Alessandro Cardini, Kiev, o cara!
“Quando feci gustare
i vincisgrassi a Putin…”

IL PERSONAGGIO - La laurea in Ingegneria elettronica, la musica (sopratutto) e la ristorazione nella vita del passotreiese, dal '96 in Ucraina (e dintorni). Una carriera come strumentista nella musica leggera in un trio tutto maceratese. "In un festival ripreso dalla Rai a Cefalù, il Cantamare, Zuccherto Fornaciari mi chiese stupito: 'Come avete fatto a stare qui?" Inoltre "Nel palazzo di Filippo Fratalocchi a Sant'Elpidio mare ho visto passare tutti i potenti dc di allora". Il ricordo del suocero Benito Raponi, cofondatore della Lube: "Un vero musicista!". "Nell'azienda di cucine ho collaborato con Luciano Sileoni. Avevamo un progetto: una fabbrica per assemblare cucine nella capitale ucraina". "A Rostov con il leader russo in pizzeria...".
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Panoramica Kiev

A. Cardini -Geneaio 2010di Maurizio Verdenelli

Scusi, pensa davvero di ritornare in Ucraina? Oppure farà come i sei giocatori stranieri dello Shakhtar che dopo l’amichevole in Francia a Donetsk non si sono più rivisti…

“Cheee?!! Io sogno e spesso mi trovo a parlare da solo in russo che, badi bene, ha una fortissima radice latina. Ecco perché l’ho imparato così bene, grazie all’insegnamento ricevuto al liceo Scientifico di Macerata. L’ucraino è praticamente un dialetto del russo. ‘Il Paese del grano’ è per me più di una seconda patria anche se non dimentico Passo Treia. Dal ’96 abito a Kiev, plocet Drusbi Narodiv (Piazza Pace tra i Popoli), ho il passaporto interno e torno in Italia un paio di volte l’anno per rivedere mia madre Anna, mio fratello Andrea, la mia ex moglie Betty Raponi con cui c’è sempre un buon rapporto e sopratutto mia figlia Anna Lucia, 21 anni, studentessa. Se tardo stavolta il ritorno ‘a casa’ dove mi aspetta Gianna, è soltanto perché me l’ha chiesto lei. Anna Lucia è ad Oslo, con il progetto Erasmus: il suo arrivo è atteso a giorni”.

Alessandro Cardini con il giornalista Maurizio VerdenelliCamicia marrone moderatamente hawaiana (“Un regalo del mio ex suocero, il compianto Benito, co-fondatore della Lube e bravo clarinettista”) Alessandro Cardini, 60 anni il 20 dicembre, ingegnere elettronico, musicista dal multiforme ingegno, perfino eno-gastronomo è un fiume in piena. “Pensi che perfino Vladimir Putin mi ha elogiato, dopo aver assaggiato i vincisgrassi…”

Putin???

“Sì, il n.1 del Cremlino. E’ accaduto alcuni anni fa a Rostov sul Don dove avevo collaborato all’apertura di un grande ristorante pizzeria di proprietà di Nucri Savvidi, fabbricante di sigarette, amico di Putin. A chiedermi consulenza era stato il figlio di Savvidi. Al momento dell’inaugurazione vengo presentato al presidente. Che mi dice con simpatia,  stringendomi la mano: ‘Italiano? molto bene!’. Allora io pronto: ‘Sono pure musicista come il suo amico Berlusconi…’. E lui: ‘Conosce Silvio?’. “E chi non lo conosce, presidente?!!”. Poi gli elogi per i vincisgrassi. E’ stata una piccola, grande rivincita. Quasi da libro Cuore”.

Parco di Kiev 09-05-2010Perchè, cos’era successo?

Possibile che voi italiani siete così poveri che…era il ritornello che invariabilmente mi veniva rivolto da qualche ‘sottopancia’ ad ogni mia proposta. La pala in legno per le pizze è troppo leggera? Provate voi a manovrare allora quella, immensa, in alluminio dove s’attacca tutto, con cui avete sostituito questa più modesta ma molto più efficiente? Niente, da fare! La pizza bianca? Possibile che siete così poveri voi italiani da non permettervi neppure una pizza al pomodoro? I fagioli con le cotiche? Perché solo la pelle e non la carne del maiale?!…dopo sette mesi non ne potevo più”.

