Le materie prime costano troppo:
«Le aziende non coprono le spese
continuare i lavori ci preoccupa»

SISMA - L'allarme dell'imprenditore Roldano Tartarelli, titolare di una ditta di Corridonia e impegnato nella ricostruzione. I rincari hanno colpito in particolare legno e ferro. Altro nodo la durata del bonus del 110% per ecobonus e sismabonus: «non si sa per quanto sarà previsto, c'è un boom di richieste e le imprese non riescono a far fronte in tempi brevi ai lavori»
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Roldano Tartarelli

 

di Monia Orazi

«Il continuo aumento dei prezzi delle materie prime non consente alle imprese di coprire tutte le spese», a lanciare l’allarme è Roldano Tartarelli, titolare di una ditta edile di Corridonia, la Roldedil, impegnata nella ricostruzione. Spiega l’imprenditore che con il rincaro delle materie necessarie per i lavori «questo non consente alle imprese di coprire tutte le spese, ma solo quella di acquisto quindi restano esclusi i costi di trasporto e posa in opera, che sono a carico dell’impresa. Il problema principale è che in questi ultimi mesi la maggior parte delle materie prime ha avuto un’impennata dei prezzi impressionante, in particolare il ferro e il legno, dove il prezzo d’acquisto da parte dell’impresa è maggiore di quello che si trova nell’elenco dei prezzi da capitolato e da contratto. Ad esempio il ferro da carpenteria costa 99 centesimi, e in molti lavori per poter aggiudicarsi la gara con il ribasso sul prezzo o unitario dal prezzario, non si riesce a coprire l’acquisto. Prendiamo ad esempio il legno lamellare che si usa per fare i tetti e che da prezziario del cratere costa 1.200 euro a metro cubo. Attualmente si acquista a 1.180 al metro cubo, da cui restano esclusi tutti i costi di trasporto e posa in opera. Questa differenza tra prezziario e costi reali, rende difficile all’impresa approvvigionarsi di materia prima e a volte porta all’impossibilità di andare avanti con i lavori». In edilizia il rincaro delle materie prime è legato a dinamiche economiche sovranazionali, che stanno avendo ripercussioni sulla ricostruzione post terremoto, per cui il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini sta rivedendo il prezziario, che risale al 2017. Manca anche personale qualificato, spiega Tartarelli: «Un altro problema è la mancanza di manodopera qualificata, non si riesce facilmente a trovare, sia per mancanza di ricambio generazionale sia per la mancanza di agenzie formative che negli anni abbiano creato una classe di muratori edili specializzati. Il bonus del 110 per cento per ecobonus e sismabonus, non si sa per quanto sarà previsto, questo ha comportato un boom di richieste e le imprese non riescono a far fronte in tempi brevi ai lavori. In questi giorni mi sono consultato con altre ditte e colleghi e c’è molta preoccupazione nell’effettuare il proseguo di lavori già iniziati e, in questo momento, di andare ad aggiudicarsi nuove commesse, anche nel settore delle opere pubbliche, senza sapere se il materiale potrebbe ulteriormente aumentare, considerando anche che i fornitori garantiscono il prezzo di vendita del prodotto con un massimo di 30 giorni. Anche la Confartigianato – continua Tartarelli – è molto attenta al problema e sta cercando di poter fermare questa emorragia economica, ma se non intervengono in primis il governo e l’Europa credo che sia la ricostruzione sisma, che il bonus 110, che il settore delle opere pubbliche possano avere un serio rallentamento».

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