Sfruttamento nei cantieri delle Sae,
un anno al presunto caporale.
Assolto dall’omissione di soccorso

APPELLO - La decisione dei giudici del secondo grado. Oggi la sentenza che ha riformato in parte quella del tribunale di Macerata. La difesa: «Ridimensionata la vicenda, al momento dell’infortunio non era presente. Ricorreremo in Cassazione». Alle parti civili 45mila euro

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Le Sae di Pieve Torina

Caporalato nei cantieri delle Sae, ridotta in Corte d’appello la condanna per il romeno Gheorge Carp: 1 anno e assolto dall’accusa di omissione di soccorso. La difesa: «Soddisfatti per la parziale riforma, ricorreremo in Cassazione, era un dipendente». L’uomo in primo grado era stato condannato al tribunale di Macerata a due anni e un mese sia per l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sia per omissione di soccorso mentre era stato prosciolto (non doversi procedere) per l’accusa di violenza privata (per mancanza di querela).

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L’avvocato Antonio Renis

In seguito alle indagini che vennero svolte dai carabinieri del Nil di Macerata, a Carp veniva contestato di aver reclutato sette operai di nazionalità romena e ulteriori 13 lavoratori non identificati e di averli impiegati per i lavori di costruzione delle Sae a Pieve Torina, Visso ed Ussita sottoponendoli a giornate di lavoro che partivano dalle 6,30 del mattino e fino alle 19 con trenta minuti di pausa pranzo, senza il riposo domenicale con una paga di circa 50 euro giornaliere, in assenza di idonea sistemazione alloggiativa, senza riscaldamento, dove venivano sistemati 4 operai per ciascun alloggio.  Questo sarebbe avvenuto tra l’8 settembre 2017 e il 12 dicembre 2017. Inoltre era accusato di violenza privata e omissione di soccorso perché avrebbe costretto il lavoratore che si era infortunato ad una caviglia, scivolando nel cantiere edile di Ussita, a non andare in ospedale per essere curato dietro la minaccia che se lo avesse fatto non avrebbe ricevuto alcuna retribuzione.

Oggi per quest’ultima accusa è stato assolto «perché il fatto non sussiste». Il legale di Carp, l’avvocato Antonio Renis: «Dal nostro punto di vista c’è soddisfazione per aver ridimensionato una vicenda, quanto meno con l’esclusione di una accusa che era completamente infondata, l’omissione di soccorso, perché l’imputato non era presente al fatto. Conseguenza pratica la riduzione della pena. Amarezza per la conferma del resto. Continuiamo a sostenere che l’imputato fosse un mero dipendente della società e che in alcun modo gli si possano rimproverare scelte decisionali prese in autonomia. Ha fatto da tramite tra l’azienda e i dipendenti, ma era un impiegato. Faremo ricorso in Cassazione». Parte civile la Cgil e 9 operai, assistiti dall’avvocato Bruno Pettinari. La Corte d’appello ha confermato i risarcimenti per danni morali ai 9 operai (5mila euro per ognuno, in tutto 45mila euro).

(Gian. Gin.)

«Operai sfruttati nei cantieri delle Sae» Condannato il presunto caporale. Prosciolte le due aziende


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