie Venerini, saranno lunghi, come sta accadendo per il campus delle scuole superiori. Vorremmo, quindi, adoperarci per verificare la possibile ristrutturazione del piano superiore della scuola Don Bosco così che possa essere una delle alternative ai locali della Quadrilatero per l’istituto Filelfo, in attesa che venga completato il campus – spiegano i rappresentanti di Tolentino Popolare -. Abbiamo sempre detto con concretezza, inoltre, senza tirare per la giacchetta nessuna università, che la Don Bosco potrebbe diventare un polo universitario che permetta di mantenere la vocazione culturale e formativa della struttura. La toppa sembra peggio del buco anche sull’idea di rendere la Don Bosco un polo museale.

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Alessia Pupo

La poca attenzione al centro da parte dell’amministrazione Pezzanesi/Luconi trova riscontro anche nell’idea assurda dal punto di vista didattico, nonché illogica, di portare parte delle classi della primaria Don Bosco, nella piccola struttura delle ex maestre Pie Venerini, visto che così si va a dividere un plesso in due aree, una cosa mai vista. Come si può pensare poi di rispondere alle esigenze dei cittadini del centro storico e non solo, con una realtà così piccola? In contrada Pace si progettano tutte le scuole, per di più vicine agli appartamenti adibiti a sae, in una zona dove non è ancora chiaro come verrà organizzata la viabilità a servizio di così tante strutture. Il campus ha già portato troppe ferite e ritardi – concludono Mauro Sclavi, Alessandro Massi e Alessia Pupo -. Per cambiare strada ci impegneremo affinché l’organizzazione scolastica sia maggiormente coerente e funzionale alle esigenze di ogni singolo quartiere di Tolentino. Stiamo predisponendo un programma che sarà presentato la prossima settimana e che vuole spiegare ai cittadini la vocazione che, a nostro avviso, dovrebbe essere affidata al centro storico. L’obiettivo è di valorizzare tutto il patrimonio pubblico a disposizione per favorire iniziative, progetti culturali e turistici creando quel movimento necessario a riqualificare quello che dovrà tornare ad essere il cuore pulsante della città. A nostro avviso il centro potrà risorgere con servizi efficaci, funzionali e una utenza quotidiana che supporti attività economiche presenti e future».

 

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