Parcaroli in tour tra le fonti:
«Riqualificare queste aree
in un percorso turistico digitalizzato»

MACERATA 2020 - Il candidato sindaco del centrodestra in sopralluogo insieme a Silvano Iommi: «Imbarazzante che non si sia creato un progetto. Saranno una priorità nel programma che presenterò a giorni. Contrapponiamo all'obsoleta idea di Ricotta di "città giardino", quella più attuale di Green City»
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Sandro Parcaroli e Silvano Iommi durante la visita alle fonti di Macerata (foto Falcioni)

 

Un sopralluogo guidato alla scoperta delle fonti di Macerata. Ieri Sandro Parcaroli, candidato sindaco del centrodestra, ha preso parte al tour insieme a Mattia Orioli del Nuovo Cdu e alcuni componenti della sua lista civica: Silvano Iommi, che ha fatto da guida essendo da anni impegnato nella valorizzazione delle fonti storiche della città, Giovanna Matteucci e Kariuscia Cassetta. Il giro è iniziato con la fonte “Pozzo del Mercato”, poi fonte “Maggiore”, fonte “Ciambrone”, fonte “Agliana” e fonte “Grottino San Giorgio”. Iommi ha illustrato a Parcaroli le caratteristiche storico-ambientali e documentali dei siti, nonché i principi ispiratori di alcune ipotesi progettuali relative al loro recupero.

FontiStoriche_Iommi_Parcaroli_FF-4-325x217«Non riesco a credere che un tale patrimonio sia stato abbandonato a sé stesso e non inglobato all’interno di un progetto più ampio di valorizzazione culturale e turistico della città – dice Parcaroli -. Le fonti sono state di fondamentale importanza per Macerata. Sono patrimonio storico e culturale dei suoi abitanti, ne raccontano l’identità ancor prima di tanti altri luoghi. Non comprendo il perché, in tanti anni di governo, la sinistra non abbia coltivato la volontà di farne un punto di interesse turistico della città, al pari dello Sferisterio o del Palazzo Buonaccorsi. Mentre l’architetto Iommi parlava, sentivo nascere in me un’infinità di idee. Nell’ottica di una rinascita anche economica della città, questi luoghi dovranno essere inseriti in una vasta operazione di marketing territoriale, arricchendo il polo museale cittadino e ampliandolo oltre le mura storiche».

Il sogno di Parcaroli «sarebbe riqualificare queste aree, inserendole in un circuito turistico digitalizzato, come nei migliori musei internazionali. Il turista che viene a Macerata dovrebbe poterne conoscere i luoghi e goderne pienamente, con l’aiuto della tecnologia, che non guasta mai. Tanto più se pensiamo che la cultura è la prima industria per questa città. Me li vedo già con il cellulare fotografare ogni monumento e saperne tutto ciò che c’è da sapere, come nelle migliori realtà nazionali ed estere. È arrivato il momento che Macerata pensi in grande».

FontiStoriche_Iommi_Parcaroli_FF-7-325x217Dall’incontro «è emersa chiaramente la differenza concettuale tra la ricottiana idea di città giardino (concetto ormai obsoleto e di ottocentesca memoria) – si legge nella nota di Parcaroli – con la più attuale idea di Green City (città ad alta qualità architettonica, ambientale e del tutto sostenibile). A parte il fatto che trovo imbarazzante come dopo un decennio di amministrazione della città il collega candidato della sinistra trovi solo oggi, in piena campagna elettorale, il tempo e il modo di ricordarsi di luoghi così belli e parli di un progetto ad essi dedicato. Ma dove stava in questi anni, quando le fonti cadevano a pezzi ed erano sommerse dalle erbacce? Questo progetto doveva essere già stato fatto da tempo. Come mai se ne ricorda solo ora? Nel programma che presenterò a giorni la realizzazione del “Parco delle Fonti” sarà tra le mie priorità, senza “se” e senza “ma”. Cultura e turismo sono due settori fondamentali per Macerata, intorno ai quali possono nascere tante opportunità, anche occupazionali per i giovani che nella cittadina università si laureano. Provo fastidio per gli slogan propagandistici dell’ultima ora lanciati dalla sinistra. Per la mia mentalità, contano solo i fatti e chi non ha fatto deve spiegare perché non lo ha fatto, non promettere ancora una volta che lo farà senza una minima garanzia che alle parole seguano azioni concrete».

FontiStoriche_Iommi_Parcaroli_FF-5-325x217Conclude Parcaroli: «Sono indignato per lo stato di degrado e abbandono in cui versano tali luoghi, simbolo di una città che ha radici antiche e la cui storia è ad essi profondamente legata. Non mi rassegno all’idea che un tale patrimonio non venga valorizzato. Non accetto di vederlo sommerso da vegetazione incolta e imbrattato da rifiuti di ogni tipo. Se questi monumenti fossero stati in altri stati esteri avrebbero avuto la dignità che meritano, costituendo il centro di un percorso turistico ampio e variegato. Se in 20 anni la sinistra non è stata capace di costruirci intorno un serio progetto di sviluppo e valorizzazione, nonostante i proclami fatti ad ogni campagna elettorale, dubito fortemente che possa farlo nei prossimi anni. Basta credere alle bugie. Occorre rimboccarsi le maniche e lavorare per dare a Macerata il futuro che merita».

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