Mari archivia la campagna elettorale:
«Ora si lasci governare il centrodestra
La Curia ha rispettato la mia scelta»
ELEZIONI MACERATA - Il presidente dell'Ordine dei medici, sceso in campo al fianco di Tittarelli prima del ballottaggio: «Eravamo consapevoli che la situazione non fosse ottimale e che ci fosse da recuperare un gap molto elevato. La gente ha comunque risposto. Sono certo che Parcaroli e i suoi metteranno tutto l'impegno possibile»

Romano Mari
Non era candidato, ma il suo nome è entrato con forza nella campagna elettorale tra primo e secondo turno. Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata e politico di lungo corso, era stato indicato da Gianluca Tittarelli come possibile vicesindaco in caso di vittoria del centrosinistra. Una investitura che lo ha riportato al centro del dibattito politico locale nelle ultime settimane.

La stretta di mano tra Romano Mari e Sandro Parcaroli durante le celebrazioni del 2 giugno
Dopo il successo del centrodestra, con il sindaco uscente Sandro Parcaroli al ballottaggio, Mari invita però a riconoscere il risultato delle urne e a guardare avanti. «Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel programma del centrosinistra – dice a Cronache -. Eravamo consapevoli che la situazione non fosse ottimale e che ci fosse da recuperare un gap molto elevato. La gente ha comunque risposto, ma dobbiamo essere obiettivi e riconoscere il risultato ottenuto dal centrodestra». Mari rivolge quindi un messaggio di augurio agli avversari politici: «Faccio gli auguri sinceri a Parcaroli e agli amministratori che guideranno la città. Sono certo che metteranno tutto l’impegno possibile per amministrare al meglio Macerata».
L’ex amministratore ricorda che la sua discesa in campo al fianco di Tittarelli è nata da una richiesta precisa del candidato sindaco di centrosinistra. «La mia decisione è arrivata dopo una richiesta di Gianluca Tittarelli, che desiderava avere accanto una persona con esperienza sia dal punto di vista amministrativo sia da quello sanitario. Ho alle spalle un lungo percorso e ho ritenuto giusto mettere questa esperienza a disposizione». Quanto al futuro, Mari non prevede un ritorno alla politica attiva, ma non esclude un ruolo di supporto: «Sono sempre stato un uomo del centrosinistra – dice -. Non penso a un impegno politico diretto e continuativo, ma resto disponibile a dare una mano se posso essere utile nella risoluzione di problematiche o nella progettazione di iniziative per il territorio».

Romano Mari e Gianluca Tittarelli
Nelle settimane successive al primo turno si era parlato anche della possibile reazione degli ambienti ecclesiastici alla sua scelta di schierarsi apertamente nella competizione elettorale. Mari respinge ogni lettura polemica: «Gli amici della Curia e della diocesi conoscono da sempre la mia posizione politica – chiarisce -. Sono sempre stato inserito nell’area del centrosinistra e la mia decisione è stata rispettata. Del resto, se si leggono le parole del vescovo nell’omelia del Corpus Domini sugli uomini impegnati in politica, si comprende come la varietà delle opinioni sia parte integrante della vita democratica». Per Mari l’impegno politico e l’identità cattolica non sono in contraddizione: «Le mie opinioni hanno sempre rispettato la dottrina sociale della Chiesa. I principi cattolici sono parte di me e ci sono valori non negoziabili che ho sempre difeso e continuerò a difendere».
Infine, un appello ad abbassare i toni dopo una campagna elettorale intensa: «In nessun modo questa vicenda deve lasciare vincitori che si sentono trionfatori o sconfitti che si sentono umiliati. La democrazia è confronto tra idee diverse. Adesso bisogna lasciare al centrodestra la possibilità di amministrare. Non devono esserci acredini tra chi ha perso né la tentazione di considerare gli avversari dei nemici. Questo non è accettabile». Mari chiarisce anche il motivo della sua assenza durante lo scrutinio e nelle ore immediatamente successive alla proclamazione del risultato: «Ero al lavoro – conclude -. I pazienti vengono prima di tutto. Nel mio lungo impegno politico e amministrativo non ho mai messo la politica davanti al servizio medico e continuo a pensarla allo stesso modo».
(redazione CM)








































Effettivamente il non expedit fu revocato ufficialmente nel 1919, quindi la notizia senz’altro ha già fatto in tempo ad arrivare anche a Macerata.
La balena bianca come si diceva una volta ha da sempre indossato il vestito da camaleonte. Personalmente non mi è mai piaciuta, perché a prescindere dai modi garbati, non ne ho mai intravisto con chiarezza la sostanza
Nel capitolo 42 di Moby Dick, Herman Melville descrive la bianchezza della balena non come un semplice colore, ma come una sintesi di tutti i colori e un vuoto visibile.
Massimo Giorgi ti ringrazio per avermi ricordato uno dei capitoli dell’intera letteratura mondiale che in assoluto ho amato di piu’.
Prego.