Francesco Pietroni si è svedesizzato
“Galeotto fu l’Erasmus”

MACERATESI NEL MONDO - Con sua moglie Elin, ha scelto Umea come città in cui vivere con le sue due bambine
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Francesco Pietroni in vacanza con la sua famiglia

Quattro generazioni insieme: Francesco con la nonna, la mamma e sua figlia

Quattro generazioni insieme: Francesco con la nonna, la mamma e sua figlia

di Maria Cristina Pasquali

Non tutti i maceratesi espatriati scelgono il sud del mondo. Non sono molti però i maceratesi pronti a trapiantarsi senza troppi problemi nel nord della penisola scandinava per lavoro, decidendo anche di metter su famiglia e radici in un posto così freddo e lontano. E quando dico lontano mi riferisco soprattutto alla tipologia di vita e di persona svedese diversa da noi, almeno nel nostro immaginario collettivo. Per quanto possiamo essere tutti in qualche modo globalizzati è naturale pensare subito ad un universo molto lontano dal quartiere Pace, contrada Pace 23 di Macerata, dove l’intervistato di oggi è nato e cresciuto
Francesco Pietroni , maceratese purosangue, classe 1975, si definisce “ un emigrante moderno, nel senso che ho scelto di vivere all’estero, ma sono orgoglioso delle mie origini marchigiane che cerco di promuovere sempre e comunque”. Dall’ intervista emerge una personalità solida, pronta a viaggiare e curiosa di conoscere il mondo, preparata anche a prendersi le proprie responsabilita’ , che ama il lavoro e si prende cura della propria famiglia, insomma un maceratese DOC, che rappresenta bene il meglio della nostra terra.
Inizia così il racconto della sua vita :
“Galeotto fu l’Erasmus. Potrei riassumere così la mia storia perchè senza questo progetto di scambio tra università europee, probabilmente non avrei fatto il percorso e le scelte che mi hanno portato a vivere ad Umeå, città di 120.000 abitanti nel nord della Svezia, famosa come città delle betulle e per Stig Larsson, autore della trilogia “Millennium”, Riconosco che io stesso non sapevo quasi nulla di Umeå, che quest’anno è stata nominata capitale della cultura europea insieme con Riga (Lettonia), quando decisi di fare la domanda per la Borsa di studio e ringrazierò sempre Elisabetta Mattei che era in quel periodo la responsabile dell’ufficio internazionale all’università di Macerata per avermi consigliato in tal senso.

UMEA

La città di Umea

Che percorso di studi hai fatto?

Mi ero laureato in Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa all’Università di Macerata. Trascorsi quindi nella primavera del 1999, 6 mesi di studio alla ”Umeå Business School” e durante quel periodo ho conosciuto Elin, che poi è diventata mia moglie nel 2009 e ho iniziato a scoprire e ad interessarmi di quello che è la mia attuale professione, lo sviluppo commerciale a livello internazionale. Dopo l’Erasmus ad Umea ho inserito nel corso di studi diverse materie aziendali, Marketing, Economia internazionale etc…ed in tal modo il titolo mi è stato riconosciuto anche in Svezia come Laurea in Economia Aziendale.

Hai avuto difficoltà ad inserirti in Svezia?

Nonostante la Svezia sia un Paese per tanti aspetti “ideale” nell’immaginario di molta gente, la scelta di trasferirmi e trasferirci qui non è stata immediata, perchè il legame con la mia terra, gli amici e con i miei cari è molto forte e non è stato facile “resettare” me stesso imparando da zero la lingua svedese, gli usi e le abitudini locali pur mantenendo la mia identità di italiano e maceratese, a cui non posso e non voglio rinunciare.

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Il matrimonio di Francesco e Elin

Dunque avete fatto tentativi di sistemarvi in Italia?

