Carlos Pallotti,
imprenditore argentino-marchigiano:
“Collaboriamo per crescere insieme”

L'INTERVISTA - Da Macerata a Santa Fè la storia di una famiglia operosa come nella nostra tradizione
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carlos-pallotti-2di Maria Cristina Pasquali

Alla scoperta dei maceratesi nel mondo abbiamo intervistato Carlos Pallotti, presidente di Marchigianar (Associacion de impresarios Marchigianos en la Republica de Argentina.

Signor Carlos ci racconti un po’ la storia della sua famiglia maceratese emigrata in Argentina…  

Mio nonno maceratese Agostino Pallotto  nel 1896 (117 anni fa) emigrò in Argentina e cambiò il suo cognome in Pallotti. Prese in moglie una Lorenzetti di Macerata ed ebbe 5 figli. Si installarono  nella provincia di Santa Fé, a Reconquista  a circa 1000 km a nord di Buenos Aires. La prima emigrazione italiana della fine dell’ottocento era formata da artigiani e contadini proprietari,  a cui lo Stato argentino offriva la terra da lavorare. Alcuni piemontesi e lombardi vennero a cercare contadini nelle Marche. L’Argentina era popolata da gauchos che però non sapevano lavorare la terra  (la Regione e l’Arcidiocesi di Loreto hanno inaugurato domenica scorsa (30 giugno) a Loreto una mostra sull’arte gauchesca). Pertanto i miei nonni, con molto sacrificio, si comprarono una casa e realizzarono un hotel che nel tempo divento importante e remunerativo.

Carlos Pallotti

Carlos Pallotti

Mio nonno chiamò poi anche il fratello Cesare, nonno di Marina Pallotto  nella cui abitazione risiedo in questi giorni e che ringrazio per la sua gentile ospitalità. Cesare aveva  aveva già 3 figli, i quali restarono per diversi anni in Argentina, guadagnarono un pò di soldi e poi rientrarono a Macerata. Invece mio nonno Agostino ebbe 5 figli che sono tutti restati in Argentina , hanno studiato e fatto carriera. Uno dirigeva un’azienda di trasporti, due sono diventati dirigenti a livello regionale nel campo dell’educazione , uno è morto, e mio padre era ingegnere chimico. Pertanto è lodevole il fatto che, pur essendo l’avventura argentina cominciata da una famiglia di  semianalfabeti, i miei nonni abbiano  avuto l’orgoglio e la tenacia di migliorare la loro posizione sociale ed economica specialmente dei loro figli.
pallotti-5Una bella storia si potrebbe dire… In realtà questa è la storia di molti marchigiani in Argentina (1 milione e mezzo circa). Ce sono veramente tanti che hanno fatto carriera e si sono distinti nei rispettivi campi. Il viceministro di scienza e tecnologia è un marchigiano (Alessandro Ceccato), un famoso giocatore di football è di famiglia marchigiana (Lionel Messi) e così anche un altro famoso giocatore di basket (Manuel Ginobili)  ma ci  sono molti altri esempi.

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Carlos Pallotti con Gian Mario Spacca

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La famiglia di Agostino Pallotto

Ma lei in Argentina di che cosa si occupa? 

Sono ingegnere informatico  e risiedo a Buenos Aires. Sono proprietario di un’impresa informatica che ha ricevuto molti riconoscimenti in Argentina per cui  sono diventato presidente dell’Associazione degli imprenditori nel campo dell’Information Technology. Sono inoltre presidente di Marchigianar (Associazione imprenditori marchigiani in Argentina). Mi trovo qui in questi giorni per stipulare  un accordo fra l’Università di Camerino e la Fundation Sadosky. Devo creare contatti con due aziende delle Marche e incontrare Spacca o qualcuno della fondazione E-Capital.

Ci sono programmi da portare avanti con la Regione? 

Sono 8 anni che collaboro con la Regione Marche e con Gian Mario Spacca. Abbiamo organizzato tre Forum (2 in Argentina e 1 a Civitanova 4 anni fa).  Le iniziative in programma sono: 1. Programma eCapital : concorso di giovani laureati imprenditori per   convertire una idea in una azione. I finanziamenti provengono in parte dalla Regione Marche , in parte dal Governo argentino.  2. Costituzione di un ponte tra Italia e Argentina per facilitare le aziende italiane che vogliono venire in Argentina o le aziende argentine che volessero farsi conoscere in Italia. 3. Opportunità di Joint venture . Domani andrò a firmare un accordo con Università di Camerino per la ricerca e lo sviluppo di dispositivi elettronici per anziani. Ci sono 14 aziende argentine interessate  e circa 40 marchigiane. Per la regione sarà responsabile Unicam. Questo progetto è iniziato lo scorso hanno quando Spacca ha firmato l’accordo con il ministro argentino di scienze e tecnologia a Buenos Aires.
Passiamo a commenti più personali. Che impressione ha avuto la prima volta che è venuto in Italia?  Sono venuto per la prima volta in Italia 15 anni fa come turista, poi dopo aver attivato numerosi contatti, sono venuto come imprenditore eppoi come Presidente dell’Associazione. Questa è la quinta volte che vengo in Italia. Quando sono venuto la prima volta  in Italia, ho avuto subito la sensazione di essere a casa mia.