In Ucraina come ha vissuto i giorni della rivolta che ha deposto il presidente Viktor Yanukovich?

“Benissimo! E chi si è accorto di niente? Come ogni giorno ci consigliava tramite sms la nostra Ambasciata a Kiev, bastava essere prudenti e non andare in piazza dell’Indipendenza dalle parti di Verkhovna Rada, sede del Parlamento, o in via Hrushevskoho dove c’erano le barricate o peggio allo stadio Dinamo Lobanovski. Né tantomeno fermarsi a quelle fermate ‘calde’ del metrò. I tumulti, i fuochi, gli spari, i bus incendiati erano fuori dalla porta…”

Pizzeria El PasoProviamo a tornare in Italia?

“Certo, è un bellissimo passo indietro. Bellissimo grazie alla musica che è la mia vita anche se, adesso, ho messo in piedi un’azienda di ristorazione ‘Ciao Pizza’ che offre lavoro ad una decina di dipendenti e detiene brevetti per surgelati, gnocchi e sopratutto pasta fresca all’uovo di quaglia senza colesterolo ‘cattivo’…

Mi sono dunque laureato ad Ancona e preso la specializzazione a Roma. Dove ho lavorato con aziende importanti nel campo delle telecomunicazioni: la Selenia, l’Elettronica srl…”

Di cui era patron l’ing. Filippo Fratalocchi da Sant’Elpidio a mare, il mitico ‘zio Pippo’…

“Andavo spesso nei weeek end a suonare nel suo palazzo all’ingresso del centro storico del paese, cui tornava puntualmente dato il fortissimo legame che Fratalocchi aveva con la sua gente. Due anni di intrattenimenti musicali con invitati di rango. In pratica il potere democristiano: Andreotti, De Mita, Forlani, Gava. Tutti ospiti a Palazzo. Per me un’esperienza unica. Poi il matrimonio d’amore, nel ’91, con Betty Raponi che da Roma mi riportò stabilmente a Passo di Treia, la nascita di nostra figlia battezzata con i nomi  delle due nonne. Ed un giorno Betty mi dice: ‘Ti vuole parlare Luciano…’”.

Luciano chi?

“Come chi? Sileoni. Si pensava ai mercati esteri a cominciare dall’Ucraina. Tuttavia i dazi erano altissimi: per le cucine dall’estero il 200%. Allora gli dissi: facciamo arrivare le componenti e assembliamo le cucine in loco. Non se ne fece più nulla perché Sileoni s’appassionò di lì a poco, molto più al mercato rumeno. Io però ero rimasto affascinato da Kiev, che per me era un po’ l’amata Madre Russia. In Ucraina ho aperto nel tempo quattro ristoranti ma sopratutto sono orgoglioso nell’affermare che collaborando con un’inviata del ‘Messaggero’ contribuii a stroncare, nel 2005, un traffico illegale di adozioni. L’Ucraina è un Paese in forte crescita: non parlo delle istituzioni, rimaste povere, ma della gente. Quando arrivai guidavo una Citroen BX bianca, di mia moglie, che tutti mi invidiavano. Ora vedi solo Bmw, Mercedes, Bentley…e tutti cambiano l’auto per quella di serie superiore”.


Alessandro CardiniProviamo a rifare un altro salto indietro. Se dico musica?

“A cinque anni ero nella banda del mio paese, a Passo di Treia, dove la casa di famiglia s’affaccia sulla statale, a fianco de ‘El Paso’ dell’amico Stefano Cardini cui ho ceduto l’orto di casa per concerti all’aria aperta. Lo scorso anno, ero ‘in cartellone’ quando caddi riverso: infarto. Mi sono salvato, quasi miracolosamente, grazie a mio fratello Andrea, medico, e lo staff dell’ospedale di Macerata. In mezzo a questi due episodi tutta la mia passione…”

Più precisamente?

