Falsi spinelli a Villa Potenza,
cinque misteriosi ritrovamenti (Video)
Cocaina, solo 130 grammi sequestrati

L'ANALISI - Il fenomeno si sta verificando dai primi di aprile nella frazione, resta da capire di cosa si tratti. Le Marche continuano ad essere prime in Italia per overdose, evidente c'è in giro merce pericolosa. I dati della polizia: 41 chili di marijuana, 6 di hashish ma solo poco più di un etto di cocaina che sulla costa scorre a fiumi
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Finti spinelli a Villa Potenza

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di Giuseppe Bommarito*

Falsi spinelli a Villa Potenza. Uno strano e misterioso fenomeno si sta registrando dai primi di aprile a Macerata.

Nella zona dell’acquedotto, nell’androne della sacrestia della chiesa, nei giardini pubblici di via Salvadei, nella pista ciclabile, sono stati effettuati ben cinque ritrovamenti di confezioni di carta con circa 15 falsi spinelli all’interno.

La sostanza, anziché marijuana o hashish, sembra essere corteccia di quercia triturata. Tutti i sacchetti riportano la scritta Moods, parola inglese che può essere tradotta con stati d’animo, umori, malumori, capricci, emozioni, suggestioni… Difficile dare un senso a tutto ciò, anche perché sono possibili più interpretazioni, pure di segno opposto. Magari qualche lettore potrà darci una mano.

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I finti spinelli

Intanto nei giorni scorsi, in occasione del 170esimo anniversario della Polizia, sono stati forniti i dati della droga sequestrata in provincia: 41 chili di marijuana, 130 grammi di cocaina, 443 grammi di eroina, 6 chili di hashish e 1,9 chili di Gbl (la droga dello stupro). Ebbene, senza nulla togliere all’impegno della Polizia di Stato (anche se a livello nazionale le statistiche ci dicono che le sostanze intercettate dalle forze dell’ordine sono solo il 10 per cento del totale), colpisce francamente l’esiguità dei sequestri effettuati in provincia concernenti la cocaina, che sulla costa scorre a fiumi e, abbinata al gioco d’azzardo e all’alcol, sta alterando lo stile di vita dell’intera città di Civitanova e di tutto il suo consistente comprensorio, con l’età dei consumatori che si abbassa sempre di più. Del resto, è un fatto notorio che molti giovani e giovanissimi adolescenti, già ampiamente “bevuti” nel fine settimana, prima di lasciarsi andare ai peggiori atti di vandalismo nelle vie del borgo marinaro di Civitanova, si caricano di cocaina, utilizzando come “pista di lancio” i cofani delle macchine parcheggiate. E poi, sull’onda dell’eccesso e della convinzione, artificialmente indotta dalla coca, che si possa fare tutto ciò che si vuole, via sino all’alba a suonare campanelli nelle ore notturne, a urinare e vomitare per strada, lasciando dappertutto sporcizia ed escrementi.

Ma passiamo alle, tristi, certezze perché prosegue l’annus horribilis della droga nella nostra regione, senza che dai vertici istituzionali venga colta, almeno apparentemente, la gravità di quanto sta accadendo, cioè la sicura presenza di robaccia, di sostanza mortifera, cioè di molta eroina tagliata con sostanze pericolose o tagliata poco, e quindi troppo forte, a volte purtroppo anche letale, soprattutto per chi torna al riuso dopo un periodo più o meno lungo di astinenza (ad esempio, coloro che escono dal carcere o da una qualche comunità terapeutica poco efficace, oppure coloro che si autoimpongono un periodo di tregua rispetto alla sostanza, ma poi, dopo qualche giorno, non riescono più a fronteggiare il bisogno impellente e irresistibile di tornare a farsi un buco). 

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Carabinieri al Val di Chienti dopo l’overdose

Il 4 gennaio 2022 il primo morto per overdose si registra a Macerata, al centro commerciale Valdichienti di Piediripa, seguito da un secondo caso il 28 febbraio a Pesaro. A marzo si contano addirittura due decessi per overdose, uno il 10 a Vallefoglia (provincia di Pesaro Urbino) e l’altro il 27, questa volta a Macerata centro. L’ultimo caso di morte per overdose si verifica il 10 aprile a Lido Tre Archi, nel Fermano. In tutti i casi, la sostanza killer è l’eroina e le vittime sono tutti soggetti maschi, dai 32 ai 47 anni, che si sono iniettati la sostanza al chiuso e da soli, quindi senza possibilità alcuna che qualche sodale potesse chiamare il 118 in caso di grave insufficienza respiratoria, anticipatrice dello stato di coma.

Come si è più volte scritto su questo giornale – ma occorre ribadirlo con forza perché è un dato troppo importante –, siamo largamente i primi in Italia quanto al tasso di mortalità per overdose (5 morti su un totale nazionale di 40; indice di mortalità marchigiano pari a 5,2 per milioni di abitanti dai 15 ai 64 anni, a fronte di un indice nazionale di 1,0). E, nell’ambito regionale, Macerata, insieme a Pesaro, è la provincia marchigiana più funestata dalle morti per droga.

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La polizia intervenuta sul posto dopo l’overdose di Luca Del Bello

Tutto ciò senza contare le sei o sette morti per overdose sventate all’ultimo minuto  nel maceratese, grazie al tempestivo intervento dei soccorsi sanitari di emergenza e al farmaco salvavita (il Narcan).

Non si conoscono i dati delle overdosi non letali avvenute nelle altre province, ma il quadro sopra descritto, sia pure parziale, è talmente allarmante che dovrebbe far saltare sulla sedia chi, a livello regionale e provinciale, si occupa, o dovrebbe occuparsi della questione. Insomma, si direbbe quasi che nelle Marche si stia creando qualcosa che assomiglia ad un pericoloso focolaio, tale da mettere fortemente e ripetutamente a rischio la vita degli assuntori di eroina.

Al contrario, nonostante l’eccezionalità della situazione e nonostante la discesa del covid (usato spesso come alibi per coprire inefficienze varie nell’ambiente sanitario), permane la piena sottovalutazione del problema droga, dramma totalmente accantonato durante il periodo del coronavirus, a partire dalla prevenzione, che a livello istituzionale, almeno in provincia di Macerata, anziché essere potenziata, viene colpevolmente ridotta.

Mentre l’offerta terapeutica (25 comunità terapeutiche e 250 posti pubblici accreditati in regione), a fronte di un palese aggravamento del problema, rimane sostanzialmente inalterata, con i vari Dipartimenti Dipendenze Patologiche delle Aree vaste Asur sparse sul territorio che arrancano, carenti come sono di risorse umane ed economiche, indispensabili per inviare almeno i casi più gravi in comunità e per non ridurre le strutture a mere distributrici di metadone, peraltro poi quasi incontrollabile nell’uso effettivo e corretto da parte dei pazienti.

Va anche detto che, se a livello regionale non si mostra particolare attenzione ad un fenomeno così grave e luttuoso, a livello nazionale il silenzio è ancora più assordante: d’altra parte, ministra delle Politiche giovanili è Fabiana Dadone, esponente dei Cinque Stelle, favorevole alla liberalizzazione della cannabis, che probabilmente sarà impegnata in tutt’altre cose, magari nel sostegno all’ulteriore sviluppo dei negozi di cannabis light. Sta di fatto che la ministra sino ad oggi non ha speso una parola sul caso delle tante morti marchigiane, avvenute e sfiorate, per overdose.

*Avvocato, presidente dell’associazione “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”

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