Katiuscia e Federico,
due universitari a Pechino
“Esperienza di vita, ma è dura”

MACERATESI NEL MONDO/38^ PUNTATA - Laureati nell'Ateneo di Macerata, hanno deciso di intraprendere un percorso di specializzazione in Cina. Da aprile sono nella capitale asiatica. "La quotidianità è a volte difficoltosa, ciò che in Italia risulta semplice qua può essere complicato"
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Federico e Katiuscia, dottorandi in Cina

Federico e Katiuscia, in Cina

 

di Maria Cristina Pasquali

Potrà far piacere a molti nostri lettori sapere come vivono e cosa fanno i nostri studenti che partono con progetti europei per altri paesi,  specialmente se si recano in altri continenti e nazioni lontane come la Cina che preoccupano, e non a torto, molte mamme e papà. La Cina non è un paese facile, ma è un paese da cui imparare molto e ricco di opportunità . Un paese che è diventato “focale” per l’ economia mondiale. Dobbiamo conoscerla meglio. E’ importante capire questo concetto ed è molto encomiabile il lavoro di ricerca che i nostri giovani svolgono qui. L’intervista di oggi è stata realizzata all’unisono con uno studente universitario maceratese ed una studentessa anconetana che studiano a Pechino e che ogni giorno si misurano con le difficoltà di vivere in questo paese: Federico Salvatelli di Macerata e Katiuscia Vaccarini, di Osimo.

Federico: Sono dottorando all’università di Macerata, iscritto al corso in modelli quantitativi per la politica economica. Ho una laurea in economia aziendale, triennale e specialistica conseguita sempre all’università di Macerata. Dall’ultimo anno dell’ università ho iniziato ad entrare nel mondo del lavoro con contratti a termine e “stages” in aziende locali.
Katiuscia: Sono dottoranda in Psychology, Communication and Social Sciences, mi sono laureata a Macerata e prima di iniziare il dottorato di ricerca ho avuto esperienze di lavoro in azienda, in Italia e all’estero (tra cui Germania, Irlanda/UK).

Quando siete partiti per l’estero?
A inizio aprile 2014.

Di che cosa vi occupate ora?
Siamo dottorandi dell’Unimc e lavoriamo come ricercatori Marie Curie Fellows all’interno del progetto poreen www.poreen.eu finanziato dall’Unione Europea. In particolare analizziamo le opportunità nell’ ambito del settore “green” tra la Cina e l’Europa attraverso l’analisi dei flussi degli investimenti diretti esteri IDE.

Katiuscia Vaccarini premiata “Best student paper award” . Conferenza AIBUS Northeast Chapter /Special Meeting on China

Katiuscia Vaccarini premiata “Best student paper award” . Conferenza AIBUS Northeast Chapter /Special Meeting on China

Come è la vostra nuova vita in Cina?
Abbastanza buona, per un periodo si può fare. Avendo un team di lavoro e un piano di ricerca ben definito si vive l’esperienza con persone che già conosci riuscendo meglio a superare le difficoltà che si incontrano quotidianamente. Nonostante tutto, a volte tutto ciò non basta. In Cina, la quotidianità risulta a volte difficoltosa, anche le cose che in Italia sono semplici diventano qui più complicate.

Ad esempio?
Prendere un taxi e farsi portare in un luogo preciso. Non avendo conoscenza della lingua cinese risulta a volte una vera e propria vittoria raggiungere una meta anche perché i tassisti non conoscono l’inglese. Oppure l’impossibilità di poter usare l’acqua del rubinetto per bere e per cucinare diventa un grosso limite. Non poter accedere ad acqua potabile direttamente dal rubinetto è un problema che, fino a quando non lo vivi direttamente, non te ne rendi conto. Effettivamente da quando siamo qui, apprezziamo molto di più anche le piccole cose che abbiamo nel corso della nostra vita di tutti i giorni.

federico salvatelli (3)

Federico Salvatelli di fronte all’Ambasciata italiana a Pechino

Quindi siete contenti di aver lasciato il vostro paese ?
Per questo progetto sì, visto che i suoi punti cardine sono i rapporti economici con la Cina. Rimanendo in Italia ne avremmo potuto capire le dinamiche solo attraverso uno studio accademico, ma appunto occorreva analizzare direttamente sul campo lo scenario produttivo ed economico.

Ogni quanto tempo ritornate?
E’ un’esperienza di cinque mesi che potrebbe ripetersi nell’arco della durata del progetto Poreen che scadrà nel 2016. A settembre faremo ritorno in Italia, si tratta solo di parentesi da un minimo di un mese ad un massimo di 5, 6 mesi. Possiamo dunque ritenerci fortunati perché la nostra base rimane l’Italia.

Com’è il carattere dei cinesi?
Ci sono molte differenze con il nostro, soprattutto al primo impatto se ne notano molte, piano piano però ci si adegua. La gente potrebbe essere suddivisa in due grosse categorie:  trovi persone disponibilissime pronte ad aiutarti per qualsiasi cosa (dalle informazioni stradali, ad aiutarti a portare le valigie, ti invitano a pranzi, cene e siamo sempre considerati ospiti). E’ molto complicato però poter ricambiare anche solo con un caffè. D’altro canto ci sono alcune persone che magari hanno un livello di istruzione basso e tendono ad essere un po’ fredde e chiuse, poco propensi all’incontro con lo straniero. Risultano quasi scortesi, inoltre hanno dei comportamenti completamente diversi, ad esempio il modo di mangiare  può risultare molto poco ortodosso rispetto a come siamo abituati. Avendo vissuto per un periodo in un tipico appartamento cinese, anche il concetto di pulizia è molto lontano dai nostri standard.

