Corsa a tamponi e vaccini:
il traffico va in tilt
CIVITANOVA - Tanti prenotati all'accesso, oltre 200 auto in poche ore per i test al poliambulatorio. Situazione tesa al piazzale del centro vaccini fra spedizionieri e utenti parcheggiati

L’intervento della polizia locale
Tamponi e vaccini, caos viabilità a Civitanova. Aumentati considerevolmente gli accessi per la vaccinazione e il numero di tamponi effettuati dall’Asur nel point del poliambulatorio di via Abruzzo.

La situazione questa mattina al poliambulatorio
In tilt questa mattina la viabilità a Civitanova nella zona industriale dove nell’area spedizionieri è stato spostato il centro vaccini e soprattutto in via Abruzzo dove le attività del poliambulatorio condividono l’accesso con il drive in per i vaccini. Qui questa mattina si sono verificati i problemi maggiori: con l’aumento dei positivi infatti anche in città è aumentato l’accesso ai tamponi molecolari dell’Asur. In poche ore questa mattina oltre 200 auto si sono riversate nella zona proprio durante l’accesso alla struttura da parte di dipendenti, personale, pazienti che accedevano per varie prestazioni alla struttura e, naturalmente, i prenotati per il drive in. Col risultato di congestionare la viabilità e il traffico. Stessa situazione di disagio nell’area industriale dove la convivenza fra utenti che hanno prenotato il vaccino e attività degli spedizionieri è sempre più tesa e crea disagi sia ai pazienti che agli addetti del servizio spedizioni. Sul posto sono arrivate anche due pattuglie della polizia municipale per la viabilità che però resta difficoltosa specie all’apertura dei servizi.
(l. b.)
(Foto di Federico De Marco)
Spaventato dall’inarrestabile crescita del nostro caos il virus si ritirerà lasciandoci in pace.
Aurora Scurani, a Tokyo 100% vaccinati. Aggiornatevi.
Massimo Giorgi, sarete voi a dovervi ritirare quando vi renderete conto di essere rimasti 4 gatti. Non potrete neanche seguire le indicazioni di Montesano sulla disobbedienza civile. Chi se ne accorgerebbe.
Se appena appena riuscirò a sopravvivere alle sue sanguinose frecciate, Francesconi, potrò sempre continuare a seguire quell’imperitura indicazione di Orazio che recita “Ridentem dicere verum: quid vetat?”.
Comunque Sergio Francesconi ha veramente colto da fine psicologo il mio tallone d’Achille, cioè la paura di restare solo, e con ciò mi tiene in pugno.
Sig. Giorgi, è la definizione di “verità” che non condividiamo.
Meno male!
tempus narrabo