«Uno sfogo non è debolezza,
non me ne vergogno.
Sono una persona autentica»
MACERATA VERSO IL BALLOTTAGGIO - Il sindaco Sandro Parcaroli dopo che è uscito un audio dove lamenta di non essere stato difeso dai suoi sulla vicenda Mari. «Ho sacrificato tempo, energie, affetti e serenità personale per questa comunità. Ho affrontato problemi, emergenze, decisioni difficili. Ora, per un attimo, c’è chi prova a cancellare anni di lavoro. Non ci sto. Non sarà questo a fermarmi. Continuerò a lavorare, ascoltare, costruire»

Sandro Parcaroli con il figlio Stefano con le rispettive mogli: Emanuela Bosco (a destra) e Inga Kondratenko
«Il mio sfogo? Non mi vergogno di aver provato delusione. Non mi vergogno di essere rimasto ferito da certi attacchi personali, da certi commenti cattivi, da certe falsità costruite per colpire non il sindaco, ma la persona», così il candidato sindaco del centrodestra Sandro Parcaroli dopo che ha iniziato a circolare un audio in cui si diceva, in seguito ai commenti ad un articolo di Cronache Maceratesi, che avrebbe mollato se non fossero intervenuti in sua difesa componenti della sua coalizione, commentando pure loro dopo che era stato preso di mira per il suo intervento in risposta all’ingresso di Romano Mari nella coalizione di centrosinistra.

Il primo cittadino oggi su Facebook ha spiegato quello che è successo: «Per oltre 5 anni ho servito Macerata e la Provincia con tutto me stesso. Ho sacrificato tempo, energie, affetti e serenità personale per questa comunità. Ho affrontato problemi, emergenze, decisioni difficili. L’ho fatto con passione ed entusiasmo. Poi arriva un momento di sfogo. Una parola. Un attimo. E c’è chi prova a cancellare anni di lavoro, di opere realizzate, di risultati concreti e di presenza costante sul territorio. lo non ci sto. Perché dietro una fascia da sindaco, dietro un ruolo istituzionale, c’è una persona. C’è un padre. C’è un marito. C’è un uomo che prova emozioni come tutti. Sfido chiunque a dire di non aver mai avuto un momento di sfogo e delusione».
Parcaroli comunque, continua nel post, guarda avanti: «Non sarà questo a fermarmi, non mi sono fermato durante la pandemia e davanti a tutte le altre difficoltà, sia nell’ambito privato che in quello pubblico. Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare, ascoltare, costruire. E a chi pensa che uno sfogo sia una fragilità, voglio dire che non è così. Credo che sia un segno di autenticità. E se c’è una cosa di cui vado fiero, è proprio questa: non aver mai indossato una maschera».
«Se non arrivano 50 commenti, Sandro molla» Il vocale dello staff che agita il centrodestra





































Roba da libro Cuore.
Non puoi e non devi mollare.
Noi ci siamo!
Non a caso il motto che ho scelto per questa campagna elettorale è: Insieme, non molliamo!
Anche i sindaci piangono.
una persona autentica ? ebbene sì, unico rimasto nella lista Lega da dove tutti sono scomparsi per una totale diaspora, e dunque lei ci deve tenere ad essere l’unico amico e fans e sostenitore di Salvini…le dò ragione…nessuno oggi in italia va più sottobraccio al poveretto che non nomino, e che ha oramai Vannacci appiccicato alle terga…