di Maria Cristina Pasquali
Fra Macerata e Budapest esiste un forte legame che spinge spesso e per varie ragioni gruppi di Maceratesi nella capitale ungherese. Un legame “appassionato” dovuto anche a ragioni di natura sentimentale visto il numero non trascurabile di coppie miste residenti a Macerata che mantengono un vivo interesse verso l’Ungheria con viaggi frequenti verso questa terra. Bisogna ammettere che Budapest è un luogo affascinante e mitico per molte ragioni. Il viaggiatore che arriva dall’Europa ne percepisce il sapore esotico attraverso le musiche dei violini tzigani e le famose terme ed hammam di origine turca (le acque furono già apprezzate dagli antichi Romani). Al tempo stesso la città possiede una forte impronta di nobiltà rappresentata dai numerosi edifici di stile neoclassico, eclettico e di Art Nouveau che testimoniano un passato importante, elegante e colto. Una città con 60 interessantissimi musei collocati in edifici prestigiosi. Cultura e disciplina si respirano anche negli spettacoli di balletto classico, moderno e di arte varia in generale di ottima qualità, visibili nei bei teatri della città.
Una città anche molto particolare nel quartiere ebraico dove si svolge la vita notturna soprattutto studentesca e dove intraprendenti giovani hanno convertito in clubs e luoghi di intrattenimento magazzini costruiti in fabbriche o palazzi fatiscenti e arredati con oggetti speciali trasformandoli in locali alternativi ed unici con sorprendente fantasia, i cosiddetti “Pubs in rovina” (romkocsma nella lingua locale) come il famoso Simplakert , un’invenzione tutta ungherese. Una popolazione, quella ungherese, che nel secolo scorso ha sopportato decenni di tragedie, imprigionamenti , torture impiccagioni e soprusi di ogni genere, dovuti ai regimi dittatoriale di destra e di sinistra che si sono avvicendati come ben testimoniato nel Museo del terrore e nel museo della Shoah a Budapest , due “must” assolutamente da non perdere per capire meglio la nostra storia contemporanea.
Nel gruppo di “aficionados” partiti per Budapest qualche giorno fa c’e’ anche una coppia “storica” formata da Franco Cimini maceratese e Borbala Ladanyi ungherese di Budapest. Conosciutisi 43 anni fa vicino al lago di Balaton, costituiscono una coppia solida ed affiatata sulla quale “nessuno avrebbe scommesso” come usa ripetere Franco. Invece l’amore ha prevalso su tutte le difficoltà come quella di inserirsi ed integrarsi nella nostra città, che Borbala dice di aver incontrato a soli 18 anni quando sposina fresca si trasferì a Macerata. “Certo eravamo un po’ incoscienti,” dice Borbala” io in modo particolare ero troppo giovane… e capivo pochissimo l’italiano” C’è voluta tutta la pazienza di Franco, ma anche la mia buona volontà a superare tanti ostacoli! Abbiamo una figlia di 41 anni Cristina e due nipoti grandicelli ed oramai mi posso considerare maceratese a tutti gli effetti. La gente pensa che noi donne ci sposavamo per venire via dal regime comunista, dai problemi, dalle avversità o dalla miseria. Ma io quando penso alla mia vita di bambina ed adolescente a Budapest non conservo brutti ricordi.La mia famiglia era benestante. Vivevamo a Buda, nella parte più residenziale in una bella casa. Mio padre conosceva diverse lingue e parlava anche l’Italiano. Aveva una buona posizione, lavorava come direttore commerciale import export in una ditta di pellami che importava materie prime anche dall’Italia ed esportava manufatti nei paesi comunisti.
Tutti avevano un lavoro in Ungheria, tutti avevano una casa in cui abitare, molti possedevano anche una macchina la famosa “Trabant” tedesca. Nel ‘56 quando c’era il coprifuoco dovuto alla rivoluzione ungherese ed al successivo arrivo dei carri armati russi, tutti dovevamo correre in cantina ad una certa ora, noi piccoli eravamo elettrizzati perché ci incontravamo con gli altri bambini… ci sembrava un gioco e ci divertivamo tanto… Certo io ero troppo piccola per capire tutto. Negli anni a seguire mi ricordo solo che mio padre non era favorevole al Regime, ma tutto sommato non vivevamo male. In Italia ora abitano parecchi ungheresi e nelle Marche la maggioranza sta tra Macerata e Civitanova. Hanno anche formato dei clubs. Non mi risulta che le donne ungheresi che sono venute via per sposarsi con italiani, lo abbiano fatto per sfuggire ad una situazione invivibile”
In questi giorni l’Ungheria rinnova il Parlamento; forse al nostro premier Matteo Renzi non dispiacerebbe la riforma elettorale realizzata nel 2011 dal primo ministro ungherese Viktor Orban, che ha approfittato della larga vittoria nel 2010 per mettere le mani senza delicatezza alcuna nella Costituzione e dove si vota in un unico turno per una Camera sola, con il numero di parlamentari dimezzato!
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