Mauro Astolfi e la vita in Oman
“I miei figli contano in arabo”

MACERATESI NEL MONDO/30^ puntata - 40 anni, nato e cresciuto a Macerata, dove si è laureato in Economia Bancaria, si è stabilito a Muscat con la sua famiglia. Lavora per una multinazionale italiana come responsabile finanziario: "Sei anni in Africa e sei anni in Medio Oriente ricchi di avventure"
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Mauro Astolfi nell'Oman

Mauro Astolfi nell’Oman

di Maria Cristina Pasquali

Visto il successo strepitoso della manifestazione “Marche Endurance Lifestyle” (Numana) dedicata ai nostri rapporti di lavoro sport turismo e business con gli Emirati Arabi, dopo aver pubblicato già qualche tempo fa l’intervista su Andrea Acciarresi che vive e lavora come “Lighting designer” a Dubai (leggi l’articolo), proponiamo oggi un’ intervista ad un nostro concittadino che vive in Oman, Mauro Astolfi e che lavora come responsabile finanziario di una compagnia di Cesena. Così potrete già “avere un assaggio” del mondo degli emirati un tempo lontano anni luce se non altro per le differenze culturali e religiose, ma che si sta avvicinando a noi a grandi passi.
Nato a Macerata nel 1974, Mauro Astolfi si è diplomato in ragioneria all’ Itc Gentili. Successivamente ha terminato gli studi universitari (sempre a Macerata) laureandosi in Economia bancaria nel 2003.

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La famiglia Astolfi

Da quanto tempo sei fuori Italia?
Per lavoro sono partito venerdì 26 aprile 2002 (certe date non si dimenticano). Partenza dall’aeroporto di Ancona con destinazione Lagos – Nigeria. Però durante gli studi universitari avevo già vissuto 6 mesi in Svezia (Umea) nel 2000 per il progetto Erasmus (e da allora praticamente non mi sono più fermato). Nell’estate del 2001 ero stato due mesi in Spagna (Malaga) per un corso di spagnolo.
In Nigeria ho vissuto per 6 anni. A dicembre del 2008, la compagnia per cui lavoravo mi ha trasferito in Qatar (Doha) dove ho vissuto fino a gennaio 2013. Poi, sempre per motivi di lavoro (e sempre per la stessa compagnia), mi sono trasferito nella capitale dell’Oman, Muscat.

Parlaci del tuo lavoro attuale.
La compagnia per cui lavoro è una multinazionale italiana (con sede a Cesena) specializzata in opere ingegneristiche per il sottosuolo ed ha sedi sparse un po’ in tutto il mondo (da America, in Asia, Africa, etc). Attualmente sono il responsabile finanziario per la loro filiale in Oman. Ho sempre lavorato per loro.
A Lagos, Nigeria mi occupavo della contabilità e la mia posizione era di assistente del “financial manager”. Poi nel 2008, la compagnia mi ha proposto la posizione di responsabile finanziario in Qatar dove hanno una filiale locale. Nel luglio del 2012, vista la partenza del collega che lavorava nella sede in Oman, la compagnia mi ha chiesto di gestire la parte amministrativa e finanziaria anche della loro filiale in Oman e quindi da quella data, e fino ad oggi, gestisco il lavoro su entrambe le filiali (Qatar ed Oman)
Nel gennaio del 2013 – visto che la mole di lavoro era maggiore in Oman rispetto al Qatar e quindi mi si richiedeva una maggiore presenza a Muscat, mi sono trasferito in Oman dove attualmente vivo.In pratica, dal luglio del 2012 devo prendere un aereo a settimana per seguire il lavoro in loco.

 

Lagos Nigeria

Lagos Nigeria

Come ti senti in questo nuovo mondo?
Molto bene. È come un’avventura che rende la vita quotidiana più interessante. L’importante è ovviamente stare bene con se stessi e con la propria famiglia – questo è un presupposto necessario per godersi la vita. Però vivere all’estero sicuramente rende più facile il verificarsi di eventi, incontri o serate che vanno al di fuori dalla normale routine.
Nessuna sorpresa se oggi si è a cena con amici Arabi, domani magari con Americani o che si organizzi per il prossimo weekend una giornata al mare con Europei. E quindi si conoscono persone nuove, cose nuove, tradizioni diverse e modi di pensare differenti – che magari non condivido, ma non per questo li considero sbagliati. Ci si arricchisce di esperienze senza rendersene conto. Ma la cosa importante e prendere atto che esistono diverse “opzioni” e si può scegliere.

Quali altri piaceri si hanno vivendo all’estero?
Per esempio assaggiare piatti e cucine da tutto il mondo, anche se una volta, gli amici filippini di mia moglie mi hanno fatto provare il balut e ho chiesto: “cosa è?”. In pratica è un uovo di anatra fecondato, al cui interno si trova l’embrione, ma questo ovviamente me lo hanno detto solo dopo: ho visto che loro lo mangiavano, e quindi…non mi sono posto alcun problema però non sono andato oltre il primo morso.

