Confartigianato: «Imprenditori, votate»
Bora: «Ripa sceglie Tittarelli?
Diversi di noi con la sinistra mai»

MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Francesco Cacopardo, presidente del direttivo territoriale dell'associazione, chiama alle urne gli associati: «Devono essere i primi a invertire la tendenza del calo di affluenza: centro storico, infrastrutture, Valleverde, fiera i grandi temi». L'esponente di Futuro per Macerata precisa la posizione del gruppo: «Quando il candidato sindaco si schiera col centrosinistra lo fa a titolo personale. Io e altri non abbiamo dubbi nella scelta del centrodestra». Mario Adinolfi fa invece retromarcia: «Domenica a messa e poi a votare Parcaroli. Un ticket per le allodole quello di Tittarelli con i cattolici»

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Francesco-Cacopardo_Macerata

Francesco Cacopardo

«Gli imprenditori devono essere i primi a invertire la tendenza del calo di affluenza registrato alle ultime elezioni e a recarsi alle urne per dare voce alle proprie istanze, attraverso l’espressione più democratica che abbiamo». L’invito al voto, a prescindere che sia per Sandro Parcaroli o Gianluca Tittarelli, lo lancia Francesco Cacopardo, presidente del direttivo territoriale di Macerata di Confartigianato.

«Il dato sull’affluenza alle recenti consultazioni, basso rispetto agli aventi diritto, continua inevitabilmente a destare preoccupazione – dice Cacopardo – ci impone una riflessione attenta in termini di responsabilità collettiva: il voto, oltre a essere un diritto di tutti i cittadini, è un dovere civico e non possiamo sottrarci a questa responsabilità. Questi numeri evidenziano un disinteresse verso la “cosa pubblica”, atteggiamento che riteniamo controproducente: il voto, indipendentemente dall’orientamento politico, rappresenta il principale strumento a disposizione dei cittadini per influenzare azioni, decisioni e scelte della collettività ed è un’occasione per esercitare la propria libertà. Non possiamo, dunque, sprecarla e dobbiamo ricordarci che il Comune è il primo ente di contatto tra pubblica amministrazione e cittadinanza, oltre a essere massima espressione della comunità locale».

L’associazione si era confrontata con i candidati sindaci presentando le istanze di maggiore rilevanza per gli imprenditori maceratesi. «Nel territorio di Macerata operano oltre 3.700 imprese attive, che costituiscono una componente essenziale della città – prosegue Cacopardo – tra le priorità individuate vi sono il completamento delle infrastrutture strategiche, la promozione di un equilibrio nel centro storico tra studenti, residenti e lavoratori, mentre le periferie necessitano di eventi diffusi e di sostegno alle attività economiche. È bene valorizzare l’area di Valleverde quale polo produttivo e artigianale: in questa logica, qui potrebbe essere collegata la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport, capace di generare opportunità economiche, sociali e turistiche. Centrale è anche il rafforzamento del legame tra università, Accademia e sistema produttivo, con l’obiettivo di favorire occupazione giovanile e innovazione. Non va sottovalutata l’importanza di investire in cultura, turismo e grandi eventi, rafforzando l’accoglienza e promuovendo una programmazione stabile. Prioritario è anche il completamento operativo della nuova fiera. Fondamentale è, inoltre, la tutela delle imprese, la riduzione della pressione burocratica e fiscale, il rafforzamento dei percorsi di apprendistato e la collaborazione tra scuola e impresa».

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Giovanni Bora_Futuro Macerata_Ripa_Lista_FF-4

Giovanni Bora

Si spacca intanto Futuro per Macerata. Giovanni Bora, dopo l’endorsement pronunciato a Cronache Maceratesi in favore di Gianluca Tittarelli, prende le distanze proprio dalla posizione del candidato sindaco (che aveva chiuso ultimo con l’1,56%) e si schiera invece dalla parte del centrodestra.

