Tutela degli archivi storici
nell’area del sisma:
a disposizione 60mila euro

PROTOCOLLO d'intesa rinnovato tra la Regione e la Fondazione Carima: riguarda l'attività di messa in sicurezza, riordino, catalogazione e digitalizzazione
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L’archivio storico di Treia

 

La Regione e la Fondazione Carima rinnovano l’impegno assunto nel biennio 2019/2020 con la sottoscrizione del protocollo d’intesa relativo agli archivi storici pubblici nell’area sisma, dandogli prosecuzione nel 2021 secondo le modalità già sperimentate con successo.

Pertanto, a partire dal 7 giugno fino al 30 settembre prossimo, le amministrazioni comunali che ricadono nel “cratere” potranno presentare proposte progettuali finalizzate alla realizzazione di interventi di tutela e valorizzazione dei propri archivi storici, che prevedano attività di messa in sicurezza, riordino, inventariazione, catalogazione, informatizzazione e digitalizzazione. «Visto il buon esito conseguito dall’iniziativa – si legge nella nota -, grazie alla quale sono stati finanziati sei progetti in due anni per complessivi 60mila euro (Castelsantangelo, Matelica, Monte San Martino, San Ginesio, Sarnano e Ussita), i due enti hanno raddoppiato anche lo sforzo di natura economica mettendo a disposizione ulteriori 60mila euro per l’anno corrente.

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Rosaria Del Balzo Ruiti

Le domande, che dovranno essere inviate alla Fondazione Carima, verranno esaminate da una commissione di valutazione congiunta e quelle accolte, previa autorizzazione del progetto da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica di Umbria e Marche, riceveranno un contributo complessivo massimo di 10mila euro ciascuna – prosegue il comunicato -. La Regione e la Fondazione Carima hanno messo a fattore comune le rispettive esperienze, competenze e risorse finanziarie sul tema degli archivi storici, in continuità con quanto già realizzato nell’ambito delle proprie programmazioni, avviando una collaborazione finalizzata ad attivare azioni sinergiche per il recupero della memoria delle comunità locali attraverso l’utilizzo di criteri metodologici e programmi coordinati di intervento. Il terremoto, oltre ad aver arrecato danni materiali ed economici al territorio maceratese, ha messo in pericolo l’integrità fisica degli archivi correnti e storici dei comuni colpiti, rendendo inaccessibili materiali riferiti alla loro storia e alla cultura locale, che sono di primaria importanza per ristabilire il flusso della continuità e sostenere la rinascita di quest’area, che non deve essere intesa solo dal punto di vista fisico ma altresì antropologico, storico e culturale».

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Giorgia Latini

«La Regione – ha affermato l’assessore alla Cultura Giorgia Latini – sostiene con convinzione questa iniziativa in quanto gli archivi costituiscono giacimenti culturali e fonti dirette della memoria del territorio, di primaria importanza sia per fini identitari che per una compiuta riflessione a supporto della ricostruzione. A conferma di tale importante impegno la regione Marche quest’anno ha raddoppiato le risorse disponibili per l’avviso 2021». «La Fondazione Carima – spiega la presidente Rosaria Del Balzo Ruiti – ha accolto positivamente la proposta della regione Marche di dare seguito al protocollo per un’altra annualità, sia per poter sostenere nuovi progetti sia per portare a termine quelli avviati sinora ma non ultimati, trattandosi spesso di interventi onerosi. Gli anni che ci separano da terremoto del 2016 passano, ma purtroppo persistono tante criticità. Salvaguardare la memoria delle comunità colpite dal sisma assume dunque un ruolo ancora più cruciale nella ricostruzione e nel rilancio di questi luoghi».

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