«Invitato il Papa al 50esimo Pellegrinaggio.
Il primo? Pioveva e sbagliammo strada»
Si torna allo stadio, mille volontari
MACERATA-LORETO - Presentata la 48esima edizione, che torna all'Helvia Recina. Il tema è "Come mi conosci?". Monsignor Giancarlo Vecerrica attende notizie dal Pontefice: «Non sappiamo se ci sarà, ma tra due anni lo aspettiamo qui». Tra gli interventi ci sarà quella in video del vescovo ucraino di Donetsk che racconterà la vita di quel Paese in guerra

La presentazione del Pellegrinaggio
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
Il pellegrinaggio Macerata-Loreto accende i motori per la 48esima edizione che, dopo due anni di esilio al centro Fiere di Villa Potenza, torna nella sua tradizionale location dello stadio Helvia Recina che accoglierà migliaia di pellegrini per la 34esima volta da quando esiste l’evento.

Nessuna variazione del percorso per i lavori alla rotatoria Bellaluce di Chiarino come si era ipotizzato: il cammino dei fedeli nella notte sarà lo stesso di sempre.
Con qualche chilometro in più, visto il ritorno nel cuore di Macerata dell’avvio del cammino. Sono 1.100 i volontari mobilitati per i vari tipi di servizio di assistenza, sanitari, di accompagnamento delle migliaia di persone che raggiungeranno Macerata da ogni parte d’Italia, comprese le isole Sardegna e Sicilia, oltre che dall’estero, con la Svizzera ed altri paesi europei che saranno presenti.

Monsignor Giancarlo Vecerrica
Sarà il cardinale Baldassare Reina a presiedere la messa il 13 giugno alle 20,30 allo stadio Helvia Recina. Il Cardinale Reina è vicario generale di sua santità per la Diocesi di Roma, Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e presidente della Conferenza episcopale laziale.
«Ci avviciniamo al 50esimo anniversario del pellegrinaggio, alle nozze d’oro si direbbe – ha rimarcato monsignor Giancarlo Vecerrica ideatore e promotore del cammino -. Quando abbiamo iniziato tanti anni fa pensavamo di non saper fare nulla perché il primo pellegrinaggio fu un fallimento, tanta pioggia sbagliammo strada, e allora avevo intenzione di smettere. L’incontro con Papa Giovanni Paolo II che venne a Loreto mi spinse a riprendere il pellegrinaggio. Mi disse il papa non li devi abbandonare quei giovani. Per organizzare le giornate dei giovani il papa disse al Ponteficio consiglio dei laici andate a vedere quello che fa quel pretino delle Marche».
C’è attesa per sapere se Papa Leone XIV interverrà in qualche modo e saluterà sabato i tanti fedeli presenti allo stadio.

A sinistra Francesca D’Alessandro
«Non sappiamo ancora nulla. –ha detto ancora Vecerrica – Ho avuto modo di incontrarlo due volte in pochi giorni. Ci ha benedetto la Fiaccola della pace che è in cammino da Roma per raggiungere sabato Macerata. Il papa non sa ancora in quale modo si coinvolgerà col pellegrinaggio: ciò che mi ha colpito è il suo sorriso ed accoglienza avuta con noi del pellegrinaggio. Ed ho insistito molto affinchè Papa Leone sia presente in mezzo ai pellegrini a Macerata per il 50esimo tra due anni».
Il percorso del pellegrinaggio Macerata-Loreto, che lo scorso anno ha portato 70mila persone al santuario lauretano, sarà scandito da momenti di preghiera, canti, letture, testimonianze e si snoda attraverso vari centri urbani dell’hinterland maceratese.
«Il tema del Pellegrinaggio Macerata-Loreto 2026 nasce da una domanda semplice e profonda: “Come mi conosci?”. Sono le parole che Natanaele rivolge a Gesù nel Vangelo di Giovanni – ha detto nel suo intervento il vescovo Nazzareno Marconi -. La domanda di Natanaele, “Come mi conosci?”, diventa allora anche la nostra domanda. È la domanda di chi desidera essere guardato nella verità del proprio cuore. Ed è la scoperta che Cristo ci precede sempre: conosce le nostre attese, le nostre domande, il nostro desiderio di bene e di significato».

Il vescovo Nazzareno Marconi con monsignor Vecerrica
Alla presentazione di questa edizione è intervenuta anche Francesca D’Alessandro in rappresentanza del Comune che ha sottolineato come «mentre l’Europa sembra voler tagliare le radici cristiane Macerata va in controtendenza proprio grazie al pellegrinaggio dove ogni anno si compie un piccolo grande miracolo legato proprio alla cristianità». Prima della santa messa ci saranno significative testimonianze, come quella in video del vescovo ucraino di Donetsk che racconterà la vita di quel Paese in guerra e di un giornalista inviato di guerra proprio in Ucraina e poi in Terra Santa.

