Saltamartini: «Una bella fetta di politici si fa»
La provocazione di Bommarito
«Test antidroga ai consiglieri regionali»

CORRIDONIA - Serata di approfondimento sul tema delle dipendenze con don Antonio Coluccia e l'ex questore Antonio Pignataro. Le testimonianza delle associazioni e del parroco. L'avvocato maceratese lancia anche l'idea di un osservatorio sulla criminalità organizzata e spiega come è cambiato il mercato dello spaccio: «Col Covid corrieri a domicilio»
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L’iniziativa a Corridonia

 

di Luca Patrassi

Corridonia, centro storico. Emergenza droga. Non che sia un’esclusiva della cittadina maceratese in tempi di globalizzazione anche dello spaccio, ma l’incontro di ieri sera – organizzato a cura dell’associazione La Rondinella e che ha visto relatori l’ex questore di Macerata Antonio Pignataro, don Antonio Coluccia, sacerdote a San Basilio a Roma, l’avvocato Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione «Con Nicola, oltre il deserto dell’indifferenza» e Gaetano Angeletti, presidente dell’associazione «La Rondinella» – ha dato chiara e netta l’immagine di un dramma quotidiano, la droga lo è per chi si avvicina alle droghe pensando di uscirne quando vuole, per chi vive la tossicodipendenza, per le famiglie coinvolte e per quanti cercano di occuparsene, qualche volta anche ostacolato da chi dovrebbe invece sostenerlo.

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Don Antonio Coluccia, Giuseppe Bommarito, Gaetano Angeletti e il questore Antonio Pignataro

Così senti il parroco che parla delle zone di spaccio e dei suoi protagonisti anche vicino alla chiesa, la signora che interviene a nome della costituitasi associazione dei Genitori che il sabato sera organizza le ronde antidroga in funzione dissuasiva, l’ex questore di Macerata che spiega come la cannabis produca effetti devastanti sul cervello e racconta come a distanza di un anno, da quando improvvisamente è stato trasferito da Macerata, l’inserimento tra i medicinali di alcuni composti della cannabis sia ancora in alto mare, l’avvocato Bommarito che racconta la deriva della legalizzazione di alcune droghe reputate leggere, ci sono un disegno di legge – esponenti del Pd, M5S, Leu tra i proponenti – per la liberalizzazione della coltivazione di un numero definito di piantine di cannabis e un referendum che toglie le sanzioni amministrative.

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L’assessore Filippo Saltamartini

Poi intervengono l’assessore regionale Filippo Saltamartini che ricorda tragici episodi che lo hanno visto intervenire da poliziotto per poi dire «dobbiamo manifestare i nostri valori, il danno lieve non esiste» ed ancora «una bella fetta della classe politica si fa di stupefacenti», lo psicologo della Rondinella Francesco Giubileo che racconta di giovanissimi diventati pazienti psichiatrici per l’utilizzo delle sostanze che qualcuno vorrebbe «spacciare» come leggere e il dottor Paolo Francesco Perri che spiega l’importanza del ruolo elle famiglie nella prevenzione. Introduce la serata l’avvocato Bommarito, indicazione ad ampio raggio sullo stato della «pandemia droga», quella che non si è mai fermata, neanche con il Covid «perché la criminalità si è organizzata con nuovi strumenti di spaccio, la consegna a domicilio con la spesa e con i normali corrieri. Con il Covid le istituzioni sono state aiutate a disinteressarsi delle patologie gravi e tra queste non c’è solo quella oncologica ma anche la tossicodipendenza» ed invece «si vuole usare il Cavallo di Troia del disegno di legge che legalizza la coltivazione per dire che la cannabis non fa male ed è invece la più pericolosa perché sottovalutata. Negli Stati Uniti, in alcuni Stati che l’hanno legalizzata, su pressione anche delle multinazionali, sono documentati aumenti degli incidenti stradali, delle psicosi, dei suicidi. Ci sono studi scientifici che certificano i danni al sistema cerebrale». Quanto l’avvocato Bommarito spinge il tasto sulla prevenzione e sull’esigenza di bloccare la legalizzazione di sostanze dannose, tanto Angeletti indica le responsabilità anche nei territori, non solo di chi fa finta di non vedere ma anche delle istituzioni che non farebbero nulla. «Non c’è nessun rappresentante dello Stato, diversamente lo direi anche a lui, posso dire però che anche il Comune di Corridonia non sta facendo nulla», «sono saltate le regole, nella famiglia, nelle scuole dove prima ci chiamavano ed ora non più perché siamo scomodi. Nel cuore della notte a Corridonia vedo ragazzi ubriachi e fatti, quando lo dico alle loro famiglie per intervenire non fanno nulla, dicono che lo fanno tutti, qualcuno nemmeno mi saluta più. Dico ai politici, fate qualcosa in più, sta uscendo fuori una generazione di invertebrati».
Don Antonio Coluccia è un prete di strada, gira con la scorta non per vezzo, ex operaio, cerca di togliere ragazzi dalla tossicodipendenza a San Basilio, tra le principali piazze di spaccio del Paese. «I ragazzi li incontro tutti i giorni nelle piazze di spaccio, vado dove i politici non vanno e dove il territorio lo gestisce la criminalità, lo Stato è assente nonostante la Costituzione dica che vanno rimossi gli ostacoli…A un politico non conviene parlare di droga, perde consenso, dobbiamo noi tutti essere parte attiva della comunità, segnalare le cose. Hanno fallito le gerarchie educative, devi chiederti da che parte stare, la vita di un ragazzo è il primo sacramento per me, di un Vangelo che si è fatto carne, non di una chiesa che si è fatta carta. Dobbiamo guardare al bene comune, la legalizzazione delle droghe leggere è una cultura di morte, non esistono droghe leggere». don_antonio_bommarito_gaetano_angeletti_pignataro-2-e1634379801309-325x217L’ex questore di Macerata Antonio Pignataro ha ricordato i suoi anni maceratesi, l’esperienza fatta anche in altri territori: «Quando sono arrivato Repubblica scriveva che Macerata era la fabbrica della paura, oggi è la fabbrica delle risposte grazie ai risultati che ho raggiunto, non da solo, grazie alla squadra, alla Procura, ai Carabinieri del colonnello Roberto, alla Finanza del colonnello Gravina, grazie al vescovo Marconi il cui messaggio è stato sempre forte e chiaro. Grazie ai maceratesi che ci hanno sempre sostenuto. Ho combattuto una battaglia dura che mi è costata un prezzo ma ho il dovere morale di contrastare la criminalità, di contrastare la cannabis, quella finta cultura che fa scrivere sui negozi che la cannabis fa bene alla salute quando i componenti danneggiano il cervello. Preferisco combattere questo sistema, anche se mi costa qualcosa. Un anno fa il ministro Speranza aveva sospeso l’atto sulla cannabis – in particolare la collocazione del Cbd tra i medicinali – per ulteriori chiarimenti scientifici». Non se ne è saputo più nulla, a parte l’immediato trasferimento dell’allora questore di Macerata Antonio Pignataro. Stasera a Corridonia girerà la ronda antidroga dell’associazione dei genitori, ieri sera l’incontro si è chiuso con un lungo applauso e la «provocazione» di Bommarito per uno screening antidroga ai consiglieri regionali «perché ho conoscenza che molti ne fanno uso». Bommarito ha anche chiesto a Saltamartini di dare un segnale in controtendenza, aumentando i finanziamenti alle unità operative Asur che si occupano delle dipendenze patologiche e di creare un osservatorio regionale sulla criminalità organizzata. Dire, fare.

 



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