La giunta nasce senza Udc e Noi Moderati.
Tittarelli al bivio tra Consiglio e volley,
Pd diviso sulla scelta del capogruppo
MACERATA - In casa Dem spaccatura tra Ricotta e Perticarari mentre l'ex candidato sindaco sta pensando di rinunciare all'ingresso in assise per l'incompatibilità con la presidenza della squadra di pallavolo. Attesi per giovedì i decreti di nomina dei nuovi assessori: 4 di Fratelli d'Italia, tre della Lega e due di Forza Italia, fuori i centristi Caldarelli e Pantana, presidenza del Consiglio ai Maceratesi con Francesco Luciani

Gianluca Tittarelli e Sandro Parcaroli, sfidanti al ballottaggio
di Luca Patrassi
La politica cittadina in fibrillazione in vista del primo Consiglio comunale del Parcaroli bis. E’ “Strada Comune” a muovere il primo passo nel centrosinistra dopo il turno di ballottaggio che ha visto vincente il sindaco Sandro Parcaroli. Per giovedì, alle 12 nella biblioteca Mozzi Borgetti il gruppo del consigliere comunale Alberto Cicarè ha organizzata una conferenza stampa per la presentazione della proposta politica per la prossima consiliatura.

I consiglieri del Pd Ninfa Contigiani, Narciso Ricotta e Andrea Perticarari
Il Pd intanto è alle prese con i soliti problemi interni. Anche la scelta del capogruppo pare difficile da definirsi unitariamente: vi aspirano Narciso Ricotta (capogruppo uscente e consigliere più votato) e Andrea Perticarari sostenuto da chi reclama un cambiamento ai vertici del partito. Secondo le “voci della vigilia” i consiglieri del Pd sarebbero divisi: per ora sarebbe un pareggio, tre a tre. Una questione da risolvere in vista del prossimo Consiglio comunale convocato per lunedì prossimo.
Altra questione da risolvere è quella legata alla presenza in aula come consigliere comunale dell’ex candidato sindaco Gianluca Tittarelli che sarebbe incompatibile in quanto presidente della Banca Macerata Fisiomed, società di volley che ha in gestione il palasport comunale. Tittarelli non ha ancora deciso il da farsi, dimettersi da consigliere o lasciare la presidenza del team di volley. «C’è questa stringente scadenza che mi mette un po’ di difficoltà, un nuovo presidente per la società di volley non ce l’ho dentro il cassetto. Stiamo valutando il da farsi», dice Tittarelli a Cronache.

Secondo il nuovo schema della Giunta resterebbe fuori Marco Caldarelli, apprezzato assessore nelle ultime due Giunte (Carancini II e Parcaroli I)
Il fronte del centrodestra. 4, 3, 2, 1, 0, 0. E’ la formula scelta per il Parcaroli bis che dovrebbe nascere formalmente giovedì con i decreti di nomina dei nove assessori. Il doppio zero indica le caselle vuote per i centristi di Udc e Noi Moderati-Civici Marche, “rei” – in particolare agli occhi della Lega ma evidentemente con il beneplacito di Fdi e Forza Italia – di non aver superato il 3% dei consensi. L’unico problema è che non c’era alcun accordo di questo tipo prima delle elezioni e sostenere una tesi del genere ex post appare esclusivamente la ricerca di una motivazione qualunque per la volontà di avere più spazio a disposizione per i propri candidati. Dunque fuori dalla giunta Marco Caldarelli (Udc) e Deborah Pantana (Noi Moderati). Per il resto i quattro assessori di Fratelli d’Italia dovrebbero essere Francesca D’Alessandro, Paolo Renna, Pierfrancesco Tasso e Lorella Benedetti. I tre assessori della Lega sarebbero Andrea Marchiori, Giuseppe Romano e Oriana Piccioni, i due di Forza Italia Riccardo Sacchi e Barbara Antolini (salvo sorpassi in extremis a cura dell’ex assessora leghista Laura Laviano). Il ruolo apicale affidato ai “Maceratesi per Parcaroli” sarebbe la presidenza del Consiglio per Francesco Luciani. In quesi ultimi giorni è rimasta sullo sfondo la questione dell’Apm, anche in considerazione del fatto che gli organismi di vertice della municipalizzata scadranno fra un anno e dunque la questione non è più al centro del dibattito politico.

Guido Garufi e Luigi Carelli (Noi Moderati)
Primo intervento di protesta a firma di Luigi Carelli e Guido Garufi per Noi Moderati: «Se bene interpretiamo si assiste ad una onnivora posizione di alcuni nostri alleati. Ma poiché è (per legge e per fortuna ) il sindaco che decide, ricordando anche le linee indicate dal nostro Governatore Acquaroli che parlava di competenze e non solo di numeri, e guardando “oltre”, con sapienza, prefigurava una reale “compattezza” delle forze politiche che tra breve affronteranno le elezioni nazionali. Sarebbe disdicevole e miope e non conveniente fratturare, escludendole, le forze che hanno contribuito alla vittoria nel nostro Comune».






































































