Renis boccia il programma di Parcaroli:
«Un libro dei sogni improvvisato»

MACERATA 2020 - Il fondatore de "La nostra città", civica a sostegno di Narciso Ricotta, critica il candidato del centrodestra soprattutto sul capitolo sicurezza: «Chi si cimenta a voler contribuire a migliorarla deve essere a conoscenza dell’ambito in cui può lavorare, deve documentarsi sulle norme a disposizione e soprattutto deve almeno conoscere i progetti che propone senza scrivere a casaccio parole in confusione»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
romeo-renis-1-325x217

Romeo Renis, candidato con La nostra città a sostegno di Narciso Ricotta

 

«Finalmente è arrivato il programma del candidato sindaco del centrodestra a Macerata, espressione della Lega di Salvini, Sandro Parcaroli. Un libro dei sogni, belle parole. Parole che molto probabilmente rimarrebbero tali se dovesse vincere la Lega, per le forti inesattezze e contraddizioni presenti in alcune parti del programma». Così l’ex consigliere Romeo Renis, candidato con la civica La nostra città a sostegno di Narciso Ricotta, commenta il programma presentato ieri dal candidato sindaco del centrodestra (leggi l’articolo). Secondo Renis il programma contiene inesattezze soprattutto nel capitolo dedicato alla sicurezza, «frutto – aggiunge – molto probabilmente dell’improvvisazione e forse della poca conoscenza. Nel capitolo 8.1 si afferma che “I maceratesi meritano di vivere in una città sicura e il comune deve garantire questa sicurezza”. E’ vero – commenta Renis – i maceratesi meritano di vivere in una città sicura ma, quando si scrivono alcune affermazioni è importante sapere che la sicurezza nelle città viene garantita principalmente dalle forze di polizia sotto la responsabilità e direzione dell’autorità di pubblica sicurezza, che sul versante politico è il prefetto, e sul piano tecnico il questore. Entrambi rispondono agli indirizzi generali del ministero dell’Interno e del Capo della polizia. Il sindaco ha solo mansioni di integrazione e collaborazione relativamente alla sicurezza urbana grazie ad alcuni compiti riconosciuti quale commissario di Governo, dalla legge 267/2000 e dai cosiddetti “Pacchetti sicurezza”che si sono succeduti dal 2008 ad oggi».

gabrielli-segnale-controllo-del-vicinato-e1554995099162-325x230Il candidato consigliere passa poi a un altro punto del programma di Parcaroli, dal titolo Mutualità di vicinato. «Immediatamente dopo – sottolinea Renis – si dà inizio alla frase che recita: “Aderiremo al controllo di vicinato”. Una confusione fra due progetti che mi permetto di definire molto grave, sicuramente con poca conoscenza del concetto di sicurezza dei cittadini relativamente alla cosiddetta sicurezza integrata o partecipata. La mutualità di vicinato è un progetto ideato dal sottoscritto nel 2014 e realizzato per la prima volta nella città di Osimo nel 2015. In sintesi, tutti gli attori (sindaco, questore, forze di polizia, forze politiche, associazioni) furono consapevoli come nella nostra società fosse necessario ritrovare il senso della comunità. Gli analisti sociali ci dicono chiaramente che abbiamo perso il valore dello stare insieme in un’ottica di solidarietà e rispetto. Non è concepibile che in un condominio muoiono degli anziani e nessuno se ne accorge se non dopo qualche giorno solo per il cattivo odore. Lo slogan è: “La Mutualità di vicinato, per ritrovare la comunità e sentirsi più sicuri”. Il coinvolgimento dei cittadini in un ottica di politiche integrate di sicurezza non di controllo ma di mutualità. Un quartiere è più sicuro se oltre alla sicurezza primaria sviluppata dallo stato, opera una comunità in armonia e solidale, dove tutto funziona e dove gli ultimi non si sentono tali. La dimostrazione l’abbiamo avuta durante il lockdown della grave pandemia che ci ha colpito. La comunità prima di tutto. Il Controllo del vicinato invece è altra cosa. La parola stessa lo dice, si dà al cittadino un compito di controllo che non è assolutamente quello della solidarietà. Controllo riporta ad un compito dello Stato non dei cittadini. Il controllo del vicinato è un progetto che prevede un gruppo di cittadini che si organizzano, si registrano nell’associazione e fanno riferimento al cosiddetto referente. Generalmente quest’ultimo, ricevute le segnalazioni le dovrebbe filtrare ed eventualmente comunicare alle forze dell’ordine attraverso un numero di telefono privato. Un ruolo di controllo richiesto ai cittadini messo in campo spesso da emotività estemporanea dopo fatti gravi avvenuti nella zona di residenza. Inoltre, nei comuni che aderiscono al “Controllo del vicinato” viene esposto un apposito cartello stradale. “Zona sottoposta al controllo del vicinato”. Nella mia vita professionale non ho mai visto un criminale fermarsi di fronte ad un cartello stradale. Ma questa è un’altra cosa. Ancora, non si comprende se il candidato sindaco vorrebbe aderire al progetto del Controllo del vicinato o al Controllo di vicinato; si, perché sembra strano, ma sono due associazioni differenti. Non so se in questo periodo hanno trovato altre forme, ma questo è. Sulla questione c’è un’ulteriore differenza che forse è la più importante, che è quella sull’analisi criminologica sociale. Il controllo del vicinato si basa principalmente sulla “teoria delle opportunità”, detta anche prevenzione situazionale. Cioè, affinché si verifichi un reato devono coesistere tre elementi: una vittima potenziale,  assenza di vigilanza,  autore motivato. E’ sufficiente che uno dei tre elementi viene meno e il reato non si consuma. Teoria nata principalmente per i reati predatori. La mutualità di vicinato è invece un progetto più ampio, più ambizioso che sicuramente non merita di essere strumentalizzato per motivi elettorali. La Mutualità di vicinato prevede oltre alla teoria della prevenzione situazionale quella sociale e comunitaria. Cioè, per un’attenzione alle marginalità sociali, o al funzionamento della comunità nel suo insieme». Da qui la conclusione: «La sicurezza dei cittadini è cosa seria e importante. Chi si cimenta a voler contribuire a migliorarla deve essere a conoscenza dell’ambito in cui può lavorare, deve documentarsi sulle norme a disposizione e soprattutto deve almeno conoscere i progetti che propone senza scrivere a casaccio parole in confusione. I cittadini hanno bisogno di realtà non di fantasia».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X