Silvano Iommi, architetto dell’urbanistica
«Parcheggio a Rampa Zara e ascensori,
recuperiamo il progetto del 1987»

MACERATA - Intervista all'assessore, espressione della civica di Parcaroli. Infrastrutture: «Iniziamo dalla Mattei-La Pieve e svincolo Campogiano. Ci sono già i finanziamenti e si dovrà capire cosa sta rallentando la procedura». Centro storico: «Subito diverse novità in piazza della Libertà, e non solo». Opere pubbliche: «Penso a 200-250 posti auto al “Belvedere Leopardi” con attracco meccanizzato»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
Parcaroli_Giunta_FF-3-325x217

L’architetto Silvano Iommi

 

di Luca Patrassi

A volte tornano. Accade anche nel caso dell’architetto Silvano Iommi che, a distanza di venti anni, indossa le vesti di assessore all’Urbanistica del Comune di Macerata. Guida l’Urbanistica cittadina a distanza di venti anni dalla breve esperienza nella giunta Menghi. Con quale spirito, di soddisfazione, di rivincita?
«Rivincita nel senso di rivalsa assolutamente no, da un lato perché non è nella mia natura e cultura, dall’altro perché non saprei nemmeno contro chi e che cosa rivolgerla, se, invece, intendiamo per rivincita una seconda prova concessa al centrodestra maceratese (unito e guidato da Parcaroli) da un elettorato deluso e sfiancato dalla guida politica della sinistra, allora si che possiamo parlare di rivincita e, conseguentemente, anche di soddisfazione personale».

ConsiglioComunale_FF-14-325x217

L’assessore Silvano Iommi oggi in Consiglio comunale

Macerata ha avuto venti anni di centrosinistra, fino a ieri: più le occasioni mancate, i progetti sbagliati o le azioni che condivide?
«Alla rivincita e alla soddisfazione aggiungerei il rammarico per aver visto stravolgere o non realizzare in questi venti anni alcune idee e linee programmatiche da noi impostate nel 1998/99, come ad esempio la riqualificazione di via Trento che immaginavo con le nuove costruzioni più basse di due piani rispetto a quelle realizzate, distribuite a gradoni sul versante e servite a valle da una bretella di collegamento (via Trento-parcheggio Garibaldi), la cui mancata realizzazione, oltre ad annullare i contenuti e l’efficacia del progetto di riqualificazione, è oggi oggetto di un contenzioso che sta vedendo il Comune pesantemente soccombente. Altri obiettivi strategici mancati riguardano la dotazione di servizi, infrastrutture viarie e attrezzature urbane di base indispensabili per una città capoluogo che ha un centro storico chiuso e arroccato in cima alla collina. A puro titolo esemplificativo mi limito a ricordare solo alcune delle opere non realizzate: il “parcheggio di rampa Zara” (che oggi vorremmo riproporre rinominandolo “belvedere Leopardi” con relativo attracco meccanizzato al centro storico), il raddoppio di via Maffeo Pantaleoni-Pace il cui finanziamento fu divorato dal famigerato crollo in corso d’opera della galleria delle fonti; la piscina di Fontescodella, nata da un primo accordo con l’Università (1998/99), per consentire al Cus di avere una squadra di pallanuoto e alla città di dotarsi di una nuova e più adeguata struttura natatoria; il Palazzetto dello Sport polifunzionale che ha indotto la Lube ad abbandonare la città; i mancati collegamenti diretti tra via Vittime delle Foibe e il Centro Fiere di Villa Potenza, tra via Mattei-Pieve e Pieve-Campogiano; la mancata eliminazione del passaggio a livello di Collevario, reso ancora più difficoltoso dalla costruzione dell’adiacente centro commerciale; la cancellazione della galleria sotto i Cappuccini che avrebbe consentito il collegamento diretto via Mattei-polo universitario di via Bertelli/Bramante, cancellazione voluta solo per realizzare un centro commerciale».
GiuntaParcaroli_FF-15-325x217Cosa per esempio lei da assessore non avrebbe fatto mai?
«Direi molte, tra queste non avrei accorpato in un unico complesso alle Casermette le due scuole di base Dante Alighieri e Mestica, abbandonando completamente il complesso dei Sibillini e, più in generale, il centro storico rinunciando di fatto ad un suo necessario e intelligente rilancio residenziale di tipo famigliare».
Le cose fatte che approva?
«Al momento non mi viene in mente nulla di particolare: se proprio dovessi indicarne una potrei dire il restauro della ex Gil, purché si dia al palazzo appunto il nome che aveva, ex Gil, non quello che appare ora».
Le infrastrutture sono quelle di allora, da che parte si comincia e come?
«Dalla realizzazione della Mattei-Pieve per proseguire poi sino al nuovo svincolo della superstrada in località Campogiano. Ci sono già i finanziamenti e si dovrà capire cosa sta rallentando la procedura».
La prima operazione di rilievo che le piacerebbe firmare?
«Spero più di una contemporaneamente. Il “Belvedere Leopardi” con parcheggio per 200/250 stalli e attracco meccanizzato con uscita in piazza della Libertà; piazza Li Madou (padre Matteo Ricci in cinese), in sostituzione dell’attuale “Largo donatori del sangue lungo l’attuale via don Minzoni, previo trasferimento della statua di Giuseppe Mazzini in un punto centrale di piazza Mazzini, parco delle fonti storiche periurbane a valle di viale Leopardi. Tutte cose che già sono in corso di definizione e approfondimento operativo e che sono all’interno delle previsioni programmatiche generali della maggioranza».

