Multa all’auto di una disabile:
in sosta mentre pulivano la strada.
«Pronti al ricorso, questione di principio»
CIVITANOVA - La sanzione fatta dalla polizia locale in viale IV Novembre. Il legale, l'avvocato Pier Paolo Persichini: «I veicoli muniti di contrassegno possono circolare e sostare anche in presenza di limitazioni, divieti o obblighi, permanenti o temporanei, purché non si determini un grave intralcio al traffico»

di Laura Boccanera
Multa all’auto di una disabile, la proprietaria fa istanza di autotutela: «pronti a fare ricorso al giudice di pace, non è per la multa, ma è il principio, ignorata completamente la presenza del contrassegno».
Una sanzione per divieto di sosta di circa 30 euro si trasforma in un caso per il mancato rispetto dei diritti delle persone con disabilità. È quanto accaduto a Civitanova questa mattina dove un’auto di proprietà di una donna disabile, regolarmente munita del contrassegno, è stata sanzionata in viale IV novembre, di fronte all’abitazione della signora, perché lasciata in sosta durante il divieto temporaneo legato alle esigenze di pulizia della strada. Al momento dell’accertamento era presente la figlia della proprietaria, che ha segnalato agli agenti la condizione della madre e la regolare esposizione del contrassegno.

«L’articolo 11 del Dpr n. 503 del 1996 prevede che i veicoli al servizio delle persone titolari del contrassegno possano circolare e sostare anche in presenza di obblighi o divieti, permanenti o temporanei, purché ciò non determini un grave intralcio al traffico. La normativa non attribuisce un’immunità indiscriminata, ma impone almeno una valutazione concreta, attenta e consapevole delle circostanze. E proprio questo sembra essere mancato – spiega l’avvocato Pier Paolo Persichini al quale la famiglia si è rivolta – la signora è originaria di Civitanova e trascorre al mare i mesi estivi. Ad inizio giugno era capitata la stessa cosa, ma non aveva esposto il contrassegno disabili. Il vigile presente al momento in quell’occasione aveva riferito infatti che bastava esponesse il contrassegno e difatti per tutta l’estate, non è stata mai rilevata l’infrazione. Oltretutto l’auto è una piccola Panda e non intralcia il traffico che ormai a settembre sul lungomare alle 6 del mattino è pressoché inesistente».

L’avvocato Pier Paolo Persichini
L’avvocato contesta inoltre che nel verbale non ci sia traccia delle lamentele della figlia della proprietaria dell’auto: «Nel preavviso di accertamento non sarebbero state annotate né la presenza della figlia né le osservazioni formulate sul posto. Non sarebbe stata inoltre riportata l’esposizione del contrassegno, elemento ritenuto essenziale per valutare la situazione. Gli agenti hanno sostenuto che non fosse prevista alcuna deroga al divieto temporaneo e che la sanzione fosse pienamente legittima. Ma la norma prevede che i veicoli muniti di contrassegno possano circolare e sostare anche in presenza di limitazioni, divieti o obblighi, permanenti o temporanei, purché non si determini un grave intralcio al traffico. La questione riguarda anche la preparazione di chi è chiamato ad applicare le regole – prosegue l’avvocato – la capacità di ascoltare il cittadino e l’attenzione che le istituzioni devono riservare alle persone più fragili.
Una persona disabile non chiede privilegi. Chiede che i diritti riconosciuti dalla legge non rimangano parole scritte sulla carta e che il contrassegno esposto sul parabrezza non venga considerato un particolare irrilevante. Naturalmente sarà ora l’amministrazione comunale, investita di un’istanza di annullamento in autotutela, a verificare i fatti e ad assumere le proprie determinazioni. Ma, indipendentemente dall’esito del singolo procedimento, questa storia dovrebbe indurre a una riflessione più ampia. La formazione degli appartenenti alla Polizia locale non può limitarsi alla conoscenza delle fattispecie sanzionatorie. Deve comprendere anche le deroghe, le tutele speciali e la capacità di riconoscere le situazioni nelle quali la rigida applicazione di un divieto rischia di tradire la stessa finalità della legge».