Poliziotto muore a 53 anni,
dolore per Gionata Sclavi:
«Un collega esemplare»
SAN GINESIO - Si è spento a Modena dove viveva. Lavorava alla Digos della questura emiliana. L'amico Andrea Merli: «Il vuoto che lasci è immenso, ma la traccia della tua bontà e del tuo spirito non se ne andrà mai»

Gionata Sclavi
di Francesca Marsili
Una vita dedicata alla divisa, al servizio e alla comunità, interrotta troppo presto. Gionata Sclavi, sovrintendente di Polizia originario di San Ginesio, è morto a 53 anni, dopo una lunga malattia. Il suo cuore ha smesso di battere ieri mattina, a Modena, dove viveva e lavorava in servizio alla Digos.
Sclavi ha dedicato tutta la sua vita al servizio della cittadinanza e alla tutela della sicurezza, operando con straordinaria professionalità, spirito di servizio e dedizione sul territorio modenese. Nel corso della sua carriera in prima linea ha prestato servizio nella polizia stradale, in particolare nella Sottosezione di Modena Nord, e successivamente negli uffici della questura di Modena, distinguendosi tra la squadra Volante, la Digos e l’ufficio Scorte. In quest’ultimo ruolo ha gestito con cura le misure di protezione per numerosi politici e personaggi pubblici, tra cui Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, e l’ex ministro Carlo Giovanardi.
La malattia lo aveva costretto a una lunga battaglia, affrontata con coraggio e senza mai essere solo. Accanto a lui, fino alla fine, c’è stata la moglie Rossana, che lo ha accompagnato durante questo difficile percorso. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio non solo a Modena, dove colleghi e amici ne ricordano la generosità e l’impegno, ma anche nella comunità ginesina e nei paesi vicini.
A tracciare un ritratto intimo e commosso è l’amico sarnanese Andrea Merli. «Ci sono persone che incontrando il tuo cammino non diventano solo colleghi, ma amici e fratelli. Gionata era una persona speciale, un gigante con un cuore gigante, capace di regalarti un sorriso anche nelle giornate più pesanti e di esserci sempre, senza riserve. Oggi la polizia di Stato e chi lo conosceva perdono un uomo speciale, un collega esemplare. Il vuoto che lasci è immenso, ma la traccia della tua bontà e del tuo spirito non se ne andrà mai».
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati da San Ginesio dove tornava spesso e dove vivono i genitori e il fratello Alex, dipendente del Comune. «Ti ricorderò sempre allegro e scanzonato come eri da bambino, il nostro gigante buono», lo ricorda così l’amica d’infanzia Laura.
«Ci vedevamo poco – aggiunge Stefania -. Eri una persona vera, sincera, un amico per tutti. Dispiace pensare a tutte le volte che ci siamo detti “ci vediamo” credendo di avere ancora tanto tempo. Buon viaggio, amico mio. Fa male sapere che quel “ci vediamo” non arriverà più. Resterai nei ricordi e nel cuore di chi ti ha voluto bene».
Dopo l’ultimo saluto celebrato a Modena nella chiesa della Sacra Famiglia, le ceneri di Sclavi faranno ritorno a San Ginesio sabato dove alle 16, nella chiesa Centro di Comunità, sarà celebrata una messa in suffragio.