«Siamo poliziotti, dobbiamo passare
a consegnare dei documenti»
Truffa sventata da una 74enne

MACERATA - L'episodio è avvenuto ieri a Piediripa. A raccontarlo è Paolo Troiani, figlio della donna: «Mia madre ha ricevuto una chiamata al fisso da un numero anonimo. Ha capito che c'era qualcosa di anomalo perché parlava di un'auto intestata a mio padre, che però è invalido»

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truffa anziani anziana

Foto generata con AI

di Alessandra Bastarè

«Si sono spacciati per poliziotti e hanno detto che dovevano consegnare dei documenti a casa. Per fortuna la prontezza di mia madre che ha messo giù il telefono e segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine». A raccontare l’episodio, che ha visto protagonisti i propri genitori, è il maceratese Paolo Troiani.

Il tentativo di truffa ai danni della coppia, lui 78, lei 74 anni, è avvenuto ieri. I genitori di Troiani vivono a Piediripa e «intorno alle 12,20 è arrivata una chiamata anonima al telefono fisso. Ha risposto mia madre e dall’altro capo del telefono c’era un uomo che ha detto di essere un poliziotto e che doveva consegnare dei documenti. Per questo doveva prendere un appuntamento quanto prima per andare a casa loro. Mia madre ha subito capito che c’era qualcosa di anomalo dato che mio padre non ha un’auto intestata in quanto invalido e la persona che si spacciava per poliziotto non chiariva esattamente di che tipo di documenti si trattasse».

Troiani ha voluto segnalare l’accaduto perché «purtroppo nei giorni scorsi ho sentito tanti episodi simili anche in altri comuni come Tolentino e Morrovalle. A Piediripa vivono moltissimi anziani e spesso mio padre esce e gli capita di parlare con persone che non conosce e magari dire qualche parola in più a sconosciuti. Credo che se fosse stato da solo in casa al momento della chiamata le cose sarebbero andate diversamente».

Fortunatamente la 74enne ha capito che era un tentativo di truffa e «dopo varie insistenze da parte del finto poliziotto ha messo giù la cornetta e segnalato l’accaduto alla questura. Gli agenti hanno raccomandato ai miei genitori di non aprire la porta a nessuno e di avvertire subito le autorità. Spero che il racconto di questo episodio che è capitato a mio padre e mia madre possa mettere in guardia anche altre persone».


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