Giunte Parcaroli e Acquaroli:
tutti i nodi di sindaco e governatore

IN REGIONE la Lega sembra disposta a discutere sulla Sanità in cambio di tre assessorati: vengono dati per certi i maceratesi Filippo Saltamartini (al suo posto in Consiglio entrerà Anna Menghi) ed Elena Leonardi (forse per la presidenza). IN COMUNE si spera ancora di arrivare a nove assessorati: otto per le forze politiche e uno per un esterno voluto dal neo primo cittadino
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Sandro Parcaroli e Francesco Acquaroli

 

di Luca Patrassi

Due piccole grane e l’attesa per due risposte: il sindaco Sandro Parcaroli avanza verso la composizione della giunta. Il quadro del dream team è pronto, o quasi. Mancano il parere del segretario comunale (sulla possibilità di nominare nove assessori) e la risposta di un tecnico contattato per far parte del nuovo esecutivo: sul nome del presidente della Provincia Antonio Pettinari, gradito da Parcaroli, sono arrivati i veti da diversi esponenti di centrodestra. Con la giunta a nove assessori potrebbe prendere quota l’ipotesi di un assessorato per il Nuovo Cdu e in particolare per Mattia Orioli che ha avuto circa 150 preferenze.

Poi ci sono le richieste dei partiti e dei singoli consiglieri, anche oggi il sindaco Sandro Parcaroli ha ricevuto molte visite. La Lega ha alzato il tiro e chiede tre assessori e il presidente del Consiglio. A trattare si fa in effetti sempre in tempo, ma dare i numeri significa anche fare i conti e rapportarli al peso elettorale. Alla presidenza del Consiglio punta il primo degli eletti in casa Lega Francesco Luciani ma è un ruolo che potrebbe reclamare anche Fratelli d’Italia con Pierfrancesco Castiglioni, consigliere di lungo corso. I tre nomi in quota Lega per gli assessorati sono l’ex candidato sindaco Andrea Marchiori, l’avvocato Aldo Alessandrini e la veterinaria Laura Laviano. Quanto alle deleghe possibile che la Lega chieda, tra l’altro, Lavori pubblici e Servizi sociali. Non sembra seguire con particolare interesse la pista dell’assessorato alle attività culturali, pur essendo questo un pallino di Andrea Marchiori. Cultura che vorrebbe Forza Italia per Riccardo Sacchi. E qui arriva il primo nodo da sciogliere: non sembra pacifica la soluzione proposta da Forza Italia. Agli azzurri comunque non piacciono i fiori e dunque niente rose e tantomeno margherite con nomi da valutare o ipotesi da sfogliare. Fi chiede Sacchi e basta. Situazione analoga in casa Udc con l’anomalia – ammesso che qualcuno ancora faccia casa o queste cose – di un possibile assessore al bilancio che sarebbe lo stesso della giunta di centrosinistra guidata da Carancini. Il primo e unico degli eletti Udc è infatti Marco Caldarelli e il partito è pronto a chiedere un assessorato per lui. Ulteriore questione è quella legata alla alternanza di genere. Una donna la indica la Lega, una Fratelli d’Italia, una terza la lista Parcaroli. La quarta deve uscir fuori, così ad intuito, tra Forza Italia e Udc. Fratelli D’Italia per ora si muove su Paolo Renna e Francesca D’Alessandro con Castiglioni pronto ad intervenire. Due assessorati anche per la civica di Sandro Parcaroli. Sicuro l’incarico all’Urbanistica per l’architetto Silvano Iommi, che era iscritto alla Lega. Il secondo nome dovrebbe essere quello di una donna: potrebbe essere la commercialista Romina Leombruni, eletta consigliere comunale, a meno che non si cerchi una figura professionale legata ad altri ambiti tecnici. Un ruolo che il sindaco punta a coprire con un nome eccellente è quello legato alle risorse umane interne all’Ente locale e ai rapporti con le amministrazioni pubbliche e con gli Enti in genere anche in chiave di reperimento delle risorse per finanziare progetti.

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Viene dato per certo un posto in Giunta per Filippo Saltamartini, ex sindaco e attuale vicesindaco di Cingoli. Al suo posto in Consiglio regionale entrerebbe Anna Menghi

Dal Comune alla Regione il passo non è breve ma lo schema è simile. Il governatore Francesco Acquaroli ha appena preso in mano le redini della Regione ed è pronto a discutere con la coalizione il tema della formazione della squadra di assessori. Nessuno per ora si è mosso ufficialmente, la prima azione sembra evidente debba essere a carico del governatore che inizierà la serie di confronti. Il tempo non è moltissimo visto che appunto si tratta di tempi stretti indicati dalla norma per passare dalle elezioni alla convocazione del Consiglio regionale con relativa presentazione della giunta. Anche nel caso regionale la Lega parte alta: la richiesta è quella di tre assessorati e la presidenza del Consiglio. Non sembra ci siano più gli ultimatum prelettorali, il partito guidato dal commissario regionale Riccardo Marchetti sembra disposto a discutere su tutto, anche sulla Sanità. Insomma la Lega cederebbe la Sanità in cambio di tre assessorati. Uno dei nomi blindati è quello del cingolano Filippo Saltamartini che, peraltro, si è già mosso da assessore alla sanità in pectore con tanto di interviste sul suo modello di sanità territoriale. Certo è che se la Lega rinuncerà veramente alla sanità, la mossa rischia di creare un serio contraccolpo in Fratelli D’Italia dove ci sono l’ascolano ed ex sindaco Guido Castelli che reclama un ruolo di prestigio dopo la clamorosa ondata di preferenze avuta e il medico anconetano Carlo Ciccioli che si era nominato assessore alla sanità già prima delle elezioni. Possibile che la Lega lasci la Sanità a Fratelli D’Italia per vedere l’effetto che fa? Partita da vedere, per la Lega comunque i nomi più accreditati sono quelli di Filippo Saltamartini (vicesindaco di Cingoli, che lascerebbe spazio in Consiglio regionale ad Anna Menghi) di Chiara Biondi (anconetana di Fabriano) e del pesarese Mirco Carloni. Per Fratelli D’Italia il nodo da sciogliere è quello tra Castelli e Ciccioli mentre per la portorecanatese Elena Leonardi, la più votata tra le donne del centrodestra, cè una doppia chance legata alla giunta (per l’alternanza di genere) e alla presidenza del Consiglio. Per Forza Italia poche le chance di Pasqui di entrare in giunta: appare infatti difficile credere che la provincia maceratese potrà avere il governatore e tre assessori. Oltre tutto l’altro degli eletti di Fi è una donna, la fermana Jessica Marcozzi, che potrebbe avere la meglio in virtù dell’alternanza di genere.

 

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