Non è stato tutto rose e fiori e ci sono stati strada facendo anche alcuni tentativi fallimentari, prima io nel 2002 mi trasferii a Västerås vicino Stoccolma, dove da neolaureato senza parlare svedese non sono riuscito a trovare un impiego soddisfacente e di conseguenza sono tornato alla base. Successivamente Elin a Macerata nel 2004 si rese conto che la possibilità di avere un’occupazione fissa sembrava davvero un miraggio.
A quel punto nel 2005, dopo aver ponderato tutti i pro e i contro, abbiamo capito che il nostro futuro e quello della nostra famiglia sarebbe stato in Svezia ed in particolare ad Umeå.

E si è rivelata una scelta giusta?

Sono trascorsi quasi 9 anni da quando nell’aprile del 2005 ho preso l’aereo per Umeå, consapevole delle difficoltà, ma anche delle tantissime opportunità che avrei incontrato e, a posteriori, sono convinto di aver fatto la scelta giusta perchè non avremmo potuto ottenere in Italia quello che abbiamo raggiunto in questo arco di tempo partendo da zero, una famiglia con 2 bambine meravigliose, una casa e 2 lavori gratificanti.
Io ora lavoro come Regional Sales Manager presso un’azienda svedese ORYX Simulations che sviluppa simulatori per la formazione di operatori che utilizzano mezzi pesanti quali Escavatori, Pale Gommate e Dumper. Collaboriamo con diverse multinazionali come la Volvo Construction equipment, Atlas Copco, ABB e Comatsu Forest. Io mi occupo della vendita promozione e supporto tecnico a vari rivenditori ed alle scuole di formazione nella mia area di competenza cioè Europa, Middle East, Africa e Nord America. Il lavoro è molto gratificante, ma comporta anche molti viaggi che non sono sempre facili da gestire, specialmente con due bambine in tenera età.
Mia moglie è stata recentemente promossa a “Head of Comprehensive Planning Unit Umeå, Kommun” cioè dirige l’ufficio che sviluppa il piano regolatore della città di Umea.

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Francesco nel bosco con le due figlie

Com’è  la vostra vita in Svezia?

La Svezia non è un Paese perfetto, ma la qualità della vita è alta. Certo dell’Italia mi mancano tante cose, soprattutto il clima, la pizza al taglio e i “vincisgrassi”, ma oggi le distanze si sono ridotte notevolmente grazie alla tecnologia ed Internet e mantenere i contatti con la famiglia di origine è più facile e riesco perfino a tenermi aggiornato su qualche “gossip” maceratese.
La vita quotidiana non è poi così diversa da quella in italiana, nel senso che il lavoro e gli impegni occupano gran parte della giornata, ma sicuramente il “welfare” ed il sistema svedese consentono alle famiglie di avere standard di vita buoni con la possibilità di coniugare le ambizioni professionali e la vita privata sia per l’uomo che per la donna.
In Svezia si pagano tante tasse ma si hanno anche tantissimi servizi!
Un esempio su tutti: i bambini non pagano il dentista fino a quando non compiono 20 anni! Una bella notizia non vi pare?
Certo in Italia tutto mi era più familiare , avevo tanti amici. Quando sto a Macerata mi rilasso e posso essere di più me stesso senza dover analizzare ogni situazione perchè nuova. Chiaramente nel corso degli anni questa sensazione è andata scemando in quanto mi sono integrato sempre più nel contesto e sistema attuale . Insomma mi sono “svedesizzato”.

Hai parlato prevalentemente degli aspetti positivi della Svezia … ci sono anche cose negative o spiacevoli? Insomma cosa ti piace proprio tanto e cosa non sopporti del Paese?

Mi piace molto l’organizzazione e la mancanza di burocrazia. In Svezia la maggior parte della documentazione è digitalizzata e disponibile via internet. Quindi non ho bisogno di fare code negli uffici, ma mi è sufficiente un collegamento alla rete con il quale posso gestire ciò di cui abbiamo bisogno in maniera efficace e rapida.
Ciò che non sopporto è l’ipocrisia . Tutto deve essere “politically correct” , ma in realtà esistono pregiudizi e direi un razzismo sommerso nei confronti degli emigrati extracomunitari in particolare.

