Pd alla resa dei conti
in Regione, provincia e a Macerata
Mangialardi prende tempo,
Catena accelera

POST VOTO - I segretari Gostoli, Vitali e Di Pietro verso il passo indietro. L'ex candidato governatore vuole aspettare il ballottaggio di Senigallia prima di aprire una riflessione, ma nel Maceratese è già stato organizzato un incontro dal titolo che parla chiaro: "Verso un nuovo Pd". Alle Comunali di Macerata i dem hanno fatto registrare il peggior risultato, fuori tutti i vertici del partito e dell'amministrazione uscente. E c'è il nodo Carancini. (La tabella delle preferenze aggiornata)
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Maurizio Mangialardi

Aggiornamento delle 22,30 – Carancini supera Micucci dopo le verifiche sulle schede elettorali effettuate al tribunale di Macerata (leggi l’articolo).

di Matteo Zallocco

Pd alla resa dei conti: in Regione, in provincia e in alcune città, Macerata su tutte. «Dopo i ballottaggi apriremo la riflessione per il rilancio del Partito Democratico e del centrosinistra», dice il candidato governatore sconfitto, Maurizio Mangialardi, riferendosi in particolare al ballottaggio nella sua Senigallia. «Bisogna aprire un dibattito giusto al momento giusto. È volontà del Partito Democratico e del centrosinistra fare una riflessione profonda sul voto che deve mettere al centro il progetto di rilancio, prima delle persone – osserva Mangialardi – Nei giorni scorsi ho chiesto al segretario regionale di attendere i ballottaggi ed è per questa ragione che non sono stati convocati gli organismi dirigenti, non per altro. Ci saranno i luoghi per discutere e pertanto chiedo a tutti un gesto di responsabilità di non alimentare polemiche». Dopo il 5 ottobre nel Pd verranno messi in discussione tutti gli organismi del partito.

Quasi certo un cambio nelle segreterie: da quella regionale di Giovanni Gostoli, a quella provinciale (Francesco Vitali) fino a Macerata con Stefano Di Pietro che già prima delle elezioni aveva espresso la sua volontà di lasciare il ruolo di segretario cittadino.

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Giovanni Gostoli e Francesco Vitali

Il peggior risultato di quest’ultima tornata elettorale il Pd l’ha ottenuto alle Comunali di Macerata, dove non è andato oltre il 14,41%, cioè 3.060 voti. In città il partito è riuscito a peggiorare – giustificato solo in parte dalla presenza di alcune civiche targate ex dem –  il già pessimo bottino rimediato alle Regionali, dove nella circoscrizione della provincia di Macerata i dem sono scegli al terzo posto dietro Lega e FdI, con il 18,28% pari a 22.420 voti. Piccola quanto inutile soddisfazione quella di essere rimasto il primo partito a livello regionale con il 25,11% (156.394 voti), vista la vittoria schiacciante del centrodestra capitanato da Francesco Acquaroli. Per quanto riguarda le comunali di Macerata, innegabile il ruolo decisivo, ma in negativo, giocato dall’amministrazione uscente, il cui peso è risultato schiacciante per la sconfitta di Ricotta, che in campagna elettorale ha fatto del suo meglio. A parte la bocciatura dei vertici dei dem locali: dagli ex assessori Canesin e Iesari, passando per diversi consiglieri uscenti tra cui Alessia Scoccianti, fino ad arrivare al segretario Di Pietro, e al fatto che nei due giorni di seggi aperti molte più persone a Macerata hanno votato Pd per le Regionali (4.249, pari al 24,63%) che per le Comunali, c’è un altro dato da sottolineare e riguarda la mancata elezione di Romano Carancini (cinque voti in meno del civitanovese Micucci, in attesa del responso ufficiale del tribunale). L’ex sindaco in città ha raccolto appena il 30% delle preferenze di quanti hanno votato Pd. Uno dei dati più bassi, se non il più basso, delle elezioni. Basti pensare che Fiordomo a Recanati è arrivato al 95% e Ciarapica a Civitanova al 60% ed entrambi non sono stati eletti. Come aveva detto il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena, grande escluso dalle Regionali, nel chiedere un rinnovamento profondo dei vertici del partito: «Un messaggio più chiaro di questo non poteva esserci, se ora il Pd pensa di poter continuare sulla stessa strada allora non è un più un caso politico, ma clinico, da medicina d’urgenza».