Il matrimonio di Mauro Astolfi e

Il matrimonio di Mauro e Agnes

Perché hai lasciato il tuo paese?
Mi è stata offerta una possibilità di lavoro e, anche se si trattava di lavorare in Nigeria, ho detto: “perché no? Andare via dall’Italia non era una cosa programmata, ma l’ho sempre considerata un’opzione. Devo dire che un aiuto importante mi è stato dato dai miei genitori che, alla notizia dell’offerta di lavoro in Africa hanno detto “Vai, se non ti piace, torni. La porta di casa è sempre aperta”. Dopo questo è stato ancora più facile confermare la mia decisione che comunque nella mia mente avevo già preso.
Sarebbe stata dura vivere una vita con il “rimpianto” di chiedersi “chissà cosa sarebbe successo se fossi partito per l’Africa?”

Ogni quanto tempo ritorni?
Almeno una volta l’anno.

Com’è il carattere e la vita della gente nella nazione in cui vivi?
In Oman la gente è molto cordiale. Molto educati e gentili.

oman 3Dove abiti? Come vivi la nuova città?
Ora vivo a Muscat – capitale dell’Oman. Muscat è una città che mantiene molto della cultura e dello stile arabo, non ci sono i grattacieli e i centri commerciali di Dubai per intenderci. La vita sociale è più soft in quanto non ci sono tutti i l locali che magari si possono trovare in altri grandi città. Ogni tanto se ne sente la mancanza, non perché non ce ne siano in Oman, ma sono pochi (scelta limitata). In ogni caso, le giornate scorrono via veloci al lavoro durante il giorno, le serate a casa con la famiglia o con gli amici. Il weekend è dedicato ai figli: praticamente sempre al mare. Nei mesi estivi, il caldo diventa un problema (È stato curioso vedere nel termostato della macchina i 51 gradi di temperatura a Doha) per questo magari cerchiamo di prenderci le vacanze durante i mesi estivi tornando in Italia– (la mia famiglia per tutta l’estate io per le mie ferie).

Se viaggi per lavoro dove viaggi?
Vado praticamente in aereo tutte le settimane a Doha, Qatar dove ancora ricopro la posizione di responsabile finanziario. Mi fermo un paio di giorni per poi tornare in Oman.

oman4Se viaggi, che impressione hai degli altri paesi?
Adoro viaggiare e per mia fortuna a mia moglie piace anche di più. Durante le ferie o quando magari ci sono di 3 o 4 giorni “off” dal lavoro, cerchiamo di muoverci: qualche mese fa siamo andati 4 giorni in Sri-Lanka (dove i figli hanno potuto cavalcare un elefante) mentre ora la nostra attenzione per le vacanze si sta dirigendo verso la Korea – vedremo cosa fare.
I paesi vanno visitati e capiti anche nella loro “quotidianità”: Certo andiamo a vedere le attrazioni turistiche principali e famose, ma è bello anche osservare i piccoli negozi e / o locali come vive la gente del posto: questo ti permettere di capire come vivono persone con un back-ground culturale totalmente diverso dal tuo.

Nel futuro pensi di tornare a Macerata o in Italia?
Non lo escludo, ma al momento non è in programma. Forse il lavoro un giorno mi riporterà in Italia. Ma al momento mi piace l’idea di questa esperienza e finché mia moglie continuerà ad essere della mia stessa opinione e mi offre il suo supporto quotidiano, continueremo con i nostri figli a goderci questo tipo di vita.
Al momento, più che un ritorno in Italia, forse sarebbe bello iniziare una nuova esperienza in un altro paese – vedremo quello che succederà (non nascondo che mi piacerebbe fare una esperienza di vita in Asia).

Che cosa non ti piace della tua vita all’estero?
La vita all’estero non è semplice: visto che si è lontani da quelli che per anni sono stati dei punti fermi (genitori o gli amici di infanzia), nei momenti difficili bisogna essere forti con se stessi e trovare il modo di superare i problemi. Vivere all’estero non è come fare una vacanza, male che vada, dopo una settimana si ritorna a casa.
Il primo mese in Nigeria per esempio è stato un dramma: mi ricordo ancora il tragitto dall’aeroporto al mio alloggio – fatto di notte, alle 11 di sera: in 30 minuti di tragitto, almeno 4 o 5 check-point della polizia, con fucili bene in mostra vicino ai finestrini, che rallentavano le macchine per le verifiche. A me sembravano in assetto militare, ma l’autista che guidava la macchina mi ha detto: “niente, niente, normali controlli, perché?’ – mi sono detto “speriamo bene”.
E per almeno un mese, non c’è stato giorno che non ho pensato di rinunciare e tornare a casa. Pensavo “chi me lo ha fatto fare, ma perché sono qui?”. Parlare al telefono in inglese era improponibile – io non capivo nessuno, nessuno capiva me. Per fortuna poi, il lavoro era interessante, le difficoltà iniziali sono diventate esperienze, i colleghi sono diventati amici ed è iniziata l’avventura.
A complicare un po’ l’inserimento in Nigeria era lo studio: quando sono partito, avevo completato tutti gli esami universitari, ma dovevo ancora iniziare la tesi. Ovviamente non potevo e non volevo buttare via tutto. La sera quindi spesso dovevo rinunciare ad uscite con gli amici per mettermi sopra i libri e computer: Alla fine comunque la laurea è arrivata.

