«Una graduatoria regionale
per i precari negli Uffici sisma»

LETTERA dei tecnici in servizio nel cratere alle istituzioni, con la proposta per chi ha superato i 36 mesi di impiego: «La ricostruzione passa anche attraverso la dedizione di persone che stanno cercando di dare un contributo al ritorno alla normalità»
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La lettera inviata alle istituzioni da 20 tecnici che lavorano nei Comuni del cratere (clicca sull’immagine per leggerla integralmente)

 

Stabilizzazione dei precari del sisma, lettera di 20 tecnici alle istituzioni. «Il sisma del 2016, oltre alle macerie dei tanti paesi e comunità colpite – spiegano tre di loro Alessandro Campetella, Ashim Murtezani e Antonio Vitagliano – sta producendo conseguenze anche sul piano della ricostruzione. I tanti uffici sisma allestiti nei comuni del cratere sono stati organizzati tramite assunzioni di personale, tecnico ed amministrativo, sulla base di concorsi organizzati al fine consentire l’aiuto ai comuni stessi nel disbrigo delle tante pratiche legate sia alla ricostruzione che al sostegno degli sfollati. Il problema in tutta questa complessa partita, risiede nel fatto che ad oggi gli oltre 700 impiegati nei Comuni di tutto il cratere, o almeno una parte consistente di essi, stanno maturando i requisiti per una stabilizzazione: a quasi 5 anni dagli eventi infatti, tanti operatori, tecnici e amministrativi, si vedono rinnovare i contratti in funzione del rinnovo dello stato di emergenza, nel migliore dei casi di anno in anno, scegliendo di contribuire alla ricostruzione ma rendendo pressoché impossibile una qualsiasi possibilità di programmare scelte anche professionali oltre che personali».

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Con un provvedimento dello scorso anno, il Dl 104/2020, è stata prevista la stabilizzazione del personale che abbia maturato almeno 36 mesi di impiego presso i comuni del cratere, istituendo un fondo ad hoc a sostegno delle amministrazioni fino al 2023, il tutto però compatibilmente con i fabbisogni triennali del personale. Ora questo vincolo ha prodotto una disparità di trattamento evidente – sottolineano i tre – non tutte le amministrazioni hanno provveduto a stabilizzare il personale che abbia raggiunto i requisiti, proprio per i vincoli sul personale, lasciando parte degli impiegati ancora in una condizione di precarietà, anche se hanno maturato i requisiti per una stabilizzazione, così come prevede la normativa vigente. Nelle scorse settimane, una rappresentanza di impiegati che non sono stati stabilizzati per i motivi ricordati, hanno scritto al presidente della Regione, all’assessore regionale alla ricostruzione, all’Usr ed al commissario Legnini, per porre l’attenzione su questa situazione e per chiedere che venga istituita una graduatoria regionale ove inserire tutte le figure che, negli uffici sisma dei comuni marchigiani, abbiano maturato i requisiti per la stabilizzazione, per poi essere riallocati nei comuni anche fuori cratere che abbiano necessità di rimpiazzare i pensionamenti, senza avere per questo la necessità di convocare concorsi, avvalendosi peraltro di personale già formato nell’emergenza. Tutto ciò nella consapevolezza che la ricostruzione passa anche attraverso la dedizione di persone che stanno cercando di dare un contributo al ritorno alla normalità di un entroterra che rappresenta l’anima della nostra Regione».



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