«Artigianato, Macerata
tra le province più forti»
LAVORO - Quasi tre imprese attive su dieci in provincia sono artigiane, secondo l'analisi della Cna su dati Istat e Camera di commercio. Ma il peso del settore è in calo e il presidente Simone Giglietti punta sulle conseguenze del sisma del 2016: «Un segnale che non possiamo sottovalutare»

Simone Giglietti
Quasi tre imprese attive su dieci nel Maceratese sono artigiane. Un dato che conferma il peso determinante dell’artigianato nell’economia provinciale e che si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da forti differenze territoriali. Secondo una nuova analisi dell’Area studi e ricerche della Cna su dati Istat, in Italia le imprese artigiane rappresentano il 21,5% del totale delle imprese attive. Secondo i dati della Camera di commercio delle Marche aggiornati al 30 giugno 2026, in provincia risultano 8.877 imprese artigiane su 30.706 imprese attive: l’incidenza è quindi pari al 28,9%.
Il peso del territorio maceratese emerge ancora di più guardando all’occupazione. Lo studio Cna rileva che, a livello nazionale, gli addetti delle imprese artigiane rappresentano il 13,4% del totale. In questa graduatoria Prato è al primo posto con il 31,6%, seguita da Fermo e Nuoro; Macerata si colloca al quarto posto nazionale, davanti ad Arezzo.
Un quadro che testimonia la capacità dell’artigianato di generare lavoro e caratterizzare il tessuto produttivo locale, ma che presenta anche segnali da non sottovalutare. Tra il 2014 e il 2023 l’incidenza delle imprese artigiane sul totale è diminuita in Italia di 3,9 punti percentuali. La riduzione più marcata si registra a Fermo, con otto punti in meno, ma anche Macerata evidenzia una flessione, collocandosi insieme a Chieti e Rieti tra le province nelle quali il peso dell’artigianato si è ridotto maggiormente.
«Questi numeri confermano quanto l’artigianato sia una componente fondamentale dell’economia e dell’identità della nostra provincia – afferma il presidente della Cna di Macerata Simone Giglietti –. Parliamo di migliaia di imprenditori e lavoratori, di competenze e filiere produttive che generano occupazione, presidiano i territori e contribuiscono alla qualità delle nostre produzioni».
Poi il campanello d’allarme: «Il ridimensionamento registrato negli ultimi anni rappresenta però un segnale che non possiamo sottovalutare. Tra le province nelle quali il peso dell’artigianato si è ridotto maggiormente troviamo Fermo, Macerata e Rieti, tre territori profondamente coinvolti dal sisma del Centro Italia del 2016. Non possiamo attribuire al terremoto, da solo, una dinamica così complessa e di lungo periodo, ma sarebbe sbagliato ignorare questa coincidenza. È ragionevole ritenere che il sisma abbia rappresentato un ulteriore fattore di fragilità per un tessuto produttivo già alle prese con dinamiche demografiche difficili».
Da qui la richiesta di politiche mirate: «Nelle aree interne e nei territori del cratere sostenere l’artigianato vuol dire anche contrastare lo spopolamento: favorire la trasmissione d’impresa, avvicinare formazione e mondo del lavoro, aiutare i giovani che vogliono avviare un’attività e creare le condizioni per continuare a vivere e lavorare in questi territori. Difendere l’artigianato non significa conservare il passato, ma preservare una componente essenziale del futuro economico e sociale della provincia»