Se viaggi anche per lavoro significa che sei veramente un maceratese proiettato nel mondo. Quali paesi o località ti sono piaciute di più?

Come ho già detto viaggio parecchio, ho fatto viaggi in Europa Medio Oriente ed in Africa. La mia impressione è che ci sono tantissimi bei posti da visitare in Europa e nel mondo ed è sempre affascinante conoscere nuove culture, mentalità, sapori anche se quando si viaggia per lavoro il tempo libero a disposizione è sempre limitato. Ad ogni modo alcune città dove vorrei tornare in vacanza sono Lisbona ed Atene.
Sono sempre stato accolto bene dovunque sia stato, ma forse uno dei pochi posti in cui non mi sono sentito a mio agio al 100% è stato nel sultanato dell’Oman a causa delle differenze culturali e di religione.

Casa-nostra-di-inverno

La casa della famiglia Pietroni d’inverno

Esiste un club di Italiani ad Umeå ? Vi frequentate? Coltivate la vostra italianità?

Ad Umeå ci sono diversi italiani e per ora abbiamo creato un gruppo su Facebook. Siamo una cinquantina, compresi gli italo-svedesi di seconda generazione, figli di coppie miste e di italiani che si sono trasferiti qui negli anni ’60. Coltiviamo la nostra italianità organizzando cene a base di cibi italiani, facili da reperire . Questo è anche un modo per far incontrare i bambini e permettere loro di ascoltare e praticare la nostra lingua.
Il sistema svedese ci aiuta poiché i nostri figli hanno diritto ad un’ora di lezione di lingua italiana alla settimana, a partire da 3 anni.

E’ vero che il carattere degli svedesi è molto diverso dal nostro?

Il clima influenza molto lo stato d’animo delle persone, di conseguenza è normale che gli svedesi siano più razionali, riflessivi,”quadrati” , più riservati in generale, ma anche leali ed affidabili e, una volta amici, puoi davvero contare su di loro per ogni cosa. In linea di massima noi italiani siamo più distesi, estroversi, spontanei e meno razionali.

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Francesco da bambino

In città c’è dunque un clima internazionale?

In rapporto al numero degli abitanti (120mila) l’ambiente è piuttosto internazionale anche grazie all’Università che ha circa 35.000 iscritti. Inoltre la Svezia ospita tanti rifugiati politici provenienti da Africa , Asia e Medio- Oriente.

Secondo te gli extracomunitari sono meglio integrati che da noi?

Le istituzioni ed il sistema Paese mettono a disposizione informazioni e strumenti come corsi di lingua e orientamento al lavoro per facilitare l’inserimento. Poi è ovvio che tutto dipenda dalla buona volontà e dall’iniziativa del singolo. In teoria dunque dovrebbero essere più integrati, ma non posso dirlo con certezza.

PRANZO-SVEDESE

Il pranzo svedese

Prevedi di restare sempre in Svezia oppure hai altri programmi per il futuro?

Tornerò un giorno, probabilmente da pensionato, ma sicuramente resterò in Svezia fino a quando le mie figlie non saranno maggiorenni e avranno intrapreso la loro vita indipendente. Da papà devo ammettere che come donne hanno più opportunità di realizzarsi qui piuttosto che in Italia a meno che non ci saranno dei cambiamenti radicali nei prossimi anni nella società e politica italiana.

In sostanza ogni quanto tornate in Italia?

Prevalentemente d’estate o durante le vacanze. C’è un bel collegamento aereo Ryanair Nykoping (100 km a sud di Stoccolma) Falconara che facilita relativamente le incursioni nel nostro Bel Paese.

 



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