Dalla scuola militare all’Eni,
il giramondo Tito Emilio Conforti

MACERATESI NEL MONDO - I ricordi del geologo che trascorre la sua pensione tra Parigi, Roma e Gagliole
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locanda s rocco

Locanda San Rocco


di Maria Cristina Pasquali

Alla ricerca di personaggi della nostra provincia con vita interessante da raccontare, dopo Carlos Pallotti  (leggi l’articolo) e monsignor Renzo Fratini (leggi l’articolo), questa volta ho avuto il piacere di incontrare ed intervistare  il dottor Tito Emilio Conforti, di nota famiglia camerte. Nato  nel 1942 da padre di Camerino e madre bulgara, Tito Emilio Conforti trascorre la sua infanzia a Corridonia dove i genitori possedevano una farmacia. Trasferitosi successivamente con la famiglia a Roma vi resta sino a quando si iscrive alla Nunziatella , la più prestigiosa scuola militare italiana . Poi una laurea in Scienze Geologiche alla Sapienza di Roma  e infine l’assunzione all’Agip di Milano. Dopo aver lavorato qualche anno come tecnico, inizia la carriera di direttore commerciale per il gruppo Eni a San Lorenzo in Campo, dove rimane 24 anni. Attualmente in pensione il dott. Conforti è membro della Commissione per gli esami di Stato che abilitano alla libera professione di geologo alla Unitre di Roma e trascorre la sua vita , insieme alla moglie tra Parigi, Roma e Gagliole dove possiedono un graziosissimo agriturismo in stile “Locanda San Rocco”

tito foto

Tito Emilio Conforti


Cosa ricorda della sua infanzia  nelle Marche? 
Una vita spensierata a contatto con la  natura delle nostre belle colline marchigiane, una infanzia  trascorsa tra Corridonia, Camerino e Gagliole dove la mia famiglia ha sempre avuto una casa e dei possedimenti. Qui sono sempre tornato praticamente tutte le estati ed è qui che conservo le mie radici. Ricordo in particolare che la vita a Camerino era molto piacevole soprattutto negli anni sessanta . Ci si divertiva molto ed avevo tanti amici, alcuni dei quali conservo ancora oggi. Essendo tuttavia mia madre di origine bulgara già da piccoli ci recavamo a Sofia ad incontrare i parenti. E sarà forse per questo che ho nel sangue una natura nomade e desiderosa di conoscere.

Come mai nonostante vivesse a Roma scelse di frequentare la Nunziatella di Napoli? La Nunziatella è sempre stata  un mito, una scuola che da 220 anni  educa i suoi allievi alla disciplina, all’onore, ma soprattutto alla continua ricerca dell’eccellenza. Alla Nunziatella si sono formati  Carlo Pisacane, il Duca D’Aosta , il Ministro della difesa Arturo Parisi. E’ considerata la scuola che addestra ad essere Classe Dirigente. Una scuola dai ritmi serrati,  alzabandiera, lezioni, attività sportive . Imparavamo rapidamente a gestire i molteplici impegni,a studiare con profitto sfruttando perfettamente il tempo a nostra disposizione. Vivere insieme con gli altri inoltre fa comprendere appieno il valore del gioco di squadra e delle risorse umane.

Simbolo Scuola "Nunziatella" di Napoli

Simbolo Scuola “Nunziatella” di Napoli

Cosa le è rimasto di quel tipo di educazione? Nella mia vita professionale mi è servita tantissimo questa capacità di relazionarmi con gli altri , questo desiderio di lanciarmi nelle sfide, di provare a me stesso la capacità di superare un ostacolo, di raggiungere un obiettivo…  di migliorarmi continuamente. Anche ora che sono in pensione mi è rimasto questo entusiasmo questa voglia di confrontarmi,  di non gettare mai la spugna…  insomma di essere sempre giovani. La storia della Nunziatella è anche la storia dei successi dei suoi ex allievi, delle amicizie di generazioni di adolescenti accomunati da un patrimonio di valori condivisi. Ed è vero che gli allievi della Nunziatella sono riusciti spesso a arrivare ai vertici.

In che cosa consisteva il suo lavoro di dirigente all’Eni? Il gruppo Eni aveva creato una società specifica in geologia. Come dirigente commerciale il mio lavoro era quello di acquisire contratti all’estero per ricerche minerarie- ricerca , valutazione e sfruttamento delle acque sotterranee- valutazione di campi geotermici. Il mio lavoro mi ha costretto a continui viaggi e spostamenti all’estero. Oltre alle conoscenze specifiche richieste dal nostro intervento, sono venuto a contatto con  usi costumi e storia dei popoli e degli stati in cui mi spostavo. Per il mio carattere è stato un lavoro affascinante che mi ha anche costretto ad imparare  l’inglese ed il francese e  a cavarmela nelle maggiori lingue parlate.

Quali paesi si ricorda con maggior piacere?  In Africa l’Etiopia e il Monzambico paesi molto interessanti sotto il profilo etnico e paesaggistico,il primo legato alla storia della nostra colonizzazione, il secondo con un popolo ancora allegro nonostante le tragedie storico-politiche a cui è stato sottoposto. In Asia ho apprezzato molto l’Indocina, in particolare il Vietnam, la Cambogia la Birmania e poi sono rimasto affascinato dall’Indonesia e dalla Malesia. Tra i due continenti mia moglie apprezza di più l’Africa con i suoi grandi spazi e la semplicità della sua gente , un tutt’uno con la natura incontaminata e con i grandi spazi. Io preferisco il fascino della cultura millenaria dei paesi asiatici, dove anche la religione e la tradizione permeano la vita di tutti i giorni.

Insomma lei pensa che le religioni migliorano  gli uomini?  Migliorano l’essere umano nella misura in cui gli danno un equilibrio. Lo peggiorano e sono perfino pericolose quando diventano integraliste e fondamentaliste fino ad arrivare alla cultura  della morte, dello sfruttamento, della negazioni dei diritti umani.  In questo  mi sembra che le religioni asiatiche abbiano un maggior equilibrio rispetto a quelle occidentali monoteistiche. Tuttavia dal punto di vista commerciale la mia esperienza è che gli Arabi sono perfino piu’ liberi mentalmente dei Cristiani.

Come trascorre  il suo tempo ora che è in pensione? Il tipo di vita che ho fatto non mi consente di star troppo fermo in un posto per cui passo il mio tempo con mia moglie dividendoci tra le nostre abitazioni di Roma e Parigi dove coltivo le mie amicizie e respiro (soprattutto a Parigi) il tipo di vita internazionale a cui sono abituato e in cui mi sento perfettamente a mio agio. D’estate mi è rimasta l’abitudine dell’infanzia di tornare a Camerino, alle mie radici marchigiane. Qui a Gagliole vivo a contatto con la natura . Seguo i lavori dei campi , ritrovo il mio equilibrio interiore e ricarico le mie batterie. Andiamo volentieri all’opera a Macerata ed invitiamo amici  che  vengono  un po’ da tutte le parti a prendere il fresco quassù, in mezzo alla natura . Con il passare degli anni ho scoperto  anche  che nella nostra provincia  ci sono dei personaggi con vite interessanti con cui trascorrere  piacevoli serate in compagnia.

 

 



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