Telefonata del papa
all’arcivescovo dei terremotati:
«Vuole molto bene a questo territorio»

CAMERINO-SAN SEVERINO - Monsignor Francesco Massara racconta della chiamata ricevuta dal Santo Padre: «La visita fatta l'anno scorso gli è rimasta nel cuore, voleva sapere come sta la gente»
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Papa Francesco con il caschetto durante la visita a Camerino accompagnato dall’arcivescovo Massara

 

di Monia Orazi

Telefonata a sorpresa di Papa Francesco ieri sera all’arcivescovo di Camerino-San Severino. «Ieri sera mi ha chiamato il Papa, voleva sapere come sta la gente di questo territorio, i terremotati, le persone ammalate, il grande lavoro che stanno facendo gli operatori sanitari – racconta monsignor Francesco Massara – È molto vicino ai territori di Camerino e Fabriano, anche per la situazione di disagio economico, ha detto di pregare per tutti noi e che ci pensa. Gli ho detto che gli siamo riconoscenti con la preghiera, che lo ringraziamo per la vicinanza e che si ricordi di noi». Il pontefice ha ancora vivo il ricordo della visita pastorale fatta a Camerino nel giugno del 2019 (leggi l’articolo). «Vuole molto bene a questo territorio – prosegue Massara – la visita fatta l’anno scorso gli è rimasta nel cuore, il Papa in questo momento difficile è vicino ai nostri territori, come lo è a tutti i fedeli del mondo, con la preghiera». In questo periodo in cui tante persone sono chiuse in casa per la quarantena, l’arcivescovo fa squillare il telefono a casa di anziani nelle Sae, famiglie in difficoltà, persone sole.

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Papa Francesco e monsignor Francesco Massara a Camerino nel giugno scorso

«In momenti come questo il rischio più grande è la solitudine – spiega l’arcivescovo- anche solo dare un saluto, il buongiorno, è una forma di vicinanza che rincuora ognuno di noi. Sapere che c’è qualcuno che ci pensa, anche se non può venirci a trovare, è un modo per sentire la vicinanza. Stanno vivendo un momento difficile e di grande solitudine, in particolare gli anziani che vivono nelle Sae. Se ognuno di noi facesse una telefonata a qualcuno solo, sarebbe un gesto di grande solidarietà, di carità, ciascuno ha bisogno di sentirsi ascoltato e di vicinanza, vale più questo, la vicinanza evangelica, di tante preghiere». Massara conclude con un messaggio di speranza: «Le persone a cui ho telefonato hanno espresso le loro paure per il futuro, la crisi economica, timori per il futuro del lavoro che hanno e dei loro figli, di quel che sarà domani. Dobbiamo guardare alla speranza, nonostante questo sia un secondo sisma, peggiore del primo, troveremo la forza di rialzarci». Speranze colorate e festose arrivano dai bambini e dai ragazzi: al concorso Coronart ideato da Massara, per esorcizzare la paura del Coronavirus, sono arrivati 489 tra disegni, video e poesie, con partecipanti da Teramo, Lecce, La Spezia, Roma ed altri luoghi. Ora una commissione sta valutando i lavori e al termine della pandemia sarà fatta una festa con bambini e genitori in piazza.



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