«Quando Ripa ha comunicato che avrebbe votato al ballottaggio per Gianluca Tittarelli, lo ha fatto a titolo esclusivamente personale, come peraltro dallo stesso onestamente precisato, senza quindi impegnare la lista o i suoi pochi elettori – dice l’avvocato, esponente di Futuro per Macerata – il leit motiv del gruppo, ripetuto sempre da Ripa, è stato l’essere autonomi ed indipendenti dalle logiche di partito, sicché la pur legittima esternazione del candidato sindaco non coinvolge i singoli che lo hanno supportato ed ancora lo stimano ed apprezzano come me. Poiché molti credono che Futuro per Macerata sia salito sul carro delle sinistre, vorrei precisare che ciò non è vero perché all’interno del gruppo ha prevalso sicuramente l’amarezza e la delusione per l’insuccesso nonostante un bel programma, forse non comunicato a sufficienza, ma di certo non vi è stato alcun pronunciamento in favore del candidato Tittarelli, anzi, al mio dissenso a fronte dell’esternazione di Ripa si sono associati altri precisando che con la sinistra mai. Ribadisco che avrei preferito la competenza e l’impegno di Giordano Ripa come sindaco di Macerata, ma tra il centrodestra che si occupa del fare e la sinistra-sinistra che ha già dato ampia prova di gestire in maniera ideologica ogni aspetto della vita pubblica, non ho dubbi e persisto nella convinzione che ho oramai da oltre 50 anni, ovvero di non essere di sinistra».

Bora precisa di avere stima per «molte persone di sinistra che conosco anche professionalmente, come Ricotta, Pantanetti, Perticarari e Carancini, riconoscendo loro capacità e voglia di confrontarsi, ma il modo di procedere e gestire la cosa pubblica da parte dei loro partiti non l’apprezzo: prima vengono le esigenze reali dei cittadini che non possono essere postergate a scelte ideologiche come mostre, iniziative ed altro gestite da circoli o cooperative di un solo colore, e tutti ancora ricordiamo l’invasione negli anni 2018 e 2019 e le parole spese dall’amministrazione per negare il problema. Anche la gazzarra avviata per il mancato accoglimento dell’istanza urgente per il controllo delle 350 schede nulle è un indice di come viene percepita la cosa pubblica: il Tar ha motivato circa l’assenza di urgenza, ma forse risparmiare decine di migliaia di euro per il ballottaggio, il non distogliere le forze dell’ordine dai loro compiti invece di assegnarle alla vigilanza dei seggi, non costituisce urgenza per taluno, ma rimane sicuramente opportuno. In conclusione: ognuno voti come crede ma non attribuite a Futuro per Macerata una scelta di campo a favore di Gianluca Tittarelli».

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Mario Adinolfi e Cristiana Di Stefano

Altro dietrofront in casa Popolo della famiglia. Il partito di Mario Adinolfi, subito dopo il ballottaggio, aveva accusato Noi Moderati di averli sbattuti fuori dalla lista Macerata Unica, annunciando che non avrebbe escluso di orientare i consensi verso Gianluca Tittarelli «se saranno convincenti le sue proposte per la famiglia e in particolare per la disabilità». Poi, dopo qualche giorno, il nuovo cambio di prospettiva: «Voteremo chi proporrà un disabile in giunta». Ora il ritorno all’ovile: «Domenica mattina dopo essere andati a messa recatevi alle urne e votate per il sindaco uscente Sandro Parcaroli», tuona Adinolfi.

Ma perché questa retromarcia? «Rifiutate la strumentalizzazione che dei cattolici è stata fatta da Tittarelli con la costruzione del ticket per le allodole – continua Adinolfi – Cristiana Di Stefano, guida del partito a Macerata, aiutata dai suoi amici domenica si recherà prima in chiesa e poi al seggio superando tutte le difficoltà pur di dare continuità all’amministrazione Parcaroli. Se Noi Moderati non avesse messo il suo veto, simile a quello che alcuni vorrebbero mettere su Vannacci, sul nostro simbolo e sulla candidatura di Cristiana in Macerata Unica, Parcaroli avrebbe vinto già al primo turno. Gli faremo vincere il ballottaggio certo che darà attenzione alle tematiche della disabilità che sono da sempre al centro dell’azione politica del Popolo della Famiglia, insieme a quelle del sostegno alla vita nascente e alla difesa dei diritti dei più fragili».

«Ballottaggio, decisivi i non eletti E va coinvolto il mondo produttivo»

Sigona terza forza: «Aperti al dialogo». Orioli prudente: «Tutto da verificare». Ripa: «Chi votare? Tittarelli»

 

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