Tittarelli replica a Parcaroli:
«Nessuno tira per la giacchetta i cattolici,
il suo no al ‘faccia a faccia’ è grave»
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Il candidato del centrosinistra risponde alle accuse del suo competitor dopo l'accordo con Romano Mari: «Un sindaco che ha governato la città e teme il confronto con il suo avversario non ha credibilità. Il problema politico lo ha la sua coalizione di destra-destra-destra, basti pensare la vicinanza a Vannacci e l'uso politico e strumentale del crocifisso che fa Salvini, leader del suo partito»

Gianluca Tittarelli ieri pomeriggio con Romano Mari
«Parcaroli si preoccupi dei confronti pubblici, non dei voti dei cattolici». Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, Gianluca Tittarelli, respinge la polemica sollevata dal sindaco uscente Sandro Parcaroli sull’accordo del centrosinistra con Romano Mari per “accaparrarsi i voti dei cattolici”.
«I cattolici sanno benissimo cosa fare e come votare – dichiara Tittarelli in una nota–, non stiamo a tirare per la giacchetta nessuno. Loro non si preoccupano sicuramente di queste cose. È Parcaroli che dovrebbe preoccuparsi, e di qualcosa di ben più concreto».

Il riferimento di Tittarelli è al rifiuto del sindaco uscente di partecipare ai confronti diretti tra i candidati come il ‘faccia a faccia’ organizzato da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). «Parcaroli ha annunciato che non si presenterà ai dibattiti a due – commenta Tittarelli – Un fatto grave: un sindaco che ha governato la città e teme il confronto con il suo avversario non ha credibilità. Il confronto diretto lo sfugge e lo teme: questa è la vera notizia. La trasparenza e il coraggio di misurarsi sono la vera credibilità di chi chiede di guidare una città. Il sindaco deve tutelare i cittadini e mi chiedo come possa farlo uno che si sottrae al confronto. Parcaroli vorrebbe vincere a tavolino, invece noi vogliamo valorizzare le persone competenti, per metterci al servizio della città».
Gianluca Tittarelli legge in questa uscita di Parcaroli «i segnali di un nervosismo crescente, da parte di chi, dopo cinque anni di governo della città, alimenta solo polemiche. La coalizione che sostiene Parcaroli è composta dalla destra-destra-destra – risponde Tittarelli dopo l’etichetta di estrema sinistra data alla sua coalizione – Se c’è un problema politico è solo loro, perché la vicinanza della coalizione avversaria a Vannacci e l’uso politico e strumentale del crocifisso che fa Salvini, leader del medesimo partito del sindaco Parcaroli -Lega- è qualcosa che dovrebbe far riflettere. Noi siamo aperti alle migliori competenze, senza alcun uso strumentale della religione».




































Questo dice tre volte destra, all’altro toccherà dire quattro volte sinistra.
Non mi risulta che Mari, da sempre vicino ad ambienti di centro sinistra, a queste amministrative fosse un candidato sindaco e avesse una lista propria, quindi, non vedo quali voti, eventualmente, possano essere oggetto di compravendita.
A mio modo di vedere, considerata anche l’autorevolezza e la competenza del nostro baldo “Vileda Peniculus” e dei suoi sodali,
con Tittarelli sindaco, si passerebbe semplicemente dai somari a Mari.
Capisco pure, lette molte dichiarazioni sul punto da parte di esponenti di destra, gli stessi che prima di candidarsi nelle liste a sostegno di Parcaroli apprezzavano quest’ultimo come una piattola sui zebedei, che per loro con Tittarelli sindaco potrebbero essere caxxi aMari.
Di solito, in una fase di ballottaggio, il candidato che è in vantaggio rifiuta il confronto diretto, perchè non vuole correre il rischio di incappare nel dibattito in qualche scivolone che gli possa far perdere consensi.
Ma quando il vantaggio è così netto, come in questo caso di Macerata 2026, rifiutare il confronto significa aver paura non di fare uno scivolone, ma di farne diversi e di giocarsi così tutto il vantaggio acquisito in prima battuta, agevolando di brutto l’avversario.
Non è bello vedere un Sindaco uscente, forte di quasi sei anni di esperienza amministrativa e di guida della città (e che quindi dovrebbe conoscere a menadito i problemi di Macerata), sfuggire al confronto, tanto più con una new entry della politica come Tittarelli (che peraltro sinora ha fatto tutto quello che doveva nella sua veste di sfidante, tranne quando si è fatto convincere dal PD a imbarcare Romano Mari).
La logica vorrebbe che in questo ipotetico confronto a due il buon Parcaroli non lasci scampo a Tittarelli. Perchè tanta paura?