A Ostetricia 158 nuovi nati in 40 giorni
Pelagalli: «Severi per restare No Covid»

VIDEO INTERVISTA - I consigli del primario del reparto dell'ospedale di Macerata che ha visto crescere la mole di attività ma anche i parti in ambulanza o al Pronto soccorso: «Non è prudente attendere di essere già in travaglio per venire da noi». Alle mamme in attesa: «E' importante mantenere le distanze dagli altri». E come mai i neonati nascono tutti no Covid: «Il virus non è capace di attraversare la placenta»
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L'intervista al dottor Mauro Pelagalli, primario di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Macerata

 

di Alessandra Pierini

Sono 158 i nuovi nati che hanno visto la luce nell’ultimo mese nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata. Sono circa 40 le mamme arrivate da fuori provincia. «Siamo arrivati fino a 18 parti in un giorno» sottolinea Mauro Pelagalli, primario del reparto no Covid, che risponde alle domande di Cronache Maceratesi direttamente dalla sala parto, da sempre luogo simbolo e di buon auspicio, ancor più di recente, quando è diventata “palcoscenico” grazie a un video che ha spopolato sui social. «Una mole di lavoro importante  – prosegue – e ben 5 sono stati i parti in ambulanza o al Pronto soccorso, molto al di sopra alla media. Vuol dire che le donne aspettano fino all’ultimo per evitare più possibile di stare in ospedale ma lo sconsiglio vivamente, non è prudente».

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Mauro Pelagalli ha risposto alle domande di Cronache Maceratesi direttamente dalla sala parto, luogo simbolo del reparto

Cosa è cambiato per il vostro reparto col Coronavirus?
«Per noi, oltre ad aumentare l’attività, è cambiato poco. Per tutte le mamme che non hanno né sintomi né patologie in corso. Il percorso pulito consente di accedere sia al laboratorio della A tutti coloro che entrano misuriamo la temperatura e facciamo fare una autocertificazione, oltre a verificare che non abbiano avuto contatti con persone sospette. Abbiamo creato delle regole di distanziamento per non creare gruppi di pazienti. Siamo partiti in anticipo, dai primi di gennaio. Attualmente può entrare solo il papà che viene triagiato. Può restare la prima notte se il medico di guardia lo ritiene opportuno. Abbiamo bloccato invece le visite di nonni, parenti e zie».

Per le donne incinta l’iter da seguire è sempre lo stesso?
«Le donne vengono seguite sempre allo stesso modo anche se, come previsto dal decreto del presidente del Consiglio abbiamo abolito tutti gli incontri di familiarizzazione con il reparto come gli incontri preparto e del giovedì. Abbiamo preparato delle brochure in modo che la paziente può formarsi a casa».

Cosa consiglia ad una donna incinta? Quali tutele? 
«Il punto che vale per tutti è la distanza dall’altro. Quindi non è detto che una donna incinta con guanti e mascherina ed evitando contatti ravvicinati non possa andare a fare la spesa. Laddove si può ovviare, sarebbe bene che non lo facesse».

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Un frame del video girato in Ostetricia e diventato virale sui social

Il vostro reparto è visto come bene augurante…
«Lo è sempre ma ancora di più in questo momento in cui purtroppo hanno perso la vita tantissime persone. Il nostro obiettivo è mantenere questo reparto no Covid. Quindi se possiamo sembrare eccessivi nel rigore che applichiamo nel rispetto delle regole, l’utenza deve capire che è a buon fine. Il neonato nasce covid negativo ma poi si può infettare quindi il peggio che potrebbe capitare è che si infettasse in reparto. Per cui su questo siamo stati assolutamente severi».

Come mai i bambini nascono no Covid anche da mamme Covid?
«Dal punto di vista scientifico, il virus ha dimostrato di non essere capace di attraversare la placenta. Il problema è il possibile contagio dopo la nascita. Fermi restando che i “neonatini” hanno un bel bagaglio di anticorpi, è importantissimo che vadano a contrarre il virus da persone positive e non lo sanno. Questi studi sono naturalmente all’inizio e dimostrano che i “neonatini” hanno ottime possibilità di sconfiggere il virus ma vanno tutelati in ogni modo».

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