Giunta Parcaroli, c’è posto per otto
Nella Lega sicuri Andrea Marchiori
e Luciani per la presidenza dell’assise

MACERATA - Lo statuto comunale non permette di avere più di otto assessori. Non ci sarebbe dunque spazio per due esterni, tra cui Antonio Pettinari. Alla Lega dovrebbero andare due assessorati (più la presidenza), due a Fratelli d'Italia (D'Alessandro e Renna), due alla civica di Parcaroli, uno a Forza Italia (Sacchi) e uno all'Udc (in pole Caldarelli, assessore uscente al bilancio della Giunta Carancini). Il sindaco dovrà scegliere entro il termine della prossima settimana
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Il nuovo Consiglio comunale

 

“La Giunta è composta dal sindaco e da non più di 8 assessori” recita lo statuto del Comune di Macerata. E non sarà certo facile cambiarlo per Sandro Parcaroli che subito dopo il trionfo elettorale di lunedì aveva dichiarato: «Mi taglierò lo stipendio per avere dieci assessori». Per modificare lo statuto servirebbe infatti la maggioranza qualificata (due/terzi) del Consiglio comunale e quindi un coinvolgimento dell’opposizione. E comunque non si possono fare modifiche allo statuto prima di un anno dall’ultima (che era stata fatta a dicembre).

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Francesco Luciani, oggi pomeriggio durante la visita di Salvini, si era seduto nel posto del presidente del Consiglio

Il centrodestra si dovrà dunque accontentare di otto assessorati più la presidenza del Consiglio, per la quale è in pole il vice-presidente uscente Francesco Luciani, il più votato nella Lega. Non c’è dunque spazio per tutte le richieste e a saltare dovrebbero essere proprio i due assessori esterni desiderati e annunciati tempo fa da Parcaroli. Non ci sarebbero margini dunque per far entrare in Giunta il presidente della Provincia Antonio Pettinari, una proposta tra l’altro non gradita a molti nel centrodestra. Parcaroli dovrà sciogliere i nodi entro la prossima settimana. Oltre a Luciani, in quota Lega è sicuro di un posto Andrea Marchiori: già lo scorso luglio il commissario regionale Riccardo Marchetti lo aveva indicato agli alleati come assessore esterno, affidando a Marchiori il coordinamento della campagna elettorale della Lega dopo che gli era stato fatto fare un passo indietro sulla candidatura a sindaco. Il terzo nome per la Lega dovrà essere una donna e si dovrebbe pescare tra le consigliere elette: Laura Orazi, Laura Laviano e Paola Pippa. Il nodo resta infatti quello delle quote rosa visto che il 40% dell’esecutivo deve essere composto da donne. Anche per questo appare naturale la nomina di Francesca D’Alessandro che andrebbe a occupare una delle due caselle a disposizione di Fratelli d’Italia in tandem con Paolo Renna (sono stati due i più votati in assoluto in questa tornata elettorale). Uno di loro potrebbe essere il vice sindaco, ruolo rivendicato oggi in conferenza dai vertici provinciali di Fdi (leggi l’articolo).

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Andrea Marchiori oggi con Matteo Salvini, Sandro Parcaroli e il deputato Tullio Patassini

Ma a rivendicare due posti in Giunta sarà di diritto anche la civica di Parcaroli, la sorpresa più grande di questi elezioni con il 9,16%. Un risultato straordinario per una lista creata appena due mesi fa e che ha quasi raggiunto Fratelli d’Italia (comunque salita al 9,93%), quasi doppiato Forza Italia (5,35%) e tolto parecchi voti alla Lega (primo partito con il 18,05). Viene dato per certo un assessorato al più votato della civica, l’architetto Silvano Iommi, che avrebbe la delega all’urbanistica. Mentre il secondo degli eletti, l’avvocato Gianluca Micucci Cecchi, potrebbe restare fuori per il discorso delle quote rosa a vantaggio della commercialista Romina Leombruni. Non è comunque da escludere che Parcaroli possa inserire un esterno nelle quote della sua civica.

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Sandro Parcaroli oggi con Matteo Salvini e con Riccardo Marchetti, commissario regionale della Lega

Per Forza Italia il nome è scontato: Riccardo Sacchi sarebbe pronto per l’assessorato alla cultura (che però fa gola anche ad altri). L’ultimo posto in Giunta dovrebbe andare all’Udc (2,81%) e quindi al più votato Marco Caldarelli che negli ultimi 5 anni è stato assessore al bilancio della Giunta di centrosinistra guidata da Romano Carancini. Un po’ di continuità insomma. Questa la logica, ma con Parcaroli tutti possono sognare e sembra farlo anche Deborah Pantana nonostante il flop personale (appena 29 preferenze ) e della sua lista “Civici per il Popolo della Famiglia” (0,85%). Il nuovo sindaco inizierà a entrare nel tavolo delle trattative per la composizione della Giunta da domani dopo un’altra giornata piena iniziata con l’insediamento in Comune, proseguita con un siparietto con alcuni commercianti del centro per una simbolica consegna delle chiavi della città e quindi la visita di Matteo Salvini con cui poi ha anche incontrato il vescovo Marconi (tra i primi a complimentarsi telefonicamente). Parcaroli ieri ha incontrato anche il rettore di Unimc di Francesco Adornato. E trascorrendo la maggior parte del suo tempo in centro ha individuato uno dei suoi primi obiettivi: togliere le catene da piazza della Libertà e sostituirle con degli alberi.

(m .z.)

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Le catene in piazza della Libertà

 

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Questa mattina l’insediamento in Comune con la consegna della fascia tricolore da parte del segretario generale Paolo Cristiano

 

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La simbolica consegna delle chiavi della città da un gruppo di commercianti del centro

 

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Sandro Parcaroli e Matteo Salvini sono stati ricevuti in Curia dal vescovo Marconi

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Lunedì Antonio Pettinari è stato tra i primi a festeggiare la vittoria di Parcaroli. Il suo nome come possibile assessore ai lavori pubblici circolava da diversi giorni

 

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