Michele Seghetta in Danimarca
“Per trasformare le alghe in energia”

MACERATESI NEL MONDO/26^ puntata - Classe 1987, nato e cresciuto a Macerata, da due anni si occupa di sostenibilità ambientale a Roskilde. "Percepisco uno stipendio pari a tre volte quello che avrei in Italia. Ma qui abbiamo una brutta reputazione, un'azione illegale viene chiamata Italian o mafia style"
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il sirenetto ad Helsingor (2)

Il maceratese Michele Seghetta in Danimarca

 

di Maria Cristina Pasquali

Michele Seghetta maceratese classe 1987, ha scelto la Danimarca per occuparsi di una materia alquanto inusuale: l’analisi della sostenibilità ambientale dei processi di produzione di energia delle alghe. Campo molto interessante in un’era che è a corto di energia. Segno che anche gente proveniente da Macerata può occuparsi di tematiche d’avanguardia . E a far la parta da leone oggi è Michele un nostro giovane rappresentante “di punta” nell’ Europa del Nord. La nostra rubrica serve anche a questo: far conoscere una faccia diversa della nostra provincia. E non è una sfaccettatura minoritaria come alcuni pensano, ma una parte ben consistente di nostri concittadini.
Colpisce la descrizione dell’ambiente danese, le priorità della loro gente, le loro abitudini, il rapporto con la natura ed il differente modo di relazionarsi fra le persone anche a livello accademico. Una burocrazia più snella. Un rapporto diverso fra Stato e cittadino. Colpisce soprattutto la valorizzazione che viene data a chi ha studiato. Il quale non è mai sottopagato e umiliato. Insomma una democrazia solida e vera. Un mondo diverso dal nostro.

Da quanto tempo sei fuori Italia e di che cosa ti occupi, Michele?
Sono partito per la Danimarca durante l’ultimo anno della laurea specialistica per preparare la tesi, nell’estate 2011. Subito dopo essermi laureato a Siena, sono tornato a Roskilde per lavorare 2 mesi come assistente ricercatore. Nell’estate 2012 ho poi deciso di iniziare la carriera accademica accettando una posizione di dottorando nella Aarhus University, sede distaccata di Roskilde.
Ho vissuto a Macerata fino alla conclusione dei miei studi al Liceo Scientifico G. Galilei, spostandomi poi a Siena per conseguire una laurea in Ecotossicologia e Sostenibilità Ambientale. Dopo aver oltrepassato gli Appennini, ho deciso di scavalcare anche le alpi e stabilirmi in Danimarca. Essendo ora un dottorando nella Aarhus University, principalmente analizzo la sostenibilità ambientale di processi di produzione di energia dalle alghe. Faccio parte di un progetto che coinvolge altre università e aziende danesi. Uno dei partner si occupa di coltivare delle macroalgae (possono essere lunghe fino a un metro) lungo delle funi immerse nel mare ed ancorate al fondo. Dopo un anno di coltivazione un altro partner studia il potenziale di etanolo e biogas estraibile in laboratorio. I residui vengono poi testati per integrare il contenuto proteico nei mangimi per itticoltura.
IMG_0274Io raccolgo i dati dagli altri partner e cerco di capire il modo migliore per integrare le varie fasi in modo che l’intera catena di produzione sia ambientalmente ed economicamente sostenibile. È un campo di ricerca nuovo e molto interessante. Immaginate di poter creare combustibili rinnovabili per automobili, semplicemente coltivando alghe nel mare, sarebbe un prezioso strumento in un mondo a corto di energia.

Come è la tua nuova vita in Danimarca?
Non mi posso lamentare, la vita in Danimarca è meno frenetica che in Italia. Gli orari di lavoro sono umani e lasciano abbastanza tempo libero per dedicarsi ai propri interessi.

