La strada di Casali spezzata dal sisma
riapre dopo cinque anni (Foto)

USSITA - Il presidente della Provincia Antonio Pettinari non ha voluto fare cerimonie: «Non c’è motivo di festeggiare perché siamo in ritardo. Sono qua per testimoniare la soddisfazione che anche questo territorio potrà essere apprezzato e visitato da tutti». Per la frazione comincia una nuova vita. E riapre anche il rifugio, il gestore Luca Ballesi: «E' stato difficile tenere duro per tutto questo tempo»
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La strada di Casali

 

di Monia Orazi

La lunga attesa di quasi cinque anni per riaprire la provinciale per Casali è finita questa mattina, quando con un semplice gesto il presidente della Provincia Antonio Pettinari alla presenza del sindaco Silvia Bernardini e del consigliere comunale Sante Basilli ha ufficialmente riaperto al transito, firmando l’apposita ordinanza, una delle arterie stradali più devastate dal sisma. Un’attesa durata 29 mesi, con i residenti che sono passati a tratti con permessi speciali, per andare a vedere le loro case, l’apertura a senso unico alternato della scorsa estate.

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Antonio Pettinari

E’ finita l’attesa di Claudio Menichelli e Luca Ballesi, giovani maceratesi innamorati della montagna, che qualche mese prima delle scosse del 2016 avevano preso in gestione il rifugio comunale di Casali, 1080 metri di altezza, il Monte Bove a due passi, la porta della Val di Panico che porta alle forre, alle sorgenti, si ricongiunge con il rifugio del Fargno e le vette più note di questo angolo di Sibillini. Ci sono voluti tre anni per la delocalizzazione della struttura con fondi pubblici, ma i due ragazzi hanno acquistato a loro spese i moduli per le camere, per dare modo a chi lo desidera di svegliarsi con la maestosità del Bove davanti agli occhi. A testimoniare il fermo immagine di una frazione in cui le case agibili si contano sulle dita delle mani, la chiesa puntellata. I lavori sono costati 8 milioni e 200 mila euro, sono stati eseguiti dalle ditte Paeco Srl e Nuova Fise.

casali-3-650x488Ha detto Antonio Pettinari: «Sono qui con il sindaco Silvia Bernardini, nessuna cerimonia perchè non ho motivo di festeggiare perchè siamo in ritardo. Sono qua per testimoniare la soddisfazione che anche questo territorio potrà essere apprezzato e visitato da tutti, da noi maceratesi, da queste comunità. Ci sono i proprietari di case di Casali che ora potranno transitare liberamente. Un atto a cui volevo partecipare e dare testimonianza come amministrazione, ho motivato la mia assenza ad altre manifestazioni concomitanti». Resta da completare lungo il tracciato il tappeto di asfalto, sarà fatto entro un paio di settimane, poi saranno posizionate le barriere nei tratti più pericolosi. Conclude Pettinari: «Abbiamo puntato sulle strade, sinonimo di progresso e sviluppo, indispensabili per la promozione dei territori. Noi le strade le apriamo, non le chiudiamo come fanno altri, come avvenuto in Umbria per la fioritura di Castelluccio. Non si può trasformare l’autorità che si ha consegnata dai cittadini, in un atto di imperio senza dialogo, in un territorio in cui condividere, fare squadra ed essere coesi è fondamentale, ancora peggio in un sistema come il Parco dei Sibillini». Grande soddisfazione è stata espressa da Silvia Bernardini, per il doppio evento della riapertura del rifugio e della strada.

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Luca Ballesi

Escursioni guidate con Loredana Milani e Giuseppe Riccioni, il racconto di Luciano Monceri, è iniziata così la nuova pagina del rifugio di Casali, pronto ad accogliere residenti e turisti. Dentro tutto racconta la montagna, i volti dei casalotti, gli schizzi di Morden Gore, i selfie di coloro che hanno donato un contributo con il crowdfunding. Luca Ballesi racconta la gioia di ripartire: «Grazie un po’ a tutti, soprattutto a noi, perché é stata dura tenere per tutto questo tempo. Prima i bandi, poi i lavori infiniti, noi continui rimandi uno dietro l’altro, anno dopo anno. Qua, se salta la stagione estiva, si va all’anno dopo. Con il rifugio stiamo messi bene, un punto chiave per visitare Val di Panico, monte Rotondo, Monte Bove, tutti i Pizzi, Pizzo Berro, Pizzo Tre Vescovi, la posizione è strategica. Abbiamo avuto svizzeri, toscani venuti giù dalla montagna, in bici a piedi, la camminata va di moda, l’ebike è stata un’esplosione impressionante, ringraziamo chi ci ha sostenuti e tutti i casalotti». L’ultima strada che manca all’appello, ancora da riaprire è quella tra Frontignano e Castelsantangelo, i lavori sono in corso, anche in questo caso gestiti da Anas come soggetto attuatore, Pettinari promette di continuare a vigilare, come ha fatto per tutti questi mesi, chiedendo di fare presto, perché la gente attende da troppo tempo.

Casali, dove la strada crolla e i residenti resistono

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Sante Basilli insieme ad Antonio Pettinari

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La chiesa di San Vincenzo e Anastasio

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Loredana Milani

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