oman 10È facile spostarsi per trasferimento da un paese all’altro?
Muoversi da un paese all’altro a parole sembra semplice, ma vuol dire cominciare tutto da capo: farsi nuovi amici, sistemare una nuova casa, conoscere le strade, trovare il giusto negozio in cui comprare da mangiare – alcune cose sembrano banali, ma sono il quotidiano.
Avere comunque una moglie che al 100% è in linea con lo stile di vita che abbiamo scelto rende tutto più facile – e lei è bravissima a organizzare tutto quello che è necessario: senza di lei non sarei così ottimista e propositivo.
Alcuni potrebbero pensare che con questa scelta di vita non si abbia una propria “casa”: per me la mia casa è dove sta la mia famiglia, il resto è un contorno.

Ti senti adeguatamente remunerato?
Sinceramente si. Dal punto di vista professionale mi hanno fatto fare quello che credo sia una giusta esperienza per offrirmi la massima formazione professionale possibile, per poi assegnarmi il ruolo di responsabilità che attualmente ricopro.

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Mauro con la moglie Agnes

Il costo della vita è alto? Come ti sei organizzato?
La compagnia per cui lavoro provvede ad un alloggio per me e per la mia famiglia. Mi sono sposato nel 2007 con una ragazza filippina che ho conosciuto in Nigeria. Agnes (mia moglie),  che è un ingegnere ambientale, lavorava a Lagos come consulente e ci siamo conosciuti tramite amici comuni in una discoteca del posto. Da quel momento la mia vita è stata più bella e facile: lei mi ha seguito quando la mia Compagnia mi ha trasferito in Qatar e poi in Oman.
Nel febbraio del 2009 è nata Asia (a Manila) e nel 2010 nostro figlio Aidan (In Qatar): mi ricordo quando ho dovuto sottomettere dei documenti per il cambio di residenza dal Qatar in Oman. Certificato di matrimonio: da presentare all’Ambasciata Italiana.
Certificato di nascita di mia figlia Asia (nata a Manila): da presentare in Oman all’Ambasciata delle Filippine.
Certificato di nascita di mio figlio Aidan (nato a Doha): da presentare in Oman presso l’Ambasciata del Qatar.
Io, per tutta la vita, avevo sempre e solo scritto “62100 Macerata”!

Quali tipi di lavoro si trovano con più facilità nel posto in cui vivi?
In Oman, ma nel golfo in generale, il settore delle costruzioni è abbastanza “in movimento”, ci sono diverse richieste di ingegneri o persone del settore delle costruzioni.

Ci sono altri Italiani? Quanti? Hanno un club? Ci sono ristoranti italiani? Come si mangia?
Ci sono diversi italiani che vivono in Oman – credo circa 200 al momento. Non esiste un “club” riservato, ma è facile incontrare qualcuno in un ristorante locale dove il pizzaiolo stesso è “Made in Italy – di Napoli”. Frequento alcuni italiani, sia colleghi che amici conosciuti qui.

Doha Quatar

Doha Quatar

Rimpiangi qualcosa dell’Italia o delle Marche?
La risposta credo sia scontata – di Macerata mi manca il contatto quotidiano con i miei genitori e con mio fratello e la classica “birra” con gli amici con cui sono cresciuto. Internet / Skype comunque aiutano molto – nel tenersi in contatto.
Bello comunque è organizzare il rientro –. In quel momento inizia il “tam tam” e tutti gli amici si cominciano a mobilitare per organizzare cene, serate, pizzate etc. Basta rivedersi un attimo ed in quel momento sembra non essere mai partiti.

Quale è stata l’esperienza più bella o le esperienze che hai fatto da quando sei fuori?
Ormai sono 12 anni che vivo fuori Italia – di cui 6 in Africa e 6 in Medio Oriente (in due paesi vicini, ma diversi), difficile raccontare un episodio specifico. È bello quando gli amici ti vengono a trovare (i miei genitori sono venuti sia in Nigeria che in Qatar) e far vedere loro i posti dove vivi. La cosa bella è essere a contatto con altre culture e persone di altri continenti, vedere come vivono, come pensano e fare tuo quello che credi sia corretto.
Allo stesso tempo è un piacere vedere i miei figli crescere già esposti a queste esperienze: parlano normalmente inglese, ma capiscono perfettamente sia l’italiano che il filippino e riescono a contare anche in Arabo (magari potessi io!).
“Qualche mese fa alla Royal opera House di Muscat è venuta l’orchestra di Macerata a suonare che ovviamente sono andato a vedere!!!!. E’ stato molto emozionante ascoltarli e bello sentire alla radio “from Macerata!!!!”

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