Busta paga pesante,
stop alla disparità
con chi non ha fatto domanda

MATELICA - La commissione tributaria di Ascoli ha accolto il ricorso della Cisl. Isidoro Scognamiglio: «La decisione rende giustizia a tutti i residenti del cratere»
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«Una prima meravigliosa vittoria, che rende giustizia a tutti i residenti nel cratere, togliendo la disparità di trattamento, tra chi aveva chiesto la busta paga pesante e chi no», così Isidoro Scognamiglio, matelicese e dipendente di un’azienda privata, commenta il ricorso della Cisl, accolto dalla commissione tributaria di Ascoli. Una battaglia da lui iniziata sui social sin dall’autunno del 2019, quando insieme ad una serie di colleghi si era fatto promotore di un gruppo Facebook per chiedere parità di trattamento con chi aveva fatto domanda per la busta paga pesante e dovendo restituire solo il 40 per cento dell’Irpef percepita in busta paga, di fatto si è trovato a guadagnare di più rispetto a chi svolge lo stesso lavoro. L’obiettivo era quello di chiedere il riconoscimento del credito di imposta anche a chi aveva i requisiti per richiedere la busta paga pesante, ma per vari motivi non ha presentato domanda. «Quando è uscito il decreto sulla busta paga pesante non si sapeva ancora con quale modalità si sarebbe dovuta restituire l’Irpef – spiega Isidoro Scognamiglio – per timore di dover pagare cifre di rilievo con tempi ristretti, all’epoca ho deciso di non chiederla. Solo qualche anno dopo è stata fatta chiarezza, sulle modalità di restituzione, di fatto causando una disparità di trattamento, rispetto a questa imposta tra chi pur avendo i requisiti non l’ha chiesta, principalmente per timore riguardo alla futura necessità di restituzione, e chi invece ne ha usufruito e si trova ad avere come reddito incamerato, il 60 per cento dell’Irpef che non dovrà più restituire». Prosegue Scognamiglio: «Un grazie a chi ha saputo ascoltare la voce di chi ha ritenuto inaccettabile tale presa di posizione, sono soddisfatto e spero di cuore che ognuno nella vita possa combattere  far valere per quanto possibile le proprie ragioni».



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