Primo weekend post lockdown:
«Se non c’è rispetto delle regole
dovremo chiudere i locali»
SICUREZZA - Il questore Pignataro ha predisposto un'ordinanza che aumenta i controlli, questa mattina riunione in prefettura. «Chiedo ai gestori di collaborare, ai genitori dico: informate i vostri figli sul rispetto delle norme per prevenire i contagi». Il colonnello Roberti: «Comprendiamo le esigenze di commercianti e ragazzi ma chiediamo attenzione per tutelare la salute di tutti». Riscontrati assembramenti sul lungomare di Civitanova e nel centro di Macerata. Il prefetto: «Vivere responsabilmente la propria libertà»
di Gianluca Ginella
Primo weekend post lockdown, pronti più controlli in provincia, incontro in prefettura questa mattina e ordinanza del questore: «in caso registrassimo il mancato rispetto delle regole in merito ai divieti di assembramento dovremo chiudere i locali, il nostro obiettivo comunque è informare. Importante il ruolo delle famiglie nell’istruire i figli al rispetto delle norme per prevenire i contagi» dice il questore Antonio Pignataro dopo l’incontro in prefettura di questa mattina.
«Non agiamo con un principio afflittivo – spiega il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dei carabinieri –, capiamo le esigenze dei gestori e dei ragazzi, ma tutto deve essere fatto rispettando le misure che consentono di rimanere aperti: evitare assembramenti, rispettare il distanziamento, usare mascherine ha un solo scopo: evitare che riprenda a circolare il virus e che si torni a chiudere. Invitiamo i gestori a dire a chi frequenta il locale, specie all’esterno di rispettare le regole.
Lì dove non dovesse esserci il rispetto delle misure dovremo intervenire per impedire che il comportamento dissennato di qualcuno possa andare a compromettere la salute di tutti». La questura gestisce i servizi di controllo, spiega il questore Antonio Pignataro: «abbiamo fatto una ordinanza e un incontro con il prefetto. La fase due è ancora più delicata e complessa rispetto alla fase 1: c’è l’esigenza delle persone di uscire, ma devono capire che possono portare lutti nelle proprie famiglie se non rispettano le regole, questo ci tengo a sottolinearlo. Abbiamo aumentato i servizi, sollecitato una attenzione maggiore, specie in questo fine settimana, così come abbiamo avuto disposizione dal capo della polizia come direttore generale della pubblica sicurezza in Italia. Tramite l’ordinanza coinvolgiamo carabinieri, finanza, polizie locali, capitaneria di porto nei controlli». Il questore sottolinea che anche se finora il rispetto delle regole c’è stato «riscontriamo però questi capannelli davanti ai locali, sia a Civitanova, che a Macerata anche se in misura minore.
Chiediamo una collaborazione massima da parte dei titolari degli esercizi pubblici. Abbiamo riscontrato che i proprietari escono e chiedono ai clienti di rispettare le regole. Noi non abbiamo la pretesta di punire le persone ma di istruirle. Certo, in caso di necessità dobbiamo agire e fare la contestazione. Per i titolari c’è la sospensione dell’attività». Il questore aggiunge: «chiedo ai titolari dei locali la massima collaborazione per salvare vite umane e il proprio lavoro, se si torna indietro al lockdown il problema è che di nuovo dovranno chiudere le loro attività. È una tutela sia alla vita umana che al loro lavoro. Quello che la comunità deve capire è che si può uscire senza autocertificazione ma ci si deve regolare: non si può pensare di non usare la mascherina o non rispettare il distanziamento sociale. Rispettando gli altri tuteliamo anche noi stessi».
Il questore poi lancia un messaggio alle famiglie: «Ai genitori dico di istruire i propri figli per renderli consapevoli del danno che possono creare alla loro famiglia e ai loro stessi coetanei. Il rispetto vale la vita degli altri e la nostra». Il colonnello Roberti spiega che «finora grossi problemi non ce ne sono stati, anche se da parte di qualcuno c’è qualche concentrazione eccessiva all’esterno: è successo a Civitanova, sul lungomare e a Macerata in centro. Invitiamo i gestori a fare una azione di informazione e persuasione verso chi frequenta il loro locale a usare la mascherina e rispettare il distanziamento. È normale però che laddove riscontrassimo che, nonostante gli inviti, non vengono rispettate le regole, allora interverremo con la chiusura del locale. Tutti devono lavorare nell’ottica di far rispettare le regole, sennò si rischia di tornare indietro».
