Sicurezza, Renna risponde a Renis:
«Critichi Ricotta, non Parcaroli»
MACERATA 2020 - Il capolista di FdI, replica al candidato consigliere di "La nostra città": «Chieda all'assessore uscente perché dal 2014 non abbia trovato il tempo e la voglia di realizzare il suo meraviglioso progetto»

Paolo Renna
Fratelli d’Italia al contrattacco dopo le critiche di Romeo Renis, capolista di “La nostra città”, che ha definito il programma del candidato sindaco di centrodestra Sandro Parcaroli “un libro dei sogni”. La replica, a firma del capolista Paolo Renna, è soprattutto sul tema sicurezza, caro sia al partito di Giorgia Meloni che alla civica dell’ex consigliere (anche se intesa in modi diversi). Nel frattempo è pronta anche la lista: in 25 si candidano al Consiglio comunale. Dopo il nome di Renna, già consigliere comunale, seguono Francesca D’Alessandro, insegnante ed ex consigliera comunale e Pierfrancesco Castiglioni, già consigliere comunale e preside.
Renna accusa Renis di aver letto il programma di Parcaroli «superficialmente, avanzando critiche senza fondamento. Nello specifico Renis afferma perentorio che “la riforma del titolo V della costituzione ha stabilito in modo perentorio che è compito esclusivo dello Stato la sicurezza e l’ordine pubblico” con questo volendo intendere che il sindaco nulla potrebbe fare al riguardo. Peccato che lui stesso nel comunicato afferma, poche righe sopra, che Il sindaco ha “mansioni di integrazione e collaborazione relativamente alla sicurezza urbana grazie ad alcuni compiti riconosciuti quale commissario di Governo, dalla legge 267/2000 e dai cd. pacchetti sicurezza succeduti dal 2008 ad oggi”. Se non si fosse distratto nella lettura, si sarebbe anche accorto che in calce la paragrafo 8.1, da lui citato, vengono esplicitamente richiamati le “prerogative ed i poteri che un sindaco ha in materia di sicurezza e ordine pubblico” che “devono essere esercitati in una logica di ‘sicurezza urbana integrata’, sfruttando le opportunità riconosciute dal ministero dell’Interno”. Quindi Sandro Parcaroli è pienamente consapevole dell’ambito e dei limiti di azione che un sindaco ha in materia e, infatti, gli interventi ipotizzati (riqualificazione urbana, riappropriazione da parte dei cittadini degli spazi pubblici, confronto e collaborazione costante con le forze dell’ordine, installazione telecamere, realizzazione del controllo del vicinato, politica rafforzata di formazione/informazione contro lo spaccio delle sostanze stupefacenti) rientrano tutti nelle possibilità di intervento del primo cittadino. Prosegue Renis sostenendo che è errato parlare di intensificare il confronto con tutte le Forze dell’Ordine, in quanto semmai si dovrebbe “manifestare maggiore disponibilità a collaborare all’interno di un indirizzo tracciato in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, organo consultivo presieduto dal prefetto”. Ora, al netto della deferenza che comprensibilmente per formazione professionale ha Renis verso le articolazioni locali del Governo centrale, non si vede proprio come i due concetti possano essere tra loro alternativi. E’ evidente, a chi non sia offuscato dalla partigianeria politica, che si tratta del medesimo concetto: un buon sindaco deve mantenere un costante rapporto con la forze dell’ordine, anche nell’ambito del Comitato Provinciale citato. L’apice del comunicato viene però raggiunto laddove Renis lamenta una presunta confusione perché al paragrafo 8.5 del programma di Parcaroli il titolo è “Mutualità di vicinato”, mentre nel testo viene fatto riferimento alla volontà di aderire al protocollo “Controllo del vicinato”. A sostegno della sua critica Renis si lancia in una lunga illustrazione di un progetto da lui ideato nel lontano 2014 che avrebbe la stessa denominazione di “Mutualità di vicinato”, che sarebbe cosa molto diversa dal “Controllo di vicinato”. Da ciò deriverebbe la “confusione più grave e totale”. Vogliamo innanzitutto tranquillizzare Renis in quanto il titolo del paragrafo non intendeva in alcun modo riferirsi alla sua idea, della quale francamente Parcaroli non era neanche a conoscenza, ma al significato della parola mutualità come “aiuto scambievole”».
Renna aggiunge che «non ci risulta che la denominazione del progetto di Renis sia stata sottoposta a formale registrazione e, quindi, ad oggi, il termine mutualità di vicinato può essere liberamente utilizzato. La semplice lettura del paragrafo, permette inoltre di verificare che l’oggetto dello stesso è solo ed esclusivamente il protocollo “Controllo del Vicinato” già esistente in Prefettura, relativo al progetto di “sicurezza partecipata”. Piuttosto che cercare inesistenti falle nel programma di Sandro Parcaroli, Romeo Renis farebbe bene a chiedere al candidato Narciso Ricotta, che lui sostiene, perché dal 2014 ad oggi la giunta, di cui Ricotta era componente di primo livello, non abbia trovato il tempo e la voglia di realizzare il suo meraviglioso progetto. Renis purtroppo per lui non si è accorto che il controllo del vicinato a differenza della sua creatura invisibile è già realtà in molti comuni della provincia ed in gran parte dei quartieri della città».
I nomi in lista per Fratelli d’Italia: Paolo Renna, Francesca D’Alessandro, Pierfrancesco Castiglioni, Lorella Benedetti, Paolo Virgili, Francesco Pastori, Fabiola Bruzzesi, Marco Bravi, Maria Letizia Sciarra, Nicola Lischio, Elia Ricotta, Mario Portulano, Paolo Lapponi, Martina Micozzi, Marco Antonelli, Laura Dario, Giada Cavallaro, Eva De Leva, Daniela Maceratesi, Luca Bompadre, Luciana Pavoni, Nicole Moretti, Michele Del Gobbo, Massimiliano Fattori, Roberto Marsili.
Renis boccia il programma di Parcaroli: «Un libro dei sogni improvvisato»







