Perché hai lasciato il tuo paese?
Devo ammettere che ho speso circa 4 mesi cercando lavoro in Italia dopo essermi laureato, senza grande successo. Invece di inoltrarmi un una giungla di costosi master o stage non retribuiti, ho deciso di cogliere l’occasione del dottorato e ripartire per la Danimarca. Non è stata una decisione semplice, ma la mia ragazza, famiglia ed amici mi hanno sempre sostenuto in questa scelta.

copenhagen (2)Noi immaginiamo gli scandinavi piuttosto diversi da noi. Come sono in realtà nella vita reale?
Quando si parla dei paesi scandinavi si rischia sempre di cadere nello stereotipo del cittadino perfetto. In particolare ora che la Danimarca è stata dichiarata paese più felice del mondo (secondo il World Happiness Report 2013). Ovviamente ci sono molti lati positivi, per esempio le persone sono in generale cordiali e disponibili. In ambito lavorativo, non si percepisce la struttura gerarchica. I professori sono soliti invitare i nuovi arrivati (me compreso) ad una cena informale a casa loro per conoscersi meglio. A pranzo si scherza e si partecipa ad attività extralavorative insieme. La professoressa che segue il mio progetto di dottorato ha offerto la massima disponibilità per la ricerca iniziale di un appartamento e l’apertura del conto in banca.
Inoltre le persone si dedicano molto all’attività fisica. La maggior parte utilizza la bici come principale mezzo di trasporto (anche in inverno) e si dedica alle più svariate attività sportive dopo il lavoro o addirittura prima dell’arrivo in ufficio. Per esempio, la mia collega di ufficio frequenta una volta a settimana un corso di yoga la mattina presto e lasciato l’ufficio va in kayak.
Le infrastrutture per l’attività sportiva sono molteplici e persino i semplici percorsi nel bosco sono molto ben segnalati e con distinzione tra quelli per pedoni e quelli per mountain bike.

porto roskilde (2)Dove abiti? Come vivi la nuova città?
Io vivo a Roskilde, una città a circa 30km da Copenaghen di grandezza simile a Macerata. Non vi abitano molti studenti in quanto la maggior parte preferisce abitare nella capitale e spostarsi giornalmente via treno. Ma ogni prima settimana di Luglio si trasforma ed ospita uno dei più grandi concerti rock europei, il Roskilde Festival. In quel periodo, anche il più tranquillo signore di mezza età danese si trasforma e si scatena come un quindicenne. A Roskilde è anche piacevole uscire per una passeggiata nel bosco o in riva mare, dove d’estate si concentra quasi tutta la popolazione della città, ma ammetto che d’inverno è abbastanza deserta e le persone preferiscono trascorrere la serata in casa dedicandosi alla propria famiglia.

Viaggi per lavoro?
Viaggio spesso per lavoro in Danimarca, dove raccolgo dati sulle tecniche di coltivazione delle alghe e a volte mi sposto per conferenze nazionali o internazionali.

roskilde festival (2)Che impressione hai degli altri paesi?
Mi piace viaggiare e, quando lo faccio, cerco di immergermi il più possibile nella cultura e atmosfera del paese che visito. Mi piacerebbe visitare i paesi dai quali molti degli amici internazionali che ho conosciuto provengono. Ovviamente però, se ho l’occasione di prendermi qualche giorno di ferie, preferisco tornare a Macerata per passare del tempo con la mia ragazza, la famiglia e gli amici che ho lasciato là.

Nel futuro pensi di tornare a Macerata o in Italia?
Certamente mi piacerebbe tornare a “casa” ma, specialmente in campo accademico, non sembra un buon momento. Sarei disposto a lasciare la carriera accademica per un lavoro diverso, in cui possa comunque utilizzare le conoscenze acquisite finora e rispettato per il lavoro che svolgo. Per essere chiaro, non tornerei per uno stage sottopagato o un apprendistato rinnovato ogni sei mesi. È molto importante secondo me che i giovani laureati oggi siano pronti ad essere flessibili ma devono anche essere rispettati per il lavoro che svolgono e l’educazione acquisita.
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Che cosa non ti piace della tua vita all’estero?
Mi rattrista a volte la nostra reputazione in quanto italiani. La parola “Italian style” o “mafia style” viene spesso usata da danesi o altri internazionali per descrivere comportamenti illegali o furbeschi, che è come dire “ti sei comportato da italiano”. Vi lascio poi immaginare le discussioni sulla politica…

Ti senti adeguatamente remunerato?
Sì, decisamente. Nonostante la tassazione sia molto alta, ricevo (a lordo) tre volte lo stipendio della stessa figura professionale in Italia. Che non si sparga troppo la voce!

