Abbracci lungo le strade:
il flash mob sulla salute mentale:
«La sofferenza non deve essere nascosta»

CIVITANOVA - Terza edizione dell'iniziativa di "MalaMente": abbracci per invitare a parlare di disagio psicologico e chiedere maggiori investimenti nella prevenzione. Ylenia Gazzella: «Il silenzio alimenta lo stigma, serve una rete che non lasci sole le persone. Dietro quel gesto sono emerse storie di ansia, solitudine e sofferenza»

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L’iniziativa degli abbracci

di Laura Boccanera

Un cartello con scritto “Se anche tu ti senti solo, abbracciami”, una benda sugli occhi e le braccia aperte verso perfetti sconosciuti. Non era una provocazione, ma un invito ad abbattere quel muro invisibile che ancora oggi circonda la salute mentale. Malamente è tornata a Civitanova per la terza edizione del flash mob degli Abbracci, iniziativa che ha come scopo quello di sensibilizzare verso la salute mentale ed esprimere al contempo, attraverso un gesto semplice quanto potente, vicinanza ed empatia. Il progetto, con la direzione artistica di Ylenia Gazzella e Paolo Nanni e sostenuto dalla compagnia teatrale Calabresi Tema di Macerata è ormai un appuntamento fisso.

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Tre volontari dell’associazione si sono dislocati in 3 diverse zone della città, in corso Umberto I, sul lungomare sud e in piazza Conchiglia. Luca Ferretti, Juan Pablo D’Ambrosio e Ylenia Gazzella sono rimasti a braccia aperte accanto a cartelloni con messaggi come: “Se anche tu ti senti incompreso, abbracciami”, “Se anche tu ti senti in ansia, abbracciami” e “Se anche tu ti senti solo, abbracciami”. Un invito rivolto ai passanti, ad avvicinarsi e condividere un momento di autentico contatto umano. All’inizio i più sono diffidenti, ma abbattuta la prima barriera, spesso l’abbracciato si lascia andare a confidenze, momenti di auto racconto e, infine, sollievo.

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L’obiettivo del flashmob è rompere lo stigma che ancora oggi circonda la salute mentale. «È uno stigma alimentato dal silenzio – spiega Ylenia Gazzella – e proprio per questo può essere contrastato soltanto attraverso il dialogo, l’ascolto e l’empatia. L’abbraccio è la forma più semplice e immediata di contatto: riesce ad abbattere le barriere e a costruire ponti tra persone che, fino a un attimo prima, erano perfette sconosciute. Durante i nostri flashmob abbiamo ricevuto tantissimi abbracci. Alcuni si sono limitati a quel gesto, altri hanno scelto di affidarci frammenti della propria storia, delle proprie fragilità e della propria sofferenza. Tutto questo è stato possibile grazie alla forza di un gesto tanto semplice quanto universale».

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Per il secondo anno consecutivo il progetto ha scelto Civitanova come scenario dell’iniziativa. Una città simbolo dell’estate, della spensieratezza e del divertimento, ma anche il luogo ideale per ricordare che, dietro l’apparente leggerezza, possono celarsi solitudine, disagio e sofferenza silenziosa. Una riflessione resa ancora più urgente da fatti tragici come i due suicidi che sono avvenuti a Macerata nell’arco di appena ventiquattr’ore. «Proprio alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni – prosegue Gazzella – abbiamo sentito ancora più forte il dovere di lanciare questo messaggio alla comunità della provincia maceratese. La sofferenza non deve essere nascosta né vissuta con vergogna. Parlare, ascoltare e creare spazi in cui le persone possano sentirsi accolte può fare la differenza e contribuire a prevenire tragedie come quelle che, purtroppo, continuano a verificarsi con sempre maggiore frequenza». I promotori del progetto sottolineano infine la necessità di una maggiore collaborazione tra cittadini, servizi e istituzioni. «Occorre investire molto di più nella salute mentale, destinando risorse adeguate alla sensibilizzazione, alla prevenzione e alla cura. Ancora oggi, troppo spesso, un percorso psicologico o psicoterapeutico resta realmente accessibile solo a chi dispone delle risorse economiche necessarie. È indispensabile costruire una rete solida che non lasci sole le persone che vivono una sofferenza psicologica, ma nemmeno chi, ogni giorno, se ne prende cura».

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