giunta-parcaroli-consiglio-macerata

Oggi il primo Consiglio comunale

Nel dettaglio quale sarebbe la soluzione per Rampa Zara?
«Il recupero del progetto di attracco meccanizzato, ideato nel 1987 dal professor architetto Alfredo Lambertucci con il collegamento tra viale Leopardi e piazza della Libertà attraverso il parcheggio di via Armaroli. Aggiungerei a quel progetto soltanto la creazione di una leggera “spanciatura” del marciapiede del viale per realizzare il “belvedere Leopardi” affacciato sul sottostante “parco delle fonti”. Il doppio filare di alberi da impiantare mitigherebbe la presenza dei circa 200/220 stalli-auto facendo partire da li il percorso meccanizzato sub-orizzontale sino ad uscire sotto l’icona affrescata del sedicesimo secolo, presente nel secondo locale dell’attuale posto di polizia».
Tra le sue deleghe c’è anche quella al centro storico. Con quale spirito si muoverà, bastano i parcheggi per far tornare le persone?
«In parte ho già risposto, tuttavia posso aggiungere che come nessuno immagina di far circolare le auto all’interno di un centro commerciale, così nessuno può immaginare oggi di investire in una qualsiasi attività commerciale, residenziale, direzionale o di servizio in un’area priva di comodi accessi viari e di parcheggi agevolmente fruibili. Naturalmente tutti i centri storici sono assimilabili ad “ecosistemi” complessi, in particolare quelli collinari di antica formazione che per storia, civiltà e diritto hanno generato la città capoluogo. In questa parte di città si intrecciano molteplici problematiche ed esigenze che un tempo potevano convivere tra loro ma che oggi sono spesso contrastanti; alla vivibilità si contrappone la vivacità, agli standard di sicurezza e confort degli immobili si contrappone la vetustà e la tutela del loro valore storico-ambientale. Tuttavia l’insieme di queste esigenze va tenuto in equilibrio, tenendo presente che la gamba più importante che fa muovere il centro storico, soprattutto in futuro, non sarà solo quella pratica e funzionale ma quella “simbolico-attrattiva” (qualità degli spazi urbani, delle chiese, palazzi, beni culturali) Per il futuro, quindi, dovremmo puntare sul potenziamento, valorizzazione e facile fruizione di questi attributi e beni magnetico-identitari ereditati da un antichissimo passato e che possono fare di Macerata un bene posizionale unico nel suo genere».
Si è parlato molto di sogni, di città del futuro. I maceratesi vi hanno dato fiducia, passata la campagna elettorale, si tratta di passare dal dire al fare. Tutto pronto?
«Personalmente ho sempre pensato che il futuro deve avere un cuore antico se vuole essere un futuro credibile e sostenibile. Oggi siamo chiamati a realizzare concretamente programmi e progetti che da un lato possano colmare il grande ritardo con cui Macerata arriva all’appuntamento con la modernità, dall’altro che possano consentirci di far transitare la città in armonia con l’intero territorio provinciale verso un futuro che non si rinchiuda nel mero campanilismo. Tutto il nostro programma è ispirato a questa visione ampia e aperta della città capoluogo, un programma incarnato nella stessa figura del sindaco Parcaroli, un’immagine che da sola parla di futuro».

prefettura-luci1-325x183

Le luci sul palazzo della Prefettura

Sembra stia cambiando qualcosa anche in piazza della Libertà.
«Abbiamo ridotto l’intensità delle luci sul palazzo del Governo, stiamo definendo il progetto per togliere catene e panettoni per sostituirli con fioriere e panchine alternate in modo da trovare maggiori spazi per la sosta, arretrando la linea pedonale. Poi penso al ripristino sulla Loggia dei Mercanti dello stemma lapideo seicentesco del cardinale Giuseppe Estense, oggi appeso sul retro della Prefettura e il ripristino della pensilina stile Liberty, in ferro e vetro, a protezione degli ingressi del Teatro Lauro Rossi».

Articoli correlati






© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X