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Leonardo Catena, Romano Carancini e Stefano Di Pietro

Proprio Catena inizia la sua battaglia partendo dalla questione provinciale (anche il segretario dem Vitali è di Montecassiano) con un incontro organizzato per venerdì alle 21,15 all’Hotel Grassetti di Corridonia dal titolo “Verso un nuovo Pd”. «Visto che gli organismi del Pd non danno segnali, ritengo sia arrivato il momento di prendere un’iniziativa politica per analizzare la storica e pesantissima sconfitta del Pd nelle Marche e in particolare in provincia di Macerata, con un risultato del 18% che in tanti comuni oscilla in modo imbarazzante intorno al 10% – scrive il sindaco di Montecassiano – Ci sono gravi responsabilità a cui è facile attribuire nomi e cognomi che non possono essere annacquate. Vogliamo un Pd e un centrosinistra diverso? Occorre impegnarsi in prima persona per cambiare. Questa è solo la prima tappa di un percorso che ci porterà a cambiare modo di fare politica, con meno supponenza della classe dirigente, più dialogo che le forze sociali, più partecipazione e che farà emergere una nuova classe dirigente. Ci sono energie e risorse umane, tra cui tanti ottimi amministratori comunali, da cui ripartire. E aspettiamo altri che abbiano voglia di impegnarsi. Non sarà facile ma ci riusciremo. Non c’è alternativa percorribile».

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Il nuovo Consiglio comunale di Macerata

 

Intanto a Macerata dopo l’elezione a sindaco del candidato del centrodestra, Sandro Parcaroli, la commissione elettorale centrale ha completato il lavoro di verifica dei voti attribuiti alle liste sulla base dei verbali redatti dai presidenti dei seggi ed ha assegnato ufficialmente i voti. In Consiglio comunale siederanno per la Lega Francesco Luciani, Andrea Blarasin, Aldo Alessandrini, Laura Orazi, Laura Laviano, Claudio Carbonari, Paola Pippa, Giordano Ripa e Giovanni Pianesi, per Fratelli d’Italia Paolo Renna, Francesca D’Alessandro, Pierfrancesco Castiglioni e Paolo Virgili, per la lista Sandro Parcaroli sindaco Silvano Iommi, Gianluca Micucci Cecchi, Alessandro Bini, Romina Leombruni, per Forza Italia Riccardo Sacchi e Sandro Montaguti, per l’Udc Marco Caldarelli.

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Il grafico aggiornato sulle preferenze del Pd

Per quanto riguarda invece il Pd Maurizio Del Gobbo, Andrea Perticarari, Ninfa Contigiani e Alessandro Marcolini, per la lista Macerata Rinnova Elisatta Garbati, per Macerata Insieme David Miliozzi, per Macerata bene comune Stefania Monteverde, per Italia Viva Ulderico Orazi, per il Movimento 5 stelle Andrea Boccia. Entrano in Consiglio anche tre degli altri candidati a sindaco e sono Narciso Ricotta, Alberto Cicarè e Roberto Cherubini.

Dunque composizione del Consiglio comunale confermata rispetto ai calcoli della scorsa settimana. Dopo le verifiche sono cambiate alcune preferenze (tutte nel grafico qui in basso): nel Pd Maurizio Del Gobbo ha superato al primo posto Andrea Perticarari.

Clicca qui per vedere la lista dei consiglieri

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