Sms e telefonata del finto maresciallo,
truffa da 88mila euro

CINGOLI - Un uomo è caduto nel raggiro. I carabinieri hanno recuperato circa 40mila euro e denunciato due persone

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Prima un sms in cui segnalavano una richiesta di bonifico sospetta, poi la chiamata di un truffatore che è riuscito a far comparire sul telefonino della vittima il numero della stazione dei carabinieri: colpo da 88mila euro, i carabinieri sono riusciti a recuperarne 40mila grazie ad una indagine rapidissima. Due le persone denunciate: n 42enne di Portici e un 48enne di Foggia. Devono rispondere di truffa. I fatti sono avvenuti a Cingoli. Il 6 maggio un uomo si è presentato dai carabinieri della locale stazione spiegando di aver ricevuto un sms che gli segnalava una presunta richiesta di bonifico sospetta sul proprio conto corrente. Nel tentativo di bloccare l’operazione, l’uomo ha contattato il numero indicato nel testo, venendo poi richiamato da un malvivente che, grazie alla tecnica del cosiddetto sms spoofing (la manipolazione dell’identità del mittente), è riuscito a far comparire sul display del telefono della vittima il numero reale della stazione carabinieri di Cingoli.

Il truffatore gli ha detto di essere un maresciallo e lo ha convinto che il proprio denaro fosse in pericolo e che l’unico modo per “metterlo al sicuro” fosse effettuare tre bonifici istantanei. E l’uomo ha versato complessivamente 88.500 euro su due conti correnti indicati dai truffatori. Le indagini sono partite immediatamente. Gli investigatori sono riusciti a tracciare in tempo reale i flussi finanziari e a individuare i conti correnti di destinazione intestati ai due indagati, ottenendo il blocco istantaneo delle somme ancora presenti. La procura ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza. La notifica immediata agli istituti di credito ha permesso di recuperare e sottoporre a sequestro 39.070 euro, capitale che verrà interamente restituito al truffato.

I carabinieri mettono in guardia sugli sms e su telefonate o messaggi che segnalano anomalie bancarie o richiedono spostamenti di denaro, anche qualora provengano apparentemente da numeri telefonici istituzionali, di istituti di credito o di uffici postali. Nessuna forza dell’ordine, istituto bancario o ente pubblico richiede mai il trasferimento di denaro su altri conti correnti o la comunicazione di credenziali d’accesso. In caso di minimo dubbio conviene non fare nessuna operazione richiesta e contattare il 112.

(redazione CM)


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