Ermanno Calzolaio
«Il mistero di quello che accade nella notte del pellegrinaggio ci accompagna e si rinnova ogni anno – ha ricordato Ermanno Calzolaio, presidente del comitato Pellegrinaggio a Loreto -. Non è niente di strepitoso in realtà: si canta, si prega, si cammina ma dentro questa apparente semplicità accade qualcosa di gigantesco perché altrimenti non avremmo centinaia di pullman che da mesi si stanno organizzando da ogni regione italiane e dall’estero. Pensate verrà una donna da sola dalla Sardegna: arriverà in aereo a Roma e di lì con un Flixbus raggiungerà sabato Macerata per venire al pellegrinaggio. Una di tante storie di persone che si sacrificano anche economicamente per arrivare a Macerata e poi fare una notte comunque faticosa di cammino a piedi verso il santuario lauretano».
Tutti coloro che sabato 13 giugno parteciperanno al pellegrinaggio arrivando a Macerata con mezzi propri potranno raggiungere lo stadio Helvia Recina utilizzando i bus-navetta gratuiti attivi in servizio continuo dalle 15,45 alle 21. Saranno disponibili due linee. Linea 1 Centro Fiere Villa Potenza-stadio Helvia Recina; Linea 2 Stazione ferroviaria di Macerata- viale Leopardi (fermata autobus ascensore parcheggio Garibaldi) – Terminal bus piazza Pizzarello- stadio Helvia Recina. Domenica 14 giugno, i pellegrini che da Loreto dovranno rientrare a Macerata potranno utilizzare i pullman Contram messi a disposizione dagli organizzatori. Determinante sarà come sempre l’apporto di migliaia di volontari, tra cui professionisti che offrono la loro competenza specifica e che dedicano impegno e tempo ai vari servizi necessari come l’accoglienza dei pellegrini, la segreteria, la liturgia, l’amplificazione lungo il cammino, la diretta streaming, i servizi per la predisposizione della sicurezza, i servizi medici sia allo stadio che durante il cammino.
PellegriNATO.
…con un buon calzolaio, camminar da pellegrino, con marconi in salvadanaio, ed il Papa nel cammino…Lorlieto… gv
La salvezza non è mai intera. È questo il punto in cui la verità si fa insopportabile. Come il pastore strappa dalla gola del leone due zampe o un brandello d’orecchia, così saranno salvati i figli d’Israele. Nulla di più. Chi pretende di più mente, e chi si consola mente doppiamente.Dio è buono. Il mondo è orribile. Bisogna tenere questi due fatti nella stessa anima senza lasciarli fondersi, senza lasciarli separare. Ogni spiegazione che li riconcilia è una fuga. La fede cristiana degna di questo nome è quella che acconsente a guardare fissamente il fallimento di Dio nella storia. Il Cristo crocifisso non è un incidente: è la rivelazione suprema. Dio ha scelto la debolezza assoluta. Non l’ha subita: l’ha voluta.La creazione ha messo l’essere al posto del nulla; ma mettere la consolazione al posto del dolore è un’opera più grande e più empia della creazione stessa. Colui che cerca consolazioni cristiane non cerca Dio: cerca un idolo che lenisca l’afflizione. La vera attenzione è quella che resta nuda davanti al male senza velarlo.Disperazione della rassegnazione: solo lì la speranza può essere pura, perché non è più speranza di qualcosa per sé. La fede è disperatamente viva proprio quando rifiuta di essere consolata. Essa sa che la resurrezione, se verrà, verrà come un’ecatombe, come restituzione di ciò che è stato veramente perduto – non come premio.Nel rimorso di sopravvivere si rivela una verità terribile: essere vivi in questo mondo è già, in certa misura, una colpa di fronte agli afflitti. L’acqua sporca che invade la casa nei sogni, i volti che si disfano, la putrefazione – queste non sono allucinazioni. Sono la realtà vista senza la protezione della menzogna sociale. Il moderno è questo: un mondo di plastica e volgarità che ha reso l’afflizione invisibile e il dolore volgare, privandolo così della sua unica dignità.Credere nei segni, per rischioso che sia. Ma se non vi sono segni, allora per noi Dio non c’è. Meglio questa nuda constatazione che la menzogna devota. Dio non ha bisogno delle nostre bugie per rimanere Dio.Solo chi ha accettato di essere decreato può incontrare, nel vuoto, quella misteriosa impotenza divina che è più forte di ogni potenza. Dio non vince secondo la misura del leone. Egli lascia che il leone divori, e salva ciò che il leone disprezza: un resto, un frammento sanguinante, un orecchio che ancora ode nel silenzio assoluto.La croce non è superata. È il centro.
E la salvezza che passa di lì non sarà mai un trionfo: sarà soltanto – forse – quel poco che basta perché l’amore non sia del tutto ucciso nel mondo.