E nelle Marche?

 L’imprenditore argentino di origine marchigiana ha molte cose in comune con questo territorio. E’ una persona laboriosa e tenace che usa tutta la sua energia per andare avanti e superare i problemi del rischio imprenditoriale. Inoltre  l’imprenditore di origine marchigiana tende ad essere molto indipendente ma ha qualche difficoltà a  lavorare in grandi imprese. E’ una caratteristica molto marcata, non molto al passo con i tempi in quanto ora bisogna saper lavorare in grande. In Argentina in questo momento c’è un boom  di imprenditori  giovani (l’ottanta per cento).

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L’associazione Marchigianar


Che altre differenze o somiglianze nota tra le Marche e le Regioni Argentine  e fra marchigiani ed argentini di origine marchigiana?

 La famiglia Pallotti è molto grande e ci sono tanti nipoti delle famiglie di origine. Il padre di Andrea Pallotto di Macerata era già venuto in Argentina 50 anni fa ed era stato accolto con molta familiarità . Io mi ricordo di quell’incontro. L’ospitalità e la familiarità è qualcosa che ci accomuna. Tuttavia i due paesi (Italia e Argentina ) sono simili ma non uguali. In Italia c’è maggiore distribuzione della ricchezza, mentre in Argentina ci sono ancora molte sacche di povertà. Il paesaggio marchigiano è collinoso, variegato e concentrato, mentre in Argentina abbiamo grandi distese di terra. Una fattoria può arrivare anche a 10 mila ettari. Una piccola fattoria  200 ettari. L’Argentina è quattro volte l’Italia . Si possono percorrere centinaia e centinaia di chlometri  senza mai incontrare una città….. solo paesaggi naturali. L’Argentina ama molto, come tutto il mondo, l’arte la cultura e la storia italiana, ma condivide le stesse difficoltà per quanto riguarda gli aspetti politici. Anche da noi c’è molto disordine ed a volte poca serietà nella gestione politica. Siamo anche noi poco preparati. Ci manca lo spirito di squadra come già detto, tendiamo ad assere individualisti e frammentati come in Italia  cosa che non succede in altri paesi  come la Germania, la Cina, gli  Stati Uniti.

E con il Comune di Macerata ci sono iniziative?

 Con il comune di Macerata stiamo tentando di attivare un gemellaggio con il Comune di Rafaela nel distretto di Santa Fè che abbia anche risvolti culturali e territoriali. Infine stiamo anche tentando di portare in Argentina la compagnia maceratese CTR (ex Tema e Oreste Calabresi) per una tournée di 15 giorni  nella province di Santa Fè e La Plata. Siamo molto contenti di essere riusciti a ricucire  e  mantenere vivi i rapporti con il nostro paese di origine e questo si nota anche dai sempre piu frequenti scambi di visite che ci sono fra i due  paesi

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La famiglia di Carlos Pallotti

(A Marina Pallotto) Per tale ragione le chiedo quale è stata la sorpresa più piacevole che ha  avuto in Argentina durante il suo recente viaggio e che impressione ne ha tratto?

 Ho fatto questo viaggio andando alla ricerca delle mie radici; ho voluto ritrovare i luoghi in cui mio padre è vissuto per tanti anni e che ricordavo nei suoi racconti e nelle canzoncine che mi cantava in castillano. Ricordo che mi parlava del nonno che era giardiniere e della nonna che vendeva gelati. Lui è stato l’unico dei tre fratelli che non è mai ritornato in Argentina e credo che sia stato il suo più grande rimpianto. Per questo ho sentito di dover fare questo viaggio anche per lui. E’ stato bellissimo ed emozionante. In un viaggio di 4000 km “On the road” da Buenos Aires fin quasi al Brasile abbiamo incontrato più di 100 parenti da la Plata, a Rosario e Formosa, da Santa fe a Reconquista  Posadas e Misiones. Abbiamo ritrovato i luoghi dei nostri nonni, l’albergo costruito dai Pallotti che tuttora è adibito ad ostello, i giardini a Reconquista che nonno Cesare ha contribuito a creare, la chiesa dove i miei zii hanno fatto la prima comunione. La sorpresa più grande è stata la gente: affettuosissima, avvolgente, generosa,  tutte caratteristiche che (forse) in Italia, stiamo un po’ perdendo.   Come dice mio cugino Cesar un luogo è la sua gente e davvero ci siamo sentiti come a casa.  Spero che questo legame che abbiamo consolidato si traduca poi in un rinnovato impegno, da parte dei nostri figli, a continuare i rapporti di affetto e di amicizia che abbiamo instaurato. Ringrazio, a questo proposito, i miei cugini Andrea e Carlos che sono stati quelli che più hanno lavorato nella ricostruzione di un albero genealogico della nostra famiglia che risale alla seconda metà dell’800. Senza di loro tanti contatti sarebbero andati perduti. Ora la nostra famiglia è ancora più grande


 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 



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