«Vivere responsabilmente la propria libertà» è l’invito che il prefetto, al termine dell’incontro di questa mattina, che si è svolto in videoconferenza, ha rivolto a tutti i cittadini della provincia ribadendo che i controlli sono costanti e verranno rinforzati, soprattutto per quanto riguarda gli assembramenti all’esterno dei locali. «La cura, prima di arrivare alla repressione è quella della prevenzione; ad essere monitorati in modo più stringente saranno soprattutto i luoghi della movida giovanile, quelli dove si trovano i locali maggiormente frequentati, i centri commerciali e le spiagge. I controlli sono importanti, ma è necessario intervenire sulla cultura della responsabilità – è il messaggio del prefetto –, i risultati migliori si ottengono con la formazione: convincere più che costringere. Poi, chi mostrerà di non capire cosa è necessario fare per non esporre a rischio noi stessi e gli altri, sarà sanzionato. Capisco la voglia di tornare a divertirsi – ha detto il prefetto – ma non possiamo dimenticare in che situazione eravamo solo poche settimane fa». Con lo sblocco del lockdown le forze dell’ordine saranno alle prese con una doppia attività: il controllo per il rispetto delle misure di prevenzione del contagio e il contrasto alla criminalità. Nel corso della riunione sono stati anche esaminati i progetti dei comuni di Macerata e Civitanova, destinatari rispettivamente di un finanziamento di 26.108 euro e 26.482 euro dal fondo “Scuole Sicure” 2020-2021, che consentiranno un più articolato piano di sorveglianza, controllo e prevenzione dello spaccio nelle aree maggiormente a rischio.











































Vogliamo finirla di fare terrorismo mediatico si o no? https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/ci-mancava-la-guerra-agli-spritz/
Numero minimo di persone che può costituire un assembramento?
Il decreto in parola non è tassativo in merito alla suddetta questione, può dunque ipotizzarsi che costituisca assembramento anche un gruppo composto da due persone!!!!!!!!!! https://www.diritto.it/quali-sono-gli-assembramenti-vietati/
Basta dittatura e basta sceriffi. Anche se ancora solo formalmente esiste la Costituzione della Repubblica Italiana!!!
a questo punto non credo sia il caso di tanta insofferenza per delle regole che mi pare ci portino nella giusta direzione…a proposito ho visto Porro che ce l ha con chi vieta gli spritz…e certo..avendola raccontata mi pare giusto che dica la sua.. però tanti non sono stati cosi fortunati
Eee bravo Pignataro, si cerca la soluzione più semplice, per colpa di “deficenti” ci rimettono tutti i gestori.
eh si bravo il questore, pero peccato che non va bene per tutte le stagioni, osannato fino a poco tempo fa per certe questioni, ora pare faccia terrorismo mediatico, strano eh!
@ sig. Guerrino Marinozzi (post. 6) io non ho mai detto che il Questore Pignataro “che non va bene per tutte le stagioni” come dice lei ne tanto meno dal sottoscritto “osannato fino a poco tempo fa per certe questioni” Io dico semplicemente che il Dott. Pignataro Questore di Macerata Dirigente della Pubblica Amministrazione nell’affermare …”Ai genitori dico di istruire i propri figli per renderli consapevoli del DANNO che possono creare alla LORO FAMIGLIA e ai loro stessi coetanei. Il rispetto VALE LA VITA degli altri e la nostra”… Gradirei capire in modo più esaustivo le parole pronunciate dallo stesso e da me scritte in MAIUSCOLo: DANNO quale danno nel bere un aperitivo; LORO FAMIGLIA cosa centrano le famiglie; VALE LA VITA come se fosse (il Questore) certo che contrarre il virus sia una cosa mortale. Ecco perché ho detto e ribadisco che, persone le quali rivestono un ruolo pubblico, dovrebbero meglio declinare concetti che possono creare un allarme sociale.
Dei poliziotti hanno paura solo i “ladri”: se tutti rispettiamo le regole non si chiuderà nessun locale, non si faranno multe ed il contagio diminuirà ulteriormente; non è poì così difficile. Abbiamo passato due mesi di lockdown, questo è zucchero al confronto!!!
…qualche sapientone dovrebbe farsi un giro in molti locali pubblici ADESSO, a Civitanova, e poi potrebbe vedere con i propri occhi quanti creano non un “allarme sociale”, no no, ma un pericolo effettivo, si, e per tutti!! gv
bere un aperitivo significa anche evitare assembramenti, le famiglie sono responsabili nell educare i figli al rispetto delle regole ( ma non solo in questo caso) e contraendo il covid , anche qualora per se stessi le conseguenze siano magari minime, mettiamo sicuramente a rschio la vita di qualcun altro…concetti semplici me pare
Negli anni ’70 l’amministrazione comunale di Bologna installò sulla sommità della Torre degli Asinelli alte reti antiscavalcamento: non tanto per dissuadere gli aspiranti suicidi (era già abbastanza elevato il parapetto in mattoni e, comunque, avrebbero potuto scegliere altri metodi autosoppressivi) ma per evitare che costoro piombassero su incolpevoli passanti e li uccidessero.
In altre parole, se chi viola le sacrosante regole di precauzione (igiene, dpi e distanziamento) subisse solo personalmente – ossia senza contagiare terzi estranei – le conseguenze della propria scelleratezza, allora gli inviti alla ‘libertà’ potrebbero anche essere condivisibili, ovviamente a patto che i cultori della movida e degli apecena incondizionati sopportassero, solo loro ed in prima persona, anche i costi sociali derivanti dalle cure di cui dovessero beneficiare in caso di contagio.