“Suono clarinetto, sax, chitarra, batteria, pianoforte, organo elettrico. Sono compositore iscritto alla Siae. Un mio brano Shine, Shine, Shine fu il tormentone dell’estate ’86. Con il trio ‘Mania’ (leggi Menia in inglese) imperversavano dovunque nel Belpaese. E la Rai, ci aveva fatto diventare famosi. A Cefalù, al Cantamare, Zucchero Fornaciari (‘stella’ dei festeggiamenti Lube ndr) mi fa: ‘Ma come avete fatto ad entrare…?. Gli risposi sinceramente: ‘Veniamo dalle Marche, da Macerata…’.

Alessandro Cardini Kiev 06-08-2005L’epoca di Enrico Mattei si era conclusa da un pezzo…

“Non però quella del vice direttore generale della Rai, Leo Birzoli, da Sarnano che molto ci stimava. E noi ricambiammo con tanto successo”.

Chi era insieme con lei?

“Damiano Prosperi, voce, da Passo Treia (dove gestisce il negozio di articoli musicali ‘Vai con la sigla!’) e Mario Puglia, maceratese ora commercialista a Milano”.

Prima ancora?

“Ci eravamo fatti le ossa con la ‘Panchina di Paolo’. Che poi esisteva veramente ed era a Santa Croce a Macerata (Paolo era il benzinaio) dove ci riunivamo io , l’indimenticabile Stefano Scodanibbio, Tonino Moretti e Renato Pagliari. Tecnico del suono, Gianfranco Leli. Formidabili quegli anni! Componevano alla maniera del Banco del Mutuo Soccorso , del Rovescio della Medaglia di cui ‘Scoda’ apprezzava tantissimo il basso Stefano D’Urso”.

Alessandro Cardini .Che ricordi ancora?

“Ho suonato con gente del calibro di Riccardo Fogli, Eros Ramazzotti, Luca Barbarossa, Adriano Pappalardo. Con il Gruppo Mania, la specialità erano invece le canzoni House..”

Ed ora, la musica ha trovato spazio nella sua nuova attività di produttore di pasta?

“La musica resta sempre. Ad Osimo ho brevettato un nuovo impianto di amplificazione: piccolo, leggero, portatile, potente. Non ho dimenticato la mia laurea di ingegnere elettronico! Anche a Kiev la mia ‘invenzione’ va forte come la pasta all’uovo di quaglia che voglio far conoscere ed amare a tutta Europa come la musica italiana, di cui canto i motivi più celebri come quelli di Fogli e di Cutugno (va ancora fortissimo L’Italiano). Nel Maceratese non vado mai in vacanza, musicalmente: così mi tengo in allenamento facendo qualche serata anche con l’amico Claudio Guazzaroni”.

Altre passioni, ingegnere?

“Mi piacciono i giochi di prestigio. Nei primi anni ’90 in Val di Fassa dov’ero in vacanza con Betty, incontro Gustav Thoeni ed Alberto Tomba. La ‘Bomba’ s’appassiona tanto ad un mio giochetto e mi propone: ‘Se mi insegni il trucco, ti faccio sciare dove mi alleno io’. Affare fatto!”

E’ tardi. L’intervista è finita. L’ingegner Cardini mi porta nel suo ‘magazzino’ passotreiese dov’è custodito un cimelio: un organo Hammond (acquistato nel 1968)  reso celebre per essere stato utilizzato dai Pink Floyd all’anfiteatro romano di Pompei nel 1972. C’è spazio per l’ultima domanda…

Alessandro Cardini a Passo di TreiaChe ‘musica’, maestro, in Ucraina…?

“Nonostante quello che si dice, è un Paese che girando tra la gente non appare in difficoltà economica ma dal quale -e sopratutto dalla Russia- si può osservare per intero la crisi italiana. Appena posso, rientro a Kiev. Garantito!”

 



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