Il costo della vita è alto? Come ti sei organizzato?
In media sì. Per esempio l’automobile è costosa e molte sono le tasse associate. Molti, me compreso, preferiscono quindi la bici. Anche i mezzi pubblici non sono economici, così come i ristoranti e gli alcolici. In compenso al supermercato i prodotti non sono molto più costosi. In particolare i prodotti “bio” costano a volte meno dei prodotti convenzionali.

Quali tipi di lavoro si trovano con più facilità nel posto in cui vivi?
Se parliamo di lavoro per stranieri, è possibile essere accettati per un lavoro all’università, con l’adeguata educazione e una buona conoscenza dell’inglese. Per gli altri lavori, ovviamente, vengono privilegiati i danesi in quanto possono comunicare con i potenziali colleghi più facilmente in danese.

Ci sono altri Italiani? Quanti? Hanno un club? Ci sono ristoranti italiani? Come si mangia?
Ci sono moltissimi italiani. Nel centro in cui lavoro siamo la seconda più grande comunità dopo la cinese. Purtroppo non so fornirle statistiche attendibili in quanto molti sono studenti di passaggio. Ci sono diversi ristoranti italiani ma spesso sono gestiti da extracomunitari. Non posso lamentarmi del cibo, al supermercato si possono trovare quasi gli stessi prodotti dei supermercati italiani.

DSC09173Rimpiangi qualcosa dell’Italia o delle Marche?
Mi dispiace soprattutto il dover restare separato dalla mia ragazza, che attualmente lavora in Italia. Mi dispiace poi il fatto che nelle Marche ci sia il potenziale per avviare nuove opportunità di lavoro per diverse figure professionali, anche in campo ambientale, ma questo non viene fatto. Mi dispiace il fatto che potremmo facilmente copiare iniziative o modi di gestione dalla Danimarca ma non venga fatto. Ad esempio qui, una vecchia centrale elettrica a carbone è stata riconvertita in centro polifunzionale con palestre, cinema, ristorante e sale conferenza. È triste vedere che ogni volta che torno a casa, trovo un nuovo centro commerciale, ma i vecchi capannoni industriali lungo la tangenziale Civitanova-Macerata restano vuoti e abbandonati.

IMG_0582Quale è stata l’esperienza più bella o le esperienze che hai fatto da quando sei fuori ?
Un’esperienza curiosa è stata le elezioni comunali di Roskilde alle quali ho potuto partecipare in quanto cittadino dell’unione europea. Mi hanno colpito in quanto molto rappresentative della società danese. La procedura è stata semplice e veloce: ho semplicemente ricevuto una cartolina per corrispondenza con il mio nome e codice fiscale stampato qualche giorno prima. Mi sono recato al seggio situato in una scuola del quartiere in cui abito. Al seggio non era presente nessuna forza dell’ordine armata. Presentata la cartolina agli scrutinanti, ho ricevuto la scheda elettorale (stampata su un normale foglio A3) senza bisogno di presentare alcun documento. Ho aspettato meno di un minuto per poter votare. Molti danesi non chiudevano neanche le tendine della cabina elettorale. Non è necessario ripiegare la scheda elettorale in maniera particolare (alcuni non l’hanno neanche piegata) e la inserisci autonomamente in grandi scatoloni gialli. È sbalorditivo la fiducia dello Stato nel cittadino danese. E devo ammettere che la fiducia è spesso reciproca. Invidiabile!

Ogni quanto tempo ritorni?
Cerco di tornare ogni tre mesi ma devo ammettere che Macerata è collegata molto male con la Danimarca. É un peccato che l’aeroporto di Falconara non sia valorizzato adeguatamente.

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