«I progetti della Luconi per il centro?
Il tessuto scolastico si impoverirà»

ELEZIONI TOLENTINO - Il candidato sindaco del centrosinistra Massimo D'Este critica le proposte della sua competitor di centrodestra, in particolare per quanto riguarda le scuole Don Bosco e Bezzi
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Massimo D’Este

 

«Gli obiettivi proposti, oltre a replicare la strategia secondo cui si promette senza tenere a mente le tempistiche necessarie, si basano tuttavia su considerazioni che risultano sommarie, discutibili e quantomeno da approfondire». Il candidato sindaco del centrosinistra di Tolentino Massimo D’Este commenta così le proposte avanzate dalla candidata sindaca di centrodestra e attuale vice Silvia Luconi su centro storico e nuove scuole Don Bosco e Bezzi.

«L’amministrazione attuale – continua D’Este – ha infatti fornito un’analisi tecnica per sostenere i vantaggi economici di ricostruire ex novo piuttosto che adeguare gli edifici già esistenti. Ma questa valutazione è stata fatta senza tenere conto della quantità di spazi che saranno resi disponibili agli istituti. Il motivo per cui risulta più economico costruire da zero, infatti, è che le attuali realtà scolastiche di Tolentino dovranno rinunciare a circa la metà degli spazi oggi disponibili con i vecchi edifici. Inoltre, le analisi fornite dall’amministrazione e su cui si basa il programma della candidata sindaco di centrodestra, sono contradditorie. A titolo di esempio riportiamo l’affermazione della candidata Luconi secondo cui non sarebbe possibile riabilitare l’edificio del Don Bosco per ospitare nuovamente una scuola, per via dei vincoli che ha con le Belle Arti, mentre si dice di voler rimettere a posto l’edificio delle ex Pie Venerini, che è in realtà ugualmente vincolato. Ci domandiamo quindi come sia giustificabile che certi interventi considerati impossibili per un edificio come il Don Bosco, siano invece possibili per un altro edificio con le stesse caratteristiche».

«Notiamo, oltretutto – prosegue il candidato del centrosinistra – che il programma della candidata sindaco Luconi comporterà dei ridimensionamenti delle realtà scolastiche tolentinati. Per quello che riguarda l’infanzia, il centro storico ospiterà una sola scuola anziché le due precedentemente presenti (Bezzi ed “Ex Pie Venerini”). Anche per le elementari avremo una scuola in meno, poiché rimarranno solo il Grandi e un accorpamento del Don Bosco e del Bezzi. Inoltre l’amministrazione ha scelto di dislocare tre classi della primaria vicino al Campus insieme alle scuole medie, e due classi insieme all’infanzia, causando criticità logistiche e pedagogiche, snaturando l’idea stessa di un Istituto comprensivo, che verrà in questo modo smembrato. Le medie, infine, verranno delocalizzate verso la periferia. Tutto ciò senza che l’attuale amministrazione abbia tenuto per nulla in considerazione le circa tremila firme raccolte dal comitato Don Bosco contro la delocalizzazione della scuola in periferia e l’opposizione di alcuni consiglieri in tutti questi mesi».

«A causa delle scelte effettuate dall’attuale amministrazione e che la candidata sindaco di centrodestra sembra voler portare avanti, quindi – conclude D’Este – lasceremo non ristrutturato un edificio scolastico, il Don Bosco, di circa 5000 mq più giardino, strutture sportive all’aperto e palestra, ospitante prima del sisma una scuola primaria e una scuola media, oltre a un edificio scolastico, il Bezzi, ospitante prima del sisma la scuola dell’infanzia Bezzi e la scuola primaria Bezzi, vicino San Nicola. Tolentino Città Aperta non può dire di condividere questa visione del centro storico che vede il tessuto scolastico impoverito e distribuito nella città in modo poco efficiente, andando a penalizzare in particolare il centro e le famiglie dell’area ovest di Tolentino».

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