Civico 22, ecco i 16 candidati
«Una squadra in cui si sono fusi
coraggio, competenza e umanità»

ELEZIONI TOLENTINO - Presentata la lista civica a sostegno del candidato di centrosinistra Massimo D'Este. A guidarla sarà Mino Lamanna: «L'obiettivo è restare con i piedi per terra e comprendere i bisogni primari della gente». Tutti i nomi dei papabili consiglieri
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La squadra di Civico 22

di Francesca Marsili

«Una lista che non abbiamo fatto fatica a costruire per due fattori. Il primo perché chi ha aderito ha detto: “il centrosinistra presenta una persona onesta e capace”. Il secondo perché per la prima volta dopo tanti anni, il centrosinistra esprime un unico candidato a differenza dei nostri competitors». A presentare i nomi che compongono la lista di Civico22 a sostegno della candidatura di Massimo D’Este alla carica di sindaco è stato il coordinatore Paolo Dignani: «Un progetto nato quasi un anno fa, una squadra in cui si sono fusi insieme coraggio, competenza, umanità».

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Mino Lamanna e Paolo Dignani

Sedici persone per una lista civica, dal quale proviene lo stesso D’Este, che rappresentano uno spaccato di Tolentino: studenti, artigiani, avvocati, liberi professionisti, pensionati. Capolista Cosmo detto Mino Lamanna, 69 anni, agente di commercio; Marzia Battellini, 54 anni, architetto-insegnante; Federica Branciani, 35 anni, collaboratrice scolastica; Lorenzo Carradori, 36 anni, lavoratore precario; David Coppari, 28 anni, architetto; Letizia Dignani, 19 anni, studentessa; Paolo Dignani, 52 anni, progettista industriale; Catia Fianchini, 48 anni, responsabile Caaf Cgil; Tullia Leoni, 75 anni, dirigente scolastica in pensione; Alessandro Luciani, 58 anni, avvocato; Irene Marcelli, 24 anni, studentessa; Matteo Mercuri, 38 anni, commerciale estero; Mauro Mogliani, 5o anni, libero professionista-scrittore; Cinzia Pucciarelli, 52 anni, avvocato-insegnante; Nicola Serrani, 37 anni, magazziniere; Diego Tenese, 31 anni, falegname.

Il coordinatore torna a sottolineare i motivi che hanno portato il centrosinistra a convergere sul candidato. «Massimo è stato scelto per i suoi valori, per il suo stile di vita, per quello che ha rappresentato per Tolentino; è la sintesi del centrosinistra. E’ prevalso- ha proseguito Dignani, anche lui nella lista – il senso di responsabilità e ciò che che ci accomuna, piuttosto che le differenze». Nel suo discorso ha anche colto l’occasione per ribadire: «Sento dire spesso: “Massimo D’Este è una brava persona, punto”. Che sia una brava persona è il punto di partenza – ha ribattuto Dignani – lui rappresenta capacità, sapienza; ha dato lustro alla nostra città con il Sermit spendendosi gratuitamente. A differenza di altri non si è imposto, è stato scelto, è una persona libera e non condizionabile, ha ascoltato, si è informato e sta facendo proposte; e avrà con se una squadra che gli permetterà di andare avanti nel suo percorso di amministratore nella maniera più incisiva ed efficace possibile».

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Massimo D’Este con Lamanna e Dignani

Per il candidato a sindaco, che da decenni si spende attraverso il Sermit per il volontariato, «la cosa bellissima è stata riuscire a reinnestare il movimento civico con la politica. Vogliamo uscire dalle sabbie mobili ascoltando le persone, il nostro mantra è: ascolto e condivisione. Ed è quello che stiamo facendo in questi giorni. Ho ascoltato diverse realtà: la casa di riposo, le associazioni; ho percepito il bisogno di creare una rete stabile di relazioni tra le realtà che danno vita al tessuto sociale; c’è bisogno di progetti inclusivi». Inclusione sociale quindi, ma anche urbanistica e ricostruzione, cultura e tempo libero, politiche per il lavoro e cittadinanza attiva, questi i macrotemi del programma della lista Civico22. Alcuni dei sedici candidati nel presentarsi, hanno motivato la propria scelta nel partecipare alla prossima tornata elettorale prevista per il 12 giugno. «D’Este ha un forte spessore umano, empatia verso gli altri nel comprendere i bisogni e le competenze giuste per fare una buona politica; aspetti importanti, assenti a Tolentino quanto meno da dieci anni a questa parte – ha spiegato il capolista Lamanna – l’obiettivo non è un campo da golf, ma restare con i piedi per terra e comprendere i bisogni primari della gente». Ha preso la parola anche Cinzia Pucciarelli: «Ho detto si a questa lista perché ho visto la mancanza di interesse personale che ho visto in tutte le altre. Posso vantare il primato di essere stata la prima cittadina colpita dalle ritorsioni dell’attuale amministrazione e che ho pure denunciato in Procura, ma che è stata archiviata – ha proseguito la candidata – ora non ho più paura. Hanno tagliato i servizi e li hanno fatti personalizzati, abbiamo il famoso “Asilo del cuore” (in centro storico) da cui io non vedo mai uscire ne entrare dei bambini. Ho detto si perché sono arrabbiata per come è stata ridotta questa città in dieci anni, perché i servizi non ci sono più, perché le imprese scappano, perché il centro storico non ha più nulla, tutto questo ha reso deprimente vivere in questa città. Ho detto si per offrire un’alternativa».

civico-22-3-325x217Nicola Serrani, tra i fondatori del Progetto Civico 22 nato quasi un anno fa: «Sono stato il primo a voler unire il centrosinistra. Se stai fuori non sei utile, bisogna entrare in consiglio per poter cambiare le cose». Catia Fianchini «23 anni fa, quando mi sono sposata, la scelta è stata: vivere a San Severino o Tolentino; non c’è stato dubbio: la seconda, c’erano più possibilità, ora non è più cosi. Sto qui perché bisogna reagire». Visibilmente commosso, Matteo Mercuri, per ciò che lo ha portato a candidarsi: «Amo Tolentino perché mio padre, pediatra all’ospedale cittadino a cui ha dedicato tutta la sua vita, mi ha trasmesso questo grande amore». Il candidato ha spiegato che, oltre alla modalità di totale condivisione del gruppo, a spingerlo verso la candidatura è stata la tematica del recupero del centro storico. «Mi sta a cuore. Per lavoro viaggio il mondo, ho portato a Tolentino amici giapponesi, coreani, cileni e tutti sono rimasti affascinati dal centro storico. Alcuni di loro sono tornati dopo il terremoto, hanno visto lo stato di abbandono in cui versa e mi hanno detto: “ma perché non lo recuperate? avete un patrimonio”. «Massimo ha solo un difetto – ha ironizzato Lorenzo Carradori – è laziale». Marzia Battellini ha spiegato di essere stata spinta, da mamma, dalla preoccupazione per i luoghi di aggregazione dei giovani che vivono sempre meno la città e sono sempre meno coinvolti e coesi. David Coppari ha sottolineato l’arrancare dell’amministrazione su temi importanti «stiamo coinvolgendo la cittadinanza per proporre qualcosa di più, stiamo cerando di portare proposte concrete che si possano costruire insieme alla cittadinanza e non su, la cittadinanza».

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