Ance bacchetta la Fillea Cgil:
«Rischia di demonizzare l’intera categoria
delle imprese del settore edile»

MACERATA - Carlo Resparambia, presidente della locale associazione dei costruttori di Confidustria, dopo le irregolarità segnalate sulla condizione di alcuni lavoratori: «Condividiamo alcune preoccupazioni espresse dal sindacato, ma con la denuncia a fattispecie specifiche e circoscritte si sottintende un'accusa al sistema tutto, anche a quello delle istituzioni preposte alla gestione dei lavori e al rispetto delle regole»
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Resparambia

Carlo Resparambia

 

«Il tema trattato nei giorni scorsi dalla Fillea Cgil (così come fanno – seppur con un altro stile – anche Feneal Uil e Filca Cisl) che ha denunciato la “giungla nei cantieri senza regole e i controlli zero”, merita senz’altro un approfondimento e una presa di posizione da parte di Ance Macerata, la quale, pur condividendo alcune preoccupazioni espresse dal sindacato, prende però le distanze da certe affermazioni che rischiano di demonizzare non solo l’intera categoria delle imprese del settore edile serie, qualificate e responsabili, ma anche l’intero sistema delle Istituzioni preposte all’attuazione ed al controllo dei lavori della ricostruzione e delle opere pubbliche». Così il presidente della locale associazione dei costruttori, Carlo Resparambia, dopo la denuncia dei sindacalisti Matteo Ferretti e Massimo De Luca, che hanno segnalato diverse situazioni di irregolarità per i lavoratori sia nel cratere che fuori (leggi l’articolo). «Non condividiamo questo modo di comunicare da parte della Fillea Cgil, che con la denuncia a fattispecie specifiche e circoscritte sottintende una denuncia al sistema tutto, da quello delle imprese a quello delle istituzioni preposte alla gestione dei lavori e al rispetto delle regole – aggiunge -. Non tutti sbagliano, come sembra invece evincersi dai comunicati della Fillea Cgil. Ritengo anzi di rappresentare una categoria che nonostante le molte difficoltà della ricostruzione e non solo, dalla gestione delle macerie private ai ritardi nei pagamenti alle imprese, dai prezzari non remunerativi al gravissimo problema del caro materiali fino ad arrivare alla crescente difficoltà di reperire manodopera qualificata, ha condiviso molte iniziative finalizzate a tutelare la legalità del lavoro».

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Massimo De Luca e Matteo Ferretti della Cgil

Resparambia prosegue: «E’ stata proprio l’Ance Macerata ad introdurre il Durc di congruità per i cantieri della ricostruzione insieme al Sindacato provinciale, così come è stato il nostro territorio provinciale, primo tra tutti, a dotarsi di un “Accordo di collaborazione sperimentale”, sottoscritto sotto l’egida della Prefettura di Macerata e nell’ambito del Tavolo di monitoraggio dei flussi della manodopera – ricorda -. Sui temi del Durc di congruità e del badge elettronico la considerazione che fa la Filca Cgil non sembra pertanto corretta. I cantieri che hanno avviato la sperimentazione del badge elettronico sono solo due allo stato attuale perché questi sono quelli individuati dal Commissario Straordinario. D’altra parte al tavolo di monitoraggio della Prefettura è stata sempre ribadita da parte di tutti i sottoscrittori dell’accordo di collaborazione “Sperimentale” la necessità che i nuovi strumenti di controllo, seppur condivisibili, dovessero passare per un periodo di sperimentazione, proprio per testarne l’utilità e l’efficacia, limitando al massimo gli appesantimenti amministrativi e procedurali per le Imprese. Non sfugge poi di certo a nessuno che la mancata “beggiatura” da parte del lavoratore fa crollare il castello del badge e che solo i controlli in cantiere da parte degli organismi ispettivi possano attuare forme credibili di controllo della sicurezza e della legalità. Una precisazione infine sul cantiere di Villa Potenza – conclude – rispetto al quale la Fillea Cgil dichiara: “nessun badge nonostante il protocollo firmato”. Sono in atto delle verifiche con il Dpo (responsabile della protezione dei dati) della Cassa Edile, ben conosciute dalla Fillea Cgil, che riguardano la normativa privacy. Il Protocollo costruito dal sindacato è infatti carente nei contenuti e potrebbe esporre la Cassa Edile di Macerata (ma non solo), ente bilaterale partecipato dal sindacato e dall’Ance, a pesanti sanzioni, che l’Ance, anch’esso Amministratore dell’Ente, vuole legittimamente evitare. «Sono certo che insieme si va più lontano», conclude il presidente Resparambia, pensando «alle sfide che la ricostruzione pone ad un sistema di rappresentanza che tanto potrebbe fare, anche con l’utilizzo dei propri enti bilaterali, uno su tutti la costruzione di una scuola edile per l’edilizia».

«Lasciati a dormire nei cantieri e costretti a prendere l’acqua dalle fontane pubbliche» (Video)



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