Dove abitate? Come vivete in questo nuovo ambiente?
In un appartamento cinese, ma con quasi tutti i confort italiani, perciò seguiamo in larga parte lo stile italiano, sopratutto nel cibo siamo rimasti legati alle nostre radici. Abbiamo però acquisito dalla cultura cinese il fatto di anticipare gli orari dei pasti, soprattutto la sera. Difficilmente ci sono ristoranti che hanno la cucina aperta dopo le 22.

Nel futuro pensate di tornare a Macerata o in Italia?
Pensiamo e speriamo di sì, tenendo in considerazione sempre eventuali opportunità che l’estero potrebbe offrire.

Conferenza “China goes global”, da sx a dx Tang Wen dottoranda unimc, Barbara Menatta dottoranda Unimc, Attiio Mucelli professore Univ politecnica delle Marche, Federico  Salvatelli dottorando Unimc, Francesca Spigarelli , professore Unimc e coordinatore progetto Poreen, Katiuscia Vaccarini, dottoranda Unimc

Conferenza “China goes global”, da sx a dx Tang Wen dottoranda unimc, Barbara Menatta dottoranda Unimc, Attiio Mucelli professore Univ politecnica delle Marche, Federico
Salvatelli dottorando Unimc, Francesca Spigarelli , professore Unimc e coordinatore progetto Poreen, Katiuscia Vaccarini, dottoranda Unimc

Che cosa non vi piace della vostra vita all’estero?
Inquinamento, mancanza dei nostri paesaggi, mare e montagna, aria pulita: forse questa malinconia è data anche dal fatto che abbiamo trascorso i mesi estivi a Pechino  e non nelle nostre spiagge. Nonostante tutto non rimpiangiamo la scelta fatta. E’ stata un’ esperienza che ci ha arricchito, fatto capire più approfonditamente la Cina è fatto comprendere lo stile dei cinesi, da ora in poi li guarderemo con occhi diversi.

Il costo della vita è alto? Come vi siete organizzati?
Viviamo in 2 e dimezziamo i costi. L’affitto non è altissimo considerando che siamo sempre nella capitale della Cina. Però se conduci uno stile di vita occidentale i costi tendono ad aumentare, sopratutto per quanto riguardo cibo e alloggio.

Quali tipi di lavoro si trovano con più facilità ?
Per gli occidentali è necessario conoscere il cinese per poter lavorare nelle aziende, comunque si possono trovare lavori come insegnante di lingue o impiegato nel commerciale estero presso imprese cinesi o europee che hanno sede qua.

Ci sono altri Italiani? Quanti? Hanno un club? Ci sono ristoranti italiani? Come si mangia?
Sì molti, c’è l’associazione giovani italiani in Cina (AGIC) che riunisce molti ragazzi italiani e organizza eventi cercando di creare un clima di unione e collaborazione tra gli stessi membri. Si trovano anche diversi ristoranti italiani, cibo buono, ma come dicevamo prima prezzi un pochino più alti.

Federico Salvatelli

Federico Salvatelli

Quale è stata l’esperienza più bella che avete fatto da quando siete fuori?

Ce ne sono state diverse:
– la conferenza China Goes Global 2014 tenutasi alla Shanghai Jiaotong University, dove abbiamo presentato i nostri studi in una sezione dedicata al progetto europeo nella quale erano presenti anche il coordinatore del progetto la prof ssa Francesca Spigarelli e dell’Unimc e Attilio Mucelli dell’Univiversità politecnica delle Marche. In questa occasione abbiamo avuto anche modo di conoscere esperti del settore scientifico-accademico e potuto condividere idee e possibili collaborazioni future.

– la festa della Repubblica all’ambasciata italiana del 30 maggio scorso: i nostri connazionali hanno potuto godere di una giornata italiana al 100% con musica e cibo tipico delle diverse zone d’Italia. Abbiamo potuto condividere una serata immergendoci negli usi e costumi della nostra nazione, si è creata quasi un’oasi di italianità in cui non ci si rendeva più conto di essere dall’ altra parte del mondo.

Federico Salvatelli e Katiuscia Vaccarini

Katiuscia Vaccarini e Federico Salvatelli

Cosa offre la Cina in sostanza?
Le opportunità non mancano. Per il tipo di lavoro che stiamo portando avanti è stata fondamentale perchè ci ha permesso di incontrare altri ricercatori e poter scambiare idee e opinioni, si riesce a fare network, sono sorte possibilità di collaborazione con altre università e altri ricercatori del nostro ambito. La fortuna di avere a che fare con altri dottorandi e ricercatori occidentali ti permette di affrontare meglio i problemi che incontri durante il percorso lavorativo dando e ricevendo consigli utili su come raggiungere gli obiettivi. Inoltre in particolare per il nostro progetto europeo è stato fondamentale acquisire contatti con imprese occidentali che investono in Cina, fare colloqui diretti che senza questa esperienza non avremmo mai potuto realizzare, oltre che aver preso contatti con importanti organizzazioni europee e ambasciate straniere (EU European Chamber Beijing, EU SME Centre, German Trade Centre, GIZ, Gesellschaft für die Internationale Zusammenarbeit) le quali sono state molto collaborative e ci hanno supportato nei nostri studi.

Vorremmo infine segnalare intorno la fine di ottobre all’Università di Macerata si terrà una giornata organizzata dal China Center che è un centro studi realizzato dalla stessa università, http://www.unimc.it/chinacenter/it  come l’Istituto Confucio http://www.confucio.unimc.it/ in cui verranno presentati i lavori e gli studi che si stanno sviluppando nel mercato cinese. La manifestazione avrà una parte più accademica in cui verranno presentate le ricerche fatte dai ricercatori e una parte più “business oriented” in cui saranno presentate le esperienze che le aziende italiane stanno vivendo in Cina, evidenziando fatti positivi e negativi.

 

 

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