Marco Caldarelli: «Centrodestra premiato,
ora manteniamo l’entusiasmo.
Terzo assessorato? Sono disponibile»
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - L’esperienza politica dell'esponente dell'Udc lo ha visto amministrare sia con il centrosinistra di Carancini sia con il centrodestra di Parcaroli. «Risalita significativa per la lista. La tradizione democratico-cristiana continua a pesare. La vera sfida è riportare gli elettori alle urne»

Marco Caldarelli rieletto con l’Udc: ha portato a casa 211 preferenze ed è stato tra i 10 più votati
«I maceratesi hanno premiato il centrodestra, ora serve mantenere entusiasmo e passione». Marco Caldarelli, assessore uscente dell’amministrazione Parcaroli, osserva il risultato del primo turno delle amministrative e prova a leggere la sfida che il 7 e l’8 giugno vedrà opposti il sindaco uscente Sandro Parcaroli, per il centrodestra, e il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli.
Per Caldarelli il primo dato da cui partire è quello emerso dalle urne al primo turno: «Se si confrontano i candidati e i principali partiti del centrodestra con quelli del centrosinistra emerge un successo molto più marcato nel primo caso a livello cittadino. Significa che i maceratesi hanno apprezzato il lavoro svolto da questa amministrazione e lo stanno confermando con un consenso solido. Mi sembra un dato molto significativo in vista del ballottaggio».

Una lettura che porta l’assessore uscente a guardare con fiducia alla sfida decisiva del prossimo fine settimana. «Il centrodestra arriva a questo appuntamento con grande entusiasmo – dice -. Un entusiasmo non costruito contro qualcuno, ma a favore delle persone e della città. Se questa passione resterà viva anche al ballottaggio credo che Parcaroli possa farcela». Caldarelli individua però anche quella che considera la principale incognita del secondo turno: «L’elettorato di centrodestra vota quando sente una forte motivazione e una forte adesione al progetto. Se questa passione dovesse venir meno sarebbe un problema. Per questo bisogna continuare a puntare sugli aspetti migliori della proposta politica, sull’entusiasmo e sul coinvolgimento».

Tra i dati che lo soddisfano c’è anche quello dell’Udc, che si è attestata attorno al 3%, confermando sostanzialmente i risultati del passato. «Il risultato è in linea con le precedenti esperienze, ma in un contesto molto diverso – specifica -. Se prendiamo come riferimento le ultime elezioni regionali, a Macerata abbiamo registrato una crescita di circa il 60 per cento in termini di voti. È una risalita significativa».
Un risultato che, secondo Caldarelli, va letto anche tenendo conto della presenza di altre realtà civiche moderate che hanno intercettato parte dello stesso elettorato. «Nel 2020 non esistevano Noi Moderati E Civici Marche, che oggi occupano in parte lo stesso spazio politico dell’Udc. Se però mettiamo insieme tutta l’area che storicamente si richiama alla tradizione democratico-cristiana arriviamo a sfiorare il 5,5-6 per cento. È un dato che dimostra come quest’area continui ad avere una sua presenza e una sua forza».
L’esperienza politica di Caldarelli lo ha visto amministrare da assessore sia con il centrosinistra di Carancini sia con il centrodestra di Parcaroli. Una scelta che lui rivendica come coerente con il percorso dell’Udc. «Sono sempre stato assessore in quota Udc – tiene a precisare -. All’epoca dell’amministrazione Carancini ci fu quel laboratorio politico marchigiano che cercava di superare gli estremi e trovare una sintesi al centro. Un’esperienza che poi si è esaurita per differenze di vedute su questioni fondamentali, ma che considero comunque positiva». Guardando indietro, Caldarelli ricorda una prima esperienza amministrativa segnata da emergenze e difficoltà straordinarie: «Rivendico il lavoro fatto allora insieme agli altri assessori. – dice -. È stata una stagione complessa: il tracollo di Banca Marche, il terremoto, l’omicidio di Pamela Mastropietro, la sparatoria di Luca Traini, la pandemia. Sono stati anni difficilissimi ma anche formativi. In fondo il mare calmo non produce buoni marinai».
Diversa, invece, la natura dell’esperienza vissuta negli ultimi cinque anni con Parcaroli: «Questa seconda esperienza mi ha consentito di lavorare maggiormente sulla spinta al cambiamento e all’innovazione. Non soltanto sulla gestione delle difficoltà, ma anche sulla costruzione di opportunità e sul tentativo di far compiere alla città un salto in avanti». Nel corso della campagna elettorale il suo nome è stato indicato dall’ex assessore Silvano Iommi come possibile candidato sindaco del centrodestra, in una fase in cui la ricandidatura di Parcaroli non era ancora stata definita. Un attestato che Caldarelli accoglie con gratitudine: «Per Silvano provo grande simpatia, stima e affetto e credo che siano sentimenti reciproci – confida -. Ho interpretato quelle parole come una manifestazione di apprezzamento che mi ha fatto molto piacere. Persone autorevoli come lui hanno avanzato quella proposta, ma alla fine tutti abbiamo deciso di convergere su Sandro Parcaroli, anche se la scelta ha richiesto una gestazione lunga, forse non di nove mesi ma quasi».
Infine il tema del futuro. In caso di riconferma del sindaco uscente, Caldarelli non nasconde la disponibilità a continuare il proprio impegno amministrativo. «Da parte mia c’è la massima disponibilità a continuare a lavorare in prima fila per la città. Che questo avvenga in assessorato oppure in un altro ruolo non dipende da me, ma da valutazioni che riguarderanno i risultati elettorali, gli equilibri politici e le competenze». Più delle cariche, però, c’è un percorso che l’assessore uscente vorrebbe vedere proseguire anche nei prossimi anni. «Quello che mi sta particolarmente a cuore è la strada della cittadinanza attiva, della partecipazione e della condivisione delle scelte. Penso ai tavoli di concertazione e a tutti gli strumenti che permettono di coinvolgere la città nei processi decisionali. Abbiamo fatto molto in questi anni, ma credo che si possa fare ancora tantissimo. Per Macerata questa rappresenta un’opportunità straordinaria».
(redazione CM)








































finalmente largo giovani